Brexit, May conferma al parlamento: fuori dal mercato unico

19 Dicembre 2017, di Alberto Battaglia

Theresa May ha garantito al parlamento britannico che la Brexit, per la quale è stata annunciata la “fase 2” dei negoziati, vedrà “molto presto” nuovi negoziati. In particolare, il primo passo sarà concordare un trattato di transizione biennale che regolerà i rapporti tra Regno Unito e Unione Europea a partire dal marzo 2019, quando la Brexit diverrà esecutiva.

“Durante questo periodo di attuazione rigorosamente limitato nel tempo che ora inizieremo a negoziare, non saremo nel mercato unico o nell’Unione doganale, poiché avremo lasciato l’Unione europea”, ha affermato May, purtuttavia il Paese continuerà a seguirne le regole nell’arco del biennio.

“Vorremmo proporre che il nostro accesso ai reciproci mercati continuasse come ora, mentre prepariamo e implementiamo i nuovi processi e i nuovi sistemi che sosterranno la nostra futura partnership”, ha detto poi la premier. La premier ha poi confermato che un pagamento da 40 miliardi di sterline circa sarà corrisposto all’Ue per saldare il gettito mancato derivante dall’uscita dal blocco.

Durante il periodo di transizione previsto da May il movimento delle persone sarà vincolato alla registrazione presso l’Home Office, “in preparazione del nostro futuro sistema di immigrazione”.

Durante la transizione, ha promesso infine la May, sarà preparato “il futuro della politica commerciale” e “laddove possibile”, la firma di trattati commerciali che “potrebbero entrare in forza dopo la conclusione del periodo d’implementazione”.

Nel frattempo il capo negoziatore Ue Michel Barnier ha gelato i mercati affermando al Guardian che varcare le linee rosse della libera circolazione delle persone e svincolarsi dalla giurisdizione europea comporta accordi che non possono coprire l’accesso dei servizi; il che comporta che nessun accordo potrà consentire alla City di Lodra e alle sue istituzioni finanziarie di continuare a vendere i propri servizi in Europa come avviene oggi.