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Bper: ok della Consob all’Ops su Pop Sondrio, via libera all’offerta dal 16 giugno

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Entra nel vivo l’offerta pubblica di scambio (OPS) di Bper sulla Banca Popolare di Sondrio, un’operazione strategica che punta a rafforzare la presenza del gruppo modenese nel Nord Italia e a creare un nuovo polo bancario con solide basi territoriali.

Dopo l’approvazione della BCE prima e ora della Consob, il processo sta per entrare nel vivo con la pubblicazione del documento ufficiale e l’avvio del periodo di adesione.

Bper: tempistiche dell’Ops su Pop Sondrio

L’OPS partirà lunedì 16 giugno e si concluderà venerdì 11 luglio. In totale saranno venti giornate di Borsa aperta, durante le quali gli azionisti della Popolare di Sondrio potranno decidere se aderire all’offerta proposta da Bper. Tra il 5 e il 6 giugno, l’istituto modenese pubblicherà il documento completo dell’operazione. La settimana successiva è attesa la valutazione ufficiale del Consiglio di amministrazione della banca valtellinese, che dovrebbe esprimersi tra mercoledì e giovedì.

Il Consiglio di amministrazione della Popolare di Sondrio, guidato da Mario Pedranzini, aveva già bocciato l’offerta in una fase precedente. Tuttavia, con il recente rinnovo parziale dell’organo amministrativo avvenuto ad aprile, la situazione è cambiata. I fondi istituzionali hanno guadagnato maggiore peso, mentre i rappresentanti storici della governance sono passati in minoranza. Questo nuovo equilibrio potrebbe influenzare l’atteggiamento del CdA nei confronti dell’offerta di Bper.

I dettagli dell’offerta

Bper propone uno scambio di 1,45 nuove azioni proprie per ogni azione della Banca Popolare di Sondrio. La valorizzazione implicita di questa offerta è pari a 11,12 euro per ciascun titolo Sondrio. Tuttavia, il titolo in Borsa vale attualmente circa 11,78 euro, il che implica uno sconto del 5,6%. Per colmare questa differenza, il mercato ipotizza un possibile rilancio con l’aggiunta di una parte in contanti. Secondo alcune stime, servirebbero circa 300 milioni di euro per rendere l’offerta più competitiva.

L’obiettivo dichiarato di Bper è quello di arrivare a detenere almeno il 50% del capitale della Popolare di Sondrio. Tuttavia, l’offerta sarà efficace solo se verrà raggiunta una soglia minima del 35%. A sostenere l’operazione c’è Unipol, azionista importante di entrambe le banche con una partecipazione del 19,7%. Il gruppo assicurativo ha fin dall’inizio appoggiato l’iniziativa, confermandosi uno dei principali sponsor dell’integrazione.

L’amministratore delegato di Bper, Gianni Franco Papa, ha espresso ottimismo sull’esito dell’operazione. Secondo Papa, l’aggregazione tra i due istituti rappresenta una combinazione industriale ideale, con banche che condividono valori, missione e identità territoriale. L’unione darebbe vita a un gruppo bancario fortemente radicato nelle regioni più produttive del Nord Italia e capace di generare sinergie stimate in circa 290 milioni di euro.

I movimenti tra gli azionisti

Nel frattempo, si stanno registrando nuovi movimenti tra i principali azionisti di Bper. È emersa la partecipazione indiretta di UBS, che detiene il 5,2% del capitale tramite strumenti finanziari. Questa posizione si aggiunge a quelle già note di JP Morgan, con il 9,1%, e di BlackRock, con il 5%. La presenza di questi grandi investitori istituzionali solleva interrogativi sulle strategie future e sugli eventuali piani dietro queste quote rilevanti.