Borse: nuovo sell-off, Piazza Affari -8%. Spread in risalita a 260

16 Marzo 2020, di Mariangela Tessa

Nuova ondata di vendite sui listini europei che, dopo un avvio in rosso, peggiorano il saldo negativo per via dell’allarme coronavirus. Parigi (-9,5%) è la peggiore, preceduta da Madrid (-8,9%), Francoforte (-8%) e Londra (-7,7%).

Complice anche l’assenza del veto Consob a vendere allo scoperto, a Piazza Affari l’indice Ftse Mib lascia sul campo l’8% a 14.665 punti, sui livelli di novembre del 2012, con tutti e 20 i titoli congelati riammessi e cali stratosferici da Fca (-14,3%), che ha annunciato la chiusura delle fabbriche europee, a Stm (-13,9%), insieme all’intero comparto in Europa, e Amplifon (-17%), peggiore di tutte.

Il rialzo dello spread che rivede 260 punti fa male ai bancari, da Unicredit (-11,26%), congelata più volte, a Ubi (-11,46%), Intesa (-9,14%) e Banco Bpm (-7,9%).

Sotto pressione Atlantia (-8,9% teorico) e Ferrari (-4,63% teorico), ultime a essere riammesse dall’asta di volatilità. Segno meno anche per Diasorin (-3%), unico titolo prima in rialzo sull’onda lunga del nuovo test per il coronavirus.

Vola l’oro, in salita l’euro

L’euro sale sui mercati valutari dopo il taglio del costo del denaro deciso ieri sera a sorpresa dalla Fed. La moneta unica guadagno lo 0,3% sul dollaro portandosi a 1,1147 ed è in rialzo anche nei confronti dello yen a 118,64.

Vola l‘oro: Il metallo prezioso è arrivato a guadagnare 45 dollari l’oncia, salendo fino a 1.575 dollari, scendendo però poi a 1.532 con un rialzo di appena lo 0,2%.

In Francia, si attende per questa sera alle 20 nuovo discorso alla tv da parte del presidente Emmanuel Macron, che dovrebbe annunciare nuove misure, che saranno discusse in occasione del ‘Consiglio di difesa’ convocato alle 13 all’Eliseo.

“La situazione dell’epidemia di coronavirus in Francia è molto inquietante e peggiora molto rapidamente” ha detto il direttore generale della Sanità, Jerome Salomon, che ha espresso il timore della ‘saturazione’ degli ospedali.

Futures Usa in calo

Nulla di buono è atteso anche per Wall Street, dove i futures indicano un avvio in profondo rosso.

Secondo Vincent Chaigneau, Head of Research di Generali Investments:

“La Fed ha intrapreso azioni decisive ma i futures sull’azionario sono scesi di quasi il 5%; durante la crisi finanziaria globale del 2008-09, l’ultimo taglio della Fed è arrivato a dicembre 2008 ma le azioni hanno toccato il fondo solo a marzo. Il 2020 non è il 2008, all’epoca si temeva che le banche in fallimento potessero far collassare il sistema finanziario. Si spera che questa recessione globale abbia vita breve, ma sarà profonda. La preoccupazione è che, visto l’elevato indebitamento, la brusca frenata dell’economia possa fortemente impattare sulle imprese, piccole e grandi. La Fed ha fatto molto per affrontare il crescente stress finanziario, ma ci sono cose che non hanno fatto o non potevano fare. Powell ha commentato: “Non abbiamo l’autorità legale per acquistare altri titoli e non stiamo cercando tale autorità … Non abbiamo gli strumenti per raggiungere gli individui e in particolare le piccole imprese … Pensiamo che la risposta fiscale sia fondamentale”.