Borse Ue incerte, Milano la migliore. Giù i futures Usa

8 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

In attesa dell’avvio di contrattazioni di Wall Street, Piazza Affari propende per il segno positivo e si conferma il listino migliore del Vecchio Continente, accelerando al rialzo. L’indice Ftse all share e l’indice Ftse Mib guadagnano l’1% circa. Non arrivano tuttavia buoni segnali dai mercati americani: alle 12.20 circa i futures sul Dow Jones scendono di 25 punti, quelli sul Nasdaq sono invariati e quelli sullo S&P 500 arretrano di 1,90 punti.

Tornando al Ftse Mib, tra i titoli principali ancora in evidenza le Fiat che mettono a segno un progresso fino al 2,78% e acquisti sostenuti anche su Generali che sale del 2,30% dopo il report positivo di ieri di Merrill Lynch. La migliore performance tra le blue chip e’ quella di Fondiaria Sai, che balza più del 5%. Bene anche Mediolanum con un rialzo superiore al 3%. In territorio positivo il comparto dei bancari, bene anche Eni e Enel con rialzi in linea con gli indici.

Le altre piazze finanziarie rimangono invece molto incerte. Londra è piatta con un -0,05%, mentre Francoforte scende dello 0,15%. Parigi fa +0,10%, mentre Madrid ora avanza dello 0,55%.

A livello settoriale, i bancari virano in positivo, anche se un nuovo rapporto mette in evidenza la forte esposizione di alcune banche europee sui derivati e su altri titoli illiquidi . In rialzo oggi, in generale, i titoli assicurativi, farmaceutici, e dell’energia. Pesano invece i cali degli indici settoriali dell’auto, costruzioni, tecnologici e servizi anche se in questi casi i cali sono contenuti.

La sessione è caratterizzata da bassi volumi in occasione della festività dell’Immacolata Concezione. E’ vero anche che gli operatori potranno affacciarsi ulteriormente con l’avvio delle contrattazioni di Wall Street.

In generale le altre piazze finanziarie si prendono una pausa dopo le corse delle ultime sessioni. Dopo il via libera dell’Ecofin al pacchetto di aiuti all’Irlanda e l’ok, seppur sofferto, del Parlamento irlandese al budget di austerity, il clima sembra più disteso, anche se restano vive alcune polemiche velate nate in seno ai massimi esponenti della finanza europea per diversità di vedute.

Una di queste è testimoniata proprio dalle dichiarazioni del numero uno dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker , che ha criticato aspramente la Germania che ha bocciato senza appello la proposta di Juncker e del ministro Giulio Tremonti di introdurre gli eurobond.

Dal fronte economico Usa si attendono pochi dati di rilievo .

Intanto l’euro continua a perdere terreno nei confronti del dollaro, sostenuto dai tax benefits di Obama, e a New York il cross eur/usd si attesta in ribasso a 1,3229. La moneta unica sale invece sullo yen a 110,86. In crescita contro la moneta nipponica anche il biglietto verde, che si attesta a 83,86.

Sul fronte delle commodities, dopo i record toccati ieri, fanno dietro front a New York sia l’oro, che scende di ben 11,4 dollari a 1.397,60 dollari l’oncia, che il petrolio, che è scambiato sul Nymex a 88,25 dollari al barile, in flessione di 44 centesimi.