BORSE PRONTE AL RALLY CON AUMENTO TASSI 0,5%

15 Maggio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Pochi avvenimenti nei mercati finanziari infiammano gli animi come la riunione di politica monetaria della Federal Reserve.

Come succede a pochi minuti dall’alzata del sipario a un popolarissimo show di Broadway, i mercati anticipano il momento con aspettative crescenti.

Quindi succede che, arrivati al giorno fatidico, i mercati hanno gia’ costruito una moltitudine di scenari e strategie per reagire a qualsiasi tipo di decisione sui tassi di interesse.

Devo dire che la situazione attuale illustra in modo eccellente il livello di agitazione che tipicamente precede un incontro del Federal Open Market Committee (FOMC: il braccio di politica monetaria della Fed).

Non solo ci sono state discussioni ed espressioni di timori e incertezze fino alla noia sulla prossima decisione della Fed. I mercati si sono addirittura quasi fermati, riducendo il volume delle contrattazioni al minimo – indice di una paralisi del pensiero degli investitori, quasi come succede a un cervo paralizzato davanti ai fari della macchina che sta per per investirlo.

A ben vedere, l’incontro di martedi’ e la decisione sui tassi, ormai quasi scontata della Fed, si possono leggere nei numeri: se si analizza il mercato dei futures sui Fed Funds (tassi di interesse interbancari a brevissimo termine), si ricava infatti che gli investitori scommettono su una probabilita’ dell’80% per un rialzo dei tassi dello 0,5%.

Un altro settore in cui questa aspettativa risulta molto evidente e’ quello della domanda per i mutui sulla casa. Il dato piu’ recente (indice settimanale sulle domande di mutui pubblicato dalla Mortgage Bankers Association) e’ salito ai massimi dall’autunno del 1998. E questo nonostante il fatto che i tassi di interesse sui mutui siano attualmente ai massimi degli ultimi 5 anni.

Una situazione di questo tipo e’ un chiaro esempio dell’effetto “siepe” (“fence sitter”). E cioe’: quando possibili acquirenti cominciano a temere un rialzo dei tassi, si gettano sul mercato (“scavalcano la siepe”) sperando di battere sul tempo il rialzo della Fed.

Questi dati, considerati insieme a quelli sui futures sui Fed Funds, il volume delle contrattazioni, la recente debolezza dei mercati azionario e obbligazionario, forniscono l’evidenza lampante che i mercati ora sono decisamente pronti al peggio

Il che significa che c’e’ spazio per un rialzo significativo e repentino nel caso la Fed si limiti a operare un rialzo dello 0,5%, in linea con le aspettative.

In aggiunta, il dato sui prezzi al consumo in aprile, che sara’ comunicato martedi’ mattina ad appena mezz’ora dall’inizio della riunione della Fed, sara’ decisivo per determinare l’intensita’ della reazione dei mercati alla Fed.

Dopo tutto, se il CPI (consumer price index) salisse al di sopra delle aspettative, potrebbe cominciare a diffondersi la percezione di un’inflazione al galoppo. A quel punto l’unica cosa che potrebbe calmare i mercati sarebbero ulteriori numeri (questa volta positivi) sull’inflazione.

D’altra parte, se la Fed alza i tassi solo dello 0,5% e il numero sul CPI e’ positivo, la percezione sara’ che la banca centrale Usa ha la situazione sotto controllo. In questo caso, il rialzo della borsa sarebbe molto intenso.

Tony Crescenzi e’ capo analista della divisione capital markets della boutique finanziaria newyorkese Miller & Tabak, Inc.. E’ anche amministratore delegato del sito Bondtalk.com.