Borse Ue e futures giù in attesa occupazione Usa

3 Giugno 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Milano prosegue le contrattazioni all’insegna della cautela, con l’indice di riferimento Ftse Mib che azzera i guadagni e ora cede lo 0,13% circa. Si indeboliscono ulteriormente anche gli altri listini europei, con Londra che avanza di appena lo 0,06%, Francoforte che sale dello 0,31%, Parigi che scende dello 0,13% e Madrid che fa – 0,11%. Vola invece la borsa di Atene, che balza più del 2%, mentre Zurigo si conferma il mercato peggiore, con una flessione dell’1%, dopo la chiusura di ieri.

Grande attesa oggi per le notizie che arriveranno dal fronte Grecia e dai dati economici provenienti dagli Stati Uniti. In particolare, l’attenzione è sul rapporto relativo all’occupazione Usa e relativo al mese di maggio, che sarà reso noto alle 14.30 ora italiana. Nel frattempo, i futures sugli indici americani puntano verso il basso. (vedi quotazioni a fondo pagina).

In Europa, invece, in generale, i listini azionari riescono a resistere alla brutta notizia che interessa gli Stati Uniti: Moody’s ha infatti avvertito gli Stati Uniti sul rischio di perdere la tripla A, e ha contestualmente affermato che downgrade potrebbero colpire anche alcune grandi banche americane.

Tra i titoli migliori si mettono in evidenza soprattutto Fiat, che balza del 3,6%, Fiat Industrial (+3,15%), Exor (+2,23%), Intesa SanPaolo (+1,83%) e Impregilo (+1,90%). In rosso alcuni bancari, che vedono sul fondo soprattutto il tonfo di Ubi Banca, che arretra più del 7,6%. Giù anche Fondiaria-Sai (-2,51%) e Mps (-1,01%).

Fiat, in particolare, reagisce positivamente alla notizia dell’accordo con il governo Usa per acquistare il 6% di Chrysler e aumentare la propria partecipazione al 52%. Nel caso di Ubi Banca, il titolo continua a perdere dopo l’affondo di ieri, quando ha ceduto più di cinque punti percentuali. L’azione viaggia ai minimi storici dopo la notizia, rivelata ieri, dell’operazione di aumento di capitale che sarà avviata a partire dal prossimo lunedì.

Sul fronte valutario l’euro continua a salire e a dirigersi verso quota $1,45, attestandosi a $1,4488, quasi piatto in realtà rispetto alla chiusura di ieri. Una importante prova del nove per il rapporto eur/usd sarà la pubblicazione oggi del rapporto sull’occupazione degli Stati Uniti. La moneta unica cede anche contro il franco svizzero a 1,2186, e contro lo yen a 116,72; contro la moneta nipponica cede poi anche il dollaro, a 80,56.

Sul fronte delle commodities futures sul petrolio sono sotto pressione e scendono al di sotto della soglia a quota $100 al barile, attestandosi sul Nymex di New York a $99,40, in calo dell’1%. Giù anche le quotazioni dell’argento, che cedono il 2$, a $35,48, perdendo 71,7 cents e quelle dell’oro, che perdono $5,6 o lo 0,40%, a quota $1.527,1 l’oncia.

Sul fronte del mercato dei titoli di stato, con il ritorno della propensione al rischio in attesa del verdetto della troika, sono in rialzo i titoli greci, che assistono così a un calo dei rendimenti. Nel caso dei titoli a due anni, lo yield scende dal 24,5% al 23,29%.

Intanto alle 12.30 (le 6.30 ora di New York) il future sull’indice S&P500 scende di 5,40 punti (-0,41%), a quota 1.307 punti.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in ribasso di 10,25 punti (-0,44%), a 2.315,75.

Il contratto sull’indice Dow Jones arretra di 40 punti (-0,35%), a 12.198.