Brasile docet, i titoli di stato dei paesi emergenti piacciono

28 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro ieri si è assistito ad un restringimento degli spread sui titoli periferici con il decennale Italia-Germania sceso anche sotto i 120 pb. Lo spread sul 2-10 anni è passato a 189 da 193 pb a causa soprattutto del rialzo del tasso a due anni. Sul monetario continua la divergenza tra tassi Euribor (in rialzo) e tassi Ois (stabili).

In merito all’accordo di Basilea non firmato dalla Germania, il presidente del Bafin, organo regolatore tedesco, ha dichiarato che la Germania non ha bloccato il nuovo accordo, ma semplicemente sulla questione relativa alla definizione di capitale ha bisogno di maggiori chiarimenti. La Bce effettuerà oggi l’operazione di rifinanziamento a tre mesi al tasso fisso dell’1% con allocazione piena delle richieste.

In Italia avremo l’emissione dei titoli indicizzati all’inflazione a 10 e 30 anni per 1-1,5 Mld€, mentre in Portogallo titoli a 4 e 13 anni per 0,75-1,25 Mld€. Sul fronte macro la variazione dell’aggregato monetario M3 è tornata in positivo, evidenziando all’interno un forte rialzo dei prestiti per l’acquisto di case, mentre continua il calo (sebbene ad un ritmo leggermente minore) dei prestiti alle imprese non finanziarie.

Segnaliamo infine che le prime indicazioni provenienti dai prezzi dei lande tedeschi, mostrano un incremento dell’inflazione per il mese di luglio. Il dato generale tedesco sarà pubblicato in giornata. Negli Usa tassi di mercato in rialzo malgrado la fase di stabilizzazione dei corsi azionari dopo la pubblicazione di dati macro peggiori delle attese.

Il riferimento è in particolare alla fiducia dei consumatori di luglio, arrivata ai minimi da febbraio, penalizzata (soprattutto nella parte prospettica) dalla percezione di condizioni non favorevoli sul fronte occupazionale.

Il ridimensionamento dell’utilizzo dei Treasury in chiave di “rifugio sicuro” (il cosiddetto flyght to quality), risulta evidente dal fatto il tasso del titolo decennale è tornato nuovamente leggermente al di sopra dell’analogo tasso swap. Sul fronte emissioni è stata ben accolta l’asta da 38Mld$ sul comparto biennale.

Contemporaneamente continua il favore accordato dagli investitori alle emissioni di titoli governativi da parte dei paesi emergenti, come evidenziata sia dal forte ridimensionamento dell’indice Embi+ spread (ai minimi da inizio maggio) sia dagli esiti di alcune emissioni. In particolare ieri il Brasile ha collocato 750Mln$ (un ammontare superiore ai 500Mln$ inizialmente dichiarati) di titoli decennali al tasso minimo storico di circa 4,55%. Oggi attesa l’emissione di 37Mld$ di titoli a 5 anni.

Tasso di cambio euro/dollaro

Valute: l’euro continua a testare l’importante resistenza in area 1,30 che rimane nel breve un livello ancora molto importante che neanche il dato sulla fiducia dei consumatori Usa inferiore alle attese è riuscito a far superare. Verosimilmente, la giornata decisiva per verificare la tenuta di tale livello è il prossimo venerdì, quando sarà pubblicata la stima preliminare del Pil Usa del secondo trimestre.

Giornata ieri caratterizzata da un deprezzamento dello yen sia vs dollaro sia vs euro che ha portato la borsa giapponese a chiudere la seduta odierna in forte rialzo (+2,7%). Il cross vs dollaro si è spinto fino ad area 88 grazie al clima di maggior ottimismo sui mercati. Il supporto principale si colloca ora a 87. Verso euro il cross ha rotto il livello di resistenza in area 113-113,50, divenuto ora il primo supporto da monitorare, per spingere verso quota 115.

Materie Prime: giornata negativa per le componenti dell’indice GSCI. In forte calo il comparto energetico ad eccezione del gas naturale (+1,4%), migliore commodity del giorno. Negativi anche i metalli industriali guidati dal calo dello zinco (-2,4%).

Crollo dei preziosi con l’argento in arretramento del 3,2%. L’oro (-2%) ha chiuso sui livelli minimi da dodici settimane in una giornata caratterizzata al Comex dalla scadenza delle opzioni relative al mese di agosto. Tra gli agricoli ritornano a salire le quotazioni del grano (+0,9%).

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