BORSE: I TERRORISTI BRUCIANO $2.500 MILIARDI

23 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

Dopo il crollo la scorsa settimana del 14,3% del Dow, dell’ 11,7% per lo S&P 500, del 16% per il Nasdaq, i terroristi hanno gia’ causato un colossale dannno al mercato azionario mondiale: dall’ 11 settembre sono andati in fumo $2.500 miliardi, oltre 5.000 milioni di miliardi di lire.

La scorsa settimana il mercato Usa ha perso infatti circa $1,4 miliardi di valore, calcolando la capitalizzazione totale con il piu’ ampio degli indici azionari americani, il Wilshire 5000.

Il valore totale delle borse Usa, nel complesso, e’ oggi attestato a $10,3 miliardi, piu’ o meno lo stesso valore dell’ intera economia americana, misurata come prodotto interno lordo.

Al picco massimo dei prezzi azionari, nel marzo 2000, Wall Street aveva un “premium” del 70% rispetto al valore totale dell’ economia Usa.

Poiche’ dopo l’ attacco terroristico dell’ 11 settembre contro New York e Washington le borse non americane (Europa, Asia e il resto del mondo) hanno subito una perdita complessiva, secondo i primi calcoli, di oltre $1 miliardo di dollari, ecco che il secondo risultato ottenuto dai terroristi, oltre all’ uccisione di circa 6.000 innocenti tra New York e Washington, e’ appunto l’ aver bruciato in pochi giorni un totale di $2.500 miliardi su tutte le borse mondiali.

A questa devastazione bisogna aggiungere poi l’ accelerazione della recessione Usa, ormai riconosciuta e confermata da tutti gli economisti, e la distruzione di industrie chiave per lo sviluppo mondiale, come il turismo e i viaggi, messe in ginocchio e alle prese nel breve termine con situazioni di bancarotta.