BORSE USA: IL SEMESTRE INIZIA COL SEGNO MENO

1 Luglio 2003, di Redazione Wall Street Italia

Seduta in netto ribasso per le borse americane, che dopo aver archiviato in forte rialzo la prima meta’ dell’anno (Dow +7,7%, Nasdaq +22%, S&P +11%) iniziano il secondo semestre all’insegna delle prese di profitto.

Volumi fiacchi in previsione del lungo weekend dell’Independence Day (venerdi’ 4 luglio): molti operatori sono gia’ partiti e quelli rimasti sono in clima pre-festivo.

A livello settoriale, le perdite piu’ consistenti sono registrate da biotech (BTK), semiconduttori (SOX), wireless (YLS), compagnie aeree (XAL), software (GSO) e Internet (GIN).

Alle 18:00 italiane (le 12:00 ora di New York) al New York Stock Exchange erano stati scambiati 531 milioni di pezzi, mentre al Nasdaq ne erano passati di mano 692 milioni. Al NYSE i titoli in rialzo erano 1.174, contro 1.951 in ribasso, mentre al Nasdaq il rapporto era di 992 a 1.931. I nuovi massimi al NYSE erano 52, contro 3 nuovi minimi, mentre al Nasdaq il rapporto era di 56 a 9. L’indice della volatilita’ implicita sulle opzioni VIX segnava un rialzo del 4,58%, a 22,61 punti. Al mercato dei Treasury, il rendimento sulla scadenza a 10 anni (TNX), benchmark della categoria, si attestava al 3,51%, mentre quello sulla scadenza a 2 anni era all’1,29%. Ricordiamo che lo yield segue un andamento inverso rispetto al prezzo.

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Dopo il rally che aveva portato i listini ai massimi da oltre un anno, i trader prevedono una salutare correzione del mercato. Tuttavia, secondo alcuni analisti, dopo una fase di consolidamento che potrebbe durare fino a meta’ luglio, il trend al rialzo riprendera’ in piena estate, e in quell’occasione le borse potrebbero mettere a segno forti guadagni. Nonostante la pausa di riflessione delle ultime sedute, gli indici sembrano quindi ben posizionati per chiudere l’anno in positivo, un evento che non si verifica dal 1999.

Ricordiamo che quella del trimestre appena passato e’ stata la migliore performance dell’azionario USA in quattro anni e mezzo.

“Il mercato si muove orizzontalmente da circa una settimana – dice a Wall Street Italia Cesare De Novellis, senior vice president della banca d’affari Jefferies -. In assenza di chiari segni di ripresa, ora che si e’ chiuso il trimestre molti di quelli che hanno comprato nei mesi scorsi iniziano a vendere, approfittando magari per aumentare la liquidita’. Del resto, dai minimi di marzo abbiamo fatto parecchia strada.

Dalla prossima settimana il focus si spostera’ sulla stagione degli utili, che potrebbe rappresentare un vero e proprio momento della verita’ per il mercato. Ricordiamo infatti che i tassi di crescita previsti per il terzo e quarto trimestre sono molto elevati rispetto a quanto abbiamo visto finora”.

Tornando alla seduta odierna, a deprimere i mercati sono state soprattutto le notizie provenienti dal fronte macroeconomico. A giugno, l’indice dei direttori degli acquisti per il settore manifatturiero (ISM, ex NAPM) si e’ attestato a 49,8 punti, contro i 51,0 previsti dagli esperti. Nonostante il miglioramento rispetto al mese precedente (49,4), il dato rimane sotto l’importante soglia dei 50 punti, che divide un comparto in espansione da uno in contrazione.

Ricordiamo che ieri, il Chicago PMI di giugno, dato che anticipa l’ISM, era anch’esso risultato leggermente inferiore alle previsioni.

Peggiore delle attese anche la spesa per le costruzioni di maggio (-1,7% contro il +0,3% stimato), che segnala un rallentamento del mercato immobiliare.

Tra domani e giovedi’ saranno comunicati la disoccupazione di giugno, gli ordini alle fabbriche di maggio, i sussidi di disoccupazione settimanali e l’ISM servizi di giugno.

Al mercato valutario il dollaro perde quota nei confronti dell’euro. La moneta del Vecchio Continente si riporta sopra $1,16.

Per quanto riguarda i profitti delle aziende, questa settimana non sono in calendario trimestrali di rilievo. Come dicevamo, la stagione degli utili entrera’ nel vivo nella prossima ottava, con i risultati di Alcoa (AA – Nyse), Juniper Networks (JNPR – Nasdaq), Yahoo! (YHOO – Nasdaq), PepsiCo (PEP – Nyse), Genentech (DNA – Nyse) e General Electric (GE – Nyse).

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