BORSE: NON FIDATEVI DEI CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

10 Aprile 2001, di Redazione Wall Street Italia

Shakespeare e le scimmie. A Wall Street va di moda il vecchio motto: ‘Show me the money!’

L’economia americana sta rallentando, Internet non e’ piu’ l’eldorado che sembrava e i mercati finanziari stanno attraversando un momento di crisi.

Questo e’ lo scenario riportato dai mass media americani e ripreso da giornali e televisioni di tutto il mondo.

La prospettiva del professor David Yermack, titolare del corso “Restructuring firms and markets” alla Stern School of Business della New York University, e’ quella di un attento e distaccato osservatore, ovvero quella di ogni serio investitore.

Il suo messaggio e’ semplice e chiaro. Complessivamente, ogni investitore avra’ risultati medi. Non esiste una formula segreta per investire nel mercato azionario.

A Wall street anche i migliori guru o fondi d’investimento nel lungo termine raggiungeranno esiti medi. Se prendete la classifica dei 10 migliori fondi di quest’anno, circa cinque l’anno prossimo faranno meglio del mercato e cinque faranno peggio.

Nella sua lezione cita il libro “A random walk down Wall Street” (consigliabile specialmente agli appassionati traders on-line) e racconta di come negli anni si siano susseguiti cicli economici e trend dei mercati e di come puntualmente in ogni epoca ci sia qualcuno che da’ consigli e suggerimenti su come si muovera’ l’economia e il prezzo delle azioni.

La metafora che usa e’ quella di un gruppo di scimmie, messe in una stanza e dotate di macchina da scrivere. Prima o poi una scimmia schiacciando casualmente i tasti della macchina da scrivere riuscira’ a comporre un sonetto di Shakespeare.

L’esempio piu’ recente di Wall street e’ Abby Cohen, chief strategist di Goldman Sachs.

Nella primavera dell’anno scorso in una sua presentazione agli studenti di Stern disse: “Vedrete! Internet deve ancora esprimere tutto il suo potenziale e sono sicura che i mercati continueranno a crescere”.

Beh, effettivamente allora non sembrava poi cosi’ male come consiglio. La Cohen si e’ costruita una reputazione a Wall Street negli ultimi anni per aver costantemente puntato sul mercato in crescita ed averci sempre “azzeccato”.

Ogni anno ha ripetuto il suo messaggio: “Vedrete! i mercati saliranno!”. I suoi seguaci sono rimasti molto contenti dei suoi consigli, almeno fino alla primavera scorsa.

Tra gli altri innumerevoli esempi c’e’ anche il mitico Warren Buffet, ovvero l’investitore piu’ rispettato e invidiato di Wall Street.

La sua societa’ di investimento, Berkshire Hathaway, fondata ormai parecchi decenni fa, ha sempre fatto meglio del mercato, tranne gli ultimi cinque anni, dove il suo successo e’ stato identico a quello dello S&P 500.

Il segreto di Warren Buffet e’ stato quello di comprare titoli di primarie societa’ – Mc Donald’s e Coca Cola ad esempio – ai loro minimi e ovviamente rivenderli ai loro massimi. Un vero genio della finanza!!! Beh, anche il vecchio Warren con la sua regola “compra a poco e vendi a tanto”, sembra aver perso la bacchetta magica.

Gli americani poi adorano statistiche e classifiche. Insigni professori hanno scoperto periodici movimenti del mercato come il famoso January-effect.

Una pimaria banca d’affari di Wall Street ha addirittura scoperto che c’e’ una correlazione tra la vittoria delle squadre appartenenti all’American Football Conference (una specie di girone delle squadre di football americano che fa parte della NFL) e la crescita dei mercati nei giorni successivi al Superbowl.

Insomma non c’e’ limite alla fantasia e se si cerca prima o poi si trova quel sonetto di Shakespeare… Il messaggio e’ chiaro. Non fidatevi dei consigli per gli acquisti.

