Brexit, banche minacciano Londra: “esodo massiccio”

27 Aprile 2017, di Mariangela Tessa

Nel dibattito sulla Brexit, tornano in campo le istituzioni finanziarie. Sotto i riflettori ancora una volta la questione dei posti di lavoro che potrebbero essere trasferiti in un’altra capitale europea, se la Gran Bretagna dovesse adottare un atteggiamento di chiusura nei confronti dell’accesso dei talenti stranieri al mercato britannico.

A questo proposito, un dirigente della Deutsche Bank ha dichiarato che saranno circa 4.000 i posti di lavoro che potrebbero essere spostati altrove nell’UE, mentre il CEO di Barclays, Jess Staley, ha detto che il piano di trasferimento dovrebbe essere messo a punto entro sei mesi.

Ancora una volta viene dunque confermato la centralità dei diritti dei cittadini europei all’interno del dibattito sulla Brexit. Conferme che sono arrivate nelle ultime ore con la pubblicazione di rumors sulle principali modifiche alla bozza di linee guida per i negoziati sulla Brexit discusse dagli sherpa dei leader dell’Unione Europea in vista del Vertice di sabato 29 aprile.

A questo proposito, il premier Gentiloni, intervenuto in Aula alla Camera in vista del Consiglio europeo straordinario del 29 aprile 2017 sulla Brexit, ha assicurato:

“Siamo interessati – ha affermato il premier – al fatto che tra le priorità del negoziato, già nella prima fase, ci sia il destino dei cittadini dei diversi Paesi europei che risiedono nel regno Unito” il “15%” dei quali sono italiani. “Noi abbiamo il dovere e diritto di pretendere per i nostri concittadini tutele e diritti amministrativi certi, immediatamente applicabili e non discriminatori e basati sul principio di reciprocità” con britannici residenti in Italia.

Gentiloni ha inoltre sottolineato:

“Credo che si possa dire di questi giorni e di queste settimane che ci separano dalle celebrazioni di Roma, dal tempo trascorso da Brexit e dalla formale decisione di Londra di attivare il processo, che coloro che temevano o speravano che Brexit sarebbe stata una miccia per l’implosione dell’Ue si sono sbagliati”.