Borse: Jp Morgan scarica Usa e scommette sull’Europa, “titoli a buon mercato”

29 Ottobre 2019, di Mariangela Tessa

Negli ultimi due anni l’azionario Usa ha ampiamente battuto la performance di quello europeo. Da gennaio 2018, l’indice S&P 500 ha registrato un rendimento totale del 15,6%, rispetto al 6,4% dello Stoxx Europe 600 (dati FactSet).

Ma questo trend è destinato a cambiare direzione nel corso dei prossimi mesi. Ne sono convinti gli analisti di Jp Morgan, che in una nota firmata da Mislav Matejka, responsabile della strategia azionaria globale, hanno comunicato di aver abbassato il rating sull’azionario statunitense (da sovrappesare a neutral) sulla convinzione che Wall Street sia particolarmente cara alla luce del rimbalzo dell’ultimo biennio.
Al contrario, il Vecchio continente risulterebbe particolarmente a buon mercato per una serie di motivi. A partire dalle politiche espansive della BCE.

BCE e stimoli fiscale, le ragioni alla base dell’ottimismo di Jp Morgan

“L’Eurozona è a buon mercato”, ha detto Matejka, aggiungendo che la debolezza dell’economia europea, riflessa nelle letture deboli sugli indici dei manager degli acquisti (PMI), ha i giorni contati grazie agli stimoli monetari e la probabile risoluzione della Brexit.

Un fattore importante, che dovrebbe fornire una marcia in più ai mercati, è infatti la politica della Banca centrale europea, che ha confermato la scorsa settimana la sua strategia di allentamento quantitativo, volta a mantenere i tassi di interesse bassi e al contempo aumentare l’offerta di moneta.

Infine, gli analisti citano le politiche di stimolo fiscale, generalmente definite come aumento della spesa pubblica e tagli delle tasse.
Mentre i leader europei, in particolare quelli tedeschi, hanno resistito alla tentazione di maggiori spese in deficit, gli esperti della banca Usa considerano come probabile un aumento degli investimenti, alla luce dei tassi di interesse negativi.