Brexit, in Italia aprirebbe buco di 4 miliardi l’anno

24 Marzo 2017, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – Il 29 marzo prossimo il premier inglese Theresa May farà la richiesta di uscita dall’Ue avviando così l’iter per la Brexit e già si scatena il panico tra i paesi membri per le ripercussioni che potrebbero esserci sulla politica di coesione e in particolar mondo sui fondi Ue. A delineare gli scenari altamente verosimili che potrebbero crearsi è l’Istituto Jacques Delors che prevede una serie di penalizzazioni miliardarie.

Quando avverrà il peggio, ossia ci sarà il divorzio tra Unione europea e Londra ma senza un accorso, ci sarà un conseguenza sull’intero budget europeo tra il 10 e il 15% annuo. Concretmaente lItalia pagherà uno scotto tra i 3,2 miliardi e i  4 miliardi in meno l’anno, forse anche di più visto che, come sottolineano fondi europei, le dinamiche di spesa dei fondi sui concentrano sugli ultimi anni di programma. E anche se a coprire i buchi saranno i paesi Ue, l’Italia ne uscirebbe comunque penalizzata.

Le conseguenze della Brexit non avranno solo effetti astratti su alcuni trattati o su migliaia di pagine di testi legislativi. Colpirà la vita dei cittadini europei, sia in Gran Bretagna che negli altri 27 Stati membri.

Così il presidente del  Comitato europeo delle Regioni (CdR) Markku Markkula.