Borse Ue in rialzo, su anche i futures Usa. Piazza Affari +2%

14 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’avvio della settimana si conferma positivo per i listini del Vecchio Continente, che continuano a riportare una performance al rialzo verso la fine della mattinata, sostenuti anche dal trend dei futures Usa, che puntano verso l’alto.

Bene così Londra (+0,73%), Francoforte (+1,14%) e Parigi (+1,37%). In rialzo anche Amsterdam (+1,51%), mentre l’Eurostoxx 50 avanza dell’1,29%.

A Piazza Affari, l’Ftse Mib prosegue la sua corsa balzando di quasi il 2% mentre L’AllShare sale dell’1,82%.

Sotto i riflettori sui mercati valutari la ripresa dell’euro, che si rafforza in apertura sul dollaro a 1,2185, contro il cambio ufficiale fissato venerdi’ scorso a 1,2127. La moneta unica si attesta a 111,90 contro lo yen, che viene scambiato con il dollaro a 91,85.

Si conferma così in recupero la moneta di eurolandia nella giornata odierna, dopo la rimonta messa a segno la settimana scorsa grazie al ritorno della fiducia degli investitori, alimentato dalle manovre correttive di bilancio messe a punto dai vari governi del Vecchio Continente. Attenzione, comunque, ad alcuni livelli che meritano di essere posti sotto osservazione.

Il sentiment appare in ogni caso positivo ovunque. Riguardo alle altre piazze finanziarie, molto buona infatti la performance in Asia, con la Borsa di Tokyo che ha visto l’indice Nikkei salire dell’1,66% a 9866,63 punti e il Topix guadagnare l’1,26 a 877,39 punti.

Sui Listini asiatici in generale sono andati forte i titoli dei produttori di auto, stimolati in Giappone anche dalla relativa debolezza dello yen. Tra gli altri listini, Seul ha archiviato un progresso dello 0,70% a 1687,05 punti, mentre Taiwan ha segnato un più forte incremento dell’1,2% a 7387,40 punti.

Da segnalare sul mercato delle materie prime il rialzo del petrolio; il greggio con consegna a luglio e’ stato scambiato infatti nelle contrattazioni after hours sul mercato di New York a 74,79 dollari il barile (+1,4%), beneficiando dell’ottimismo per la ripresa economica degli Stati Uniti, il maggiore consumatore di energia al mondo.

Detto questo, rimane l’annoso problema delle difficoltà contro cui continuano a imbattersi le banche europee.

Per chi avesse dubbi sul sentiment verso le banche Ue, basta guardare infatti alla performance dell’indice Markit iTraxx Financial, che misura i costi che devono essere sostenuti per assicurarsi dal rischio di default di 25 tra banche e compagnie assicurative del Vecchio Continente: ebbene, stando ai dati mostrati da JP Morgan Chase, tale indice è balzato lo scorso 8 giugno a 208 punti base, avvicinandosi al massimo record pari a 210 punti base testato nel marzo del 2009.

Qualche operatore, di conseguenza, avverte sulla sostenibilità dei rialzi odierni.