Brexit, è lotta aperta tra due gestori pesi massimi

25 Maggio 2017, di Daniele Chicca

Due dei leader dell’industria dell’asset management inglese si stanno sfidando a suon di scommesse completamente divergenti sui mercati finanziari. Agli antipodi in merito alle previsioni dell’economia britannica sono le opinioni dei gestori di fondi Neil Woodford, l’ex Re della City che ora è diventato un fan del settore biotech, e Crispin Odey, soprannominato “il Re di Cluckingham Palace”, l’uomo che ha avuto il coraggio di mettere tutti i suoi soldi in un solo paniere, come racconta il Financial Times.

Woodford è estremamente ottimista sulle prospettive del Regno Unito dopo e durante i negoziati sulla Brexit, Odey invece è esageratamente pessimista sul tema. Woodford, il cui nuovo fondo di investimento non ha limiti geografici, ha fatto sapere che gli asset detenuti in portafoglio rispecchiano la sua convinzione secondo cui “la gente è troppo pessimista sull’economia britannica”.

Il gestore vede invece opportunità di guadagno ghiotte nel mercato azionario proprio nel Regno Unito e “subito”. “Lo stato d’animo negativo ha provocato una discesa dei prezzi molto ampia in alcuni settori ciclici nazionali”, ha detto al Financial Times. Costruttori di case, banche, costruzioni e immobiliare in generale sono i comparti su cui conviene puntare secondo il money manager.

All’altro angolo del ring a Londra c’è Odey, il cui hedge fund ha perso circa il 50% l’anno scorso per via delle scommesse sbagliate su alcuni asset che hanno invece ceduto quota. Il gestore continua ad agire in ottica ribassista perché, come ha spiegato a Bloomberg di recente, “c’è tanta gente che continua a chiedere in prestito soldi che non è in grado di restituire“.

Odey si è spinto fino a citare il ministro dell’Esercito di Adolf Hitler Fritz Todt, che nel 1942 pronosticò che i successi sul campo di battaglia della Germania si sarebbe interrotti in Russia. Todt “riuscì a capire che i rifornimenti erano giunti a un punto di rottura” e anticipare gli eventi, ha scritto in una nota ai clienti il fund manager. Secondo lui proprio il successo (e la brama di altro successo) “è stato l’ingrediente necessario del fallimento”.

A giudicare dagli ultimi dati fiacchi sul Pil dell’economia britannica, il primo round è andato a Odey, ma l’incontro di pugilato tra due dei pesi massimi dell’industria dei fondi di investimento è ancora lungo e bisognerà aspettare l’inizio dei negoziati sulla Brexit a giugno e la fine dell’anno per sapere chi dei due ha avuto ragione.