Borse, Goldman Sachs e Citi: “approfittare della debolezza per comprare”

27 Gennaio 2022, di Mariangela Tessa

Buy the dip, ovvero approfitta della debolezza per comprare. È il suggerimento che arriva dagli strategist di Goldman Sachs e Citigroup, mentre le Borse mondiali si apprestano a chiudere il mese peggiore dall’inizio della pandemia.

“A nostro avviso, ogni ulteriore calo dei mercati dovrebbe essere visto come un’opportunità di acquisto, ” ha scritto in una nota Peter Oppenheimer, strategist di  Goldman Sachs, spiegando che la correzione a cui stiamo assistendo “non si trasformerà in un mercato ribassista”.

La banca d’affari americana spiega, a questo proposito, che i cicli di rialzo del costo del denaro sono associati di solito ad un’alta volatilità, a rendimenti azionari bassi, ma pur sempre positivi.

Borse, per Citi acquistare titoli fuori degli Usa

Della stessa idea gli analisti di Citi, che consiglia di acquistare titoli fuori degli Stati Uniti per via della doppia sfida: aumento tassi e  forte economia in rallentamento. A livello geografico, gli investitori dovrebbero considerare “i titoli difensivi nel Regno Unito e in Giappone”, mentre tra i settori preferiti spiccano difensivi come, i beni di prima necessità, l’assistenza sanitaria e le telecomunicazioni, che dovrebbero essere meno sensibili a tassi più elevati e a un rallentamento dell’economia.

Una view bullish sulle borse arriva anche da Bank of America secondo cui gli investitori dovrebbero approfittare delle vendite che si sono abbattute su Wall Street, per fare incetta di titoli con fondamentali solidi e meno dipendenti dai dati macroeconomici, come Applied Materials e Broadcom. Nel frattempo, gli strategist di Wells Fargo & Co., tra i primi a consigliare l’acquisto sulla debolezza, scrivendo in una nota martedì che è “tempo di mettere nuovi soldi al lavoro”.

Per Eric Bertrand, CIO e CEO di Ofi Asset Management e Jean-Marie Mercadal, Direttore delle strategie di investimento, il sentimento generale del mercato è cambiato dal periodo di euforia che ha prevalso verso la fine del 2021. Questo è in parte dovuto al fatto che la nuova variante Omicron si sta diffondendo e sta limitando l’attività commerciale, in particolare in Cina. Ma la preoccupazione maggiore è che l’inflazione stia tornando in auge e che la Federal Reserve stia diventando più aggressiva. ” “Nonostante tutti i fattori di rischio, i fondamentali delle aziende sembrano essere su un terreno solido. Crediamo quindi che i mercati potrebbero diventare più volatili, ma non ci aspettiamo grandi fluttuazioni, cioè movimenti superiori al 10%-15%”.

Al di là delle previsioni, quello a cui abbiamo assistito finora è stato un inizio d’anno turbolento: l’aumento dei rendimenti obbligazionari, le aspettative per un inasprimento della Federal Reserve e la minaccia di una guerra in Ucraina hanno messo ko i principali listini mondiali. Il Nