Brexit, laburisti: referendum bis, idea elezioni anticipate

24 Settembre 2018, di Mariangela Tessa

Settimane convulse sul fronte politico interno in Gran Bretagna mentre si avvicina la data del divorzio con l’Unione europea, fissata a marzo del 2019.

Secondo i media britannici, il partito laburista voterà questa settimana l’ipotesi di un secondo referendum sulla Brexit qualora il primo ministro Theresa May non dovesse riuscire a far passare il suo piano per lasciare l’Ue attraverso il voto del parlamento.

I rumors si aggiungono alle dichiarazioni del leader laburista britannico Jeremy Corbyn, che si è detto pronto a sostenere un secondo referendum sulla Brexit, se il suo partito dovesse decidere di volerne un altro.

In particolare, Corbyn ha affermato di essere “obbligato” a rispettare il risultato del voto della conferenza annuale del Labour – il congresso del partito che è iniziato ieri nella roccaforte rossa di Liverpool, anche se preferirebbe le elezioni generali anticipate.

E proprio su quest’ultimo fronte, il Telegraph ha scritto ieri che consiglieri della premier britannica, Theresa May, starebbero lavorando a un piano per tenere elezioni anticipate a novembre per tentare di salvare il suo piano per la Brexit e mantenerla alla guida dei Tory e del Paese dopo l’esito negativo del summit Ue a Salisburgo.

La notizia è stata però smentita dalla diretta interessata e dal ministro per la Brexit, Dominic Raab.

Un portavoce di Downing Street ha sottolineato che  “è categoricamente falso che stiamo pianificando elezioni anticipate” mentre per Raab è “da allocchi” pensare che la premier possa prendere un’iniziativa simile dopo che Bruxelles ha respinto nei giorni scorsi il cosiddetto ‘Chequers Plan’ su un regime transitorio per il confine tra Irlanda e Irlanda del Nord.

“Non succederà”, ha affermato, ribadendo che Londra insisterà a negoziare con l’Ue sulla base del piano attuale: “Questo è un intoppo sulla strada, manterremo i nervi saldi e continueremo a negoziare in buona fede”.