Soprattutto non giocate a comprare e vendere, ma mantenete l’investimento (attenzione alle commissioni!!!).

Se tenete conto dei costi di transazione scoprirete spesso di aver ottenuto risultati uguali o inferiori a quelli dell’indice del mercato.

Alla fine della lezione ci siamo interrogati sul vero motivo di questa messaggio. Chiaro con un mercato cosi’ un buon consiglio e’ senz’altro quello di scendere dall’ottovolante prima che arrivi il mal di stomaco.

In effetti l’invito alla prudenza e’ senza dubbio il consiglio piu’ azzeccato dell’ultimo anno.

Alan Greenspan (capo della Fed, la banca centrale degli Stati Uniti), laureato alla New York University, ha da tempo messo in guardia gli investitori sulla insensatezza di certe valutazioni ed ha cercato di calmare i bollenti spiriti della corsa all’Internet.

Oggi la Fed e il governo Bush si ritrovano con il problema opposto. Greenspan ha appena tagliato il tasso di sconto di ulteriori 50 punti base (la seconda volta in un mese) e il nuovo governo Federale sta per prensentare la proposta di legge per tagliare le tasse e rilanciare gli investimenti.

La ricetta e’ ormai conosciuta e gli economisti sembrano concordi sulla sua bonta’. Il problema sono gli investitori. Crederanno che i tagli sono sufficienti?

Tutto e’ di nuovo nelle mani di Greenspan. Finora e’ riuscito a far crescere l’economia grazie alla sua brillante capacita’ comunicativa (poche parole, ma ben dette). Il vecchio “saggio” dell’economia americana ha di fronte a se’ l’ennesima sfida. Oggi deve convincere e riassicurare gli investitori della sua serieta’ nel rilanciare l’economia.

Il resto… beh non c’e’ dubbio che gli investitori si fanno influenzare dai media e dai guru, ma negli ultimi anni stiamo veramente vivendo una rivoluzione tecnologica che sta influenzando la crescita economica.

L’output dell’economia (secondo la nota funzione di Kaldor e Solow Y = AK á L 1 .á , dove Y rappresenta l’output totale, K sta per capitale ed L per lavoro) e’ tremendamente influenzato da A, che e’ appunto il miglioramento tecnologico.

La tecnologia e’ avanzata con ritmi pazzeschi e questa crescita ha generato aspettative forse superiori al possibile. Risultato: tutti sono delusi da Internet e la new Economy.

La realta’ e’ che Internet e’ un fenomeno che continuera’ ad affascinarci e a occuparci nel prossimo futuro.

Tra gli strumenti piu’ utili che usiamo questo semestre per capire Internet ci sono:

– per capire la particolarita’ della struttura dell’economia internet: il nuovo testo “Internet business models and strategies: text and cases” del Professor Afuah della Michigan University e del Professor Tucci della Stern school of business di NYU;

– per la valutazione delle azioni pre e post-IPO: il sito internet del Professor Damodaran con i suoi articoli (in particolare “The dark side of valuation”, http://www.stern.nyu.edu/~adamodar/ cliccate su Papers) e gli spreadsheets;

– per capire i trend di integrazione tra new e old economy: i “Punti di vista” della Booz Allen & Hamilton, la societa’ di consulenza strategica che ha aiutato il governo americano nel progetto Arpanet alle origini di internet, trovabili all’indirizzo: http://www.bah.com/viewpoints/index.html.

Beh, alla fine della lezione e di questi brevi pensieri siamo andati a cena pensando a quella famosa scimmia che scrisse il sonetto di Shakespeare.

Per quanto bello e poetico possa essere il sonetto (ovvero il “consiglio per gli acquisti”) dovra’ fare i conti con il motto piu’ alla moda di Wall Street: Show me the money!!!

*Carlo Mantica-Necchi
Stern School of Business
New York University