Borse: nuovi lockdown e rischi politici all’orizzonte

25 Giugno 2020, di Redazione Wall Street Italia

a cura di Sébastian Galy, senior macro strategist di Nordea AM

Il rischio di una seconda ondata di Covid-19

I mercati azionari sono sotto pressione a causa del timore di una seconda ondata di Covid-19, mentre gli investitori guardano agli stati del Midwest, alla Florida e al Sud America. Questo potrebbe significare ulteriori lockdown in alcuni Paesi o un’applicazione molto più severa delle raccomandazioni e delle normative sanitarie, come in Germania.
Data l’attuale fragilità dei mercati, soprattutto negli Stati Uniti privi di un secondo pacchetto fiscale, permane una certa vulnerabilità al flusso di notizie su questi temi.

Implicazioni

Anche se consideriamo questo shock come transitorio, ribadiamo il nostro consiglio di iniziare a costruire posizioni flessibili tramite soluzioni gestite da portfolio manager. Prima o poi questo rally si esaurirà dopo aver anticipato alcuni dei guadagni del prossimo anno e lo scenario diventerà molto più complesso.
Per noi, questo significa guardare agli asset che potrebbero beneficiare di un secondo pacchetto fiscale statunitense, come le infrastrutture quotate in borsa. Ciononostante, rimaniamo concentrati su un rimbalzo guidato dalla Cina, con dati ad alta frequenza più incoraggianti rispetto ai dati ufficiali. Vediamo anche valore nei fondi sul clima e, al di là di questi, nel trend ESG.

Le prossime mosse della Casa Bianca

Con un presidente indietro nei sondaggi e il comizio di Tulsa che si è rivelato una delusione, la Casa Bianca ha bisogno di fare una mossa coraggiosa che non destabilizzi il mercato azionario.
Il bersaglio più logico è la Cina, visto che andare contro la Germania non le sta giovando in termini di popolarità. La mossa più probabile – a parte la richiesta di maggiore conformità all’accordo commerciale della Fase Uno – è quello di bloccare l’accesso al dollaro delle banche cinesi.
Le banche cinesi si sono affidate al dollaro USA per finanziare i loro asset, quindi una tale mossa le costringerebbe ad affidarsi a banche non statunitensi come intermediari nel breve periodo, e a ridurre i loro bilanci nel medio termine. Dato che la Cina cerca di attirare investitori stranieri, è improbabile che si vendichi in modo simile.

In pratica, un accesso ridotto ai finanziamenti in dollari crea una pressione positiva per i dollari offshore in Cina e molto probabilmente indebolisce la valuta estera. Tuttavia, questo esaurisce la maggior parte delle riserve estere in dollari, in quanto queste vengono scambiate per finanziare le banche cinesi fino a quando non riescono a ridurre i loro bilanci. Dato che la durata delle riserve in dollari della Cina si aggira probabilmente intorno ai due anni, essa ha scarse implicazioni sulla curva del Tesoro statunitense in quanto la domanda è solida.

Implicazioni

Questo rischio politico o una sua variante è molto probabile nelle prossime tre settimane, poiché il Presidente Trump cerca di ristabilire la narrazione senza avere un impatto troppo negativo sul mercato azionario.
Ciò significa che qualsiasi mossa sarà probabilmente interconnessa con colloqui accelerati su un secondo pacchetto fiscale, mentre il presidente riallinea la sua strategia politica per concentrarsi meglio sui suoi elettori.
Rimaniamo positivi sul rischio per le prossime settimane fino a due mesi, ma riteniamo che ora sia il momento di costruire soluzioni flessibili mentre ci muoviamo attraverso l’ultima fase del rally di sostegno post Covid-19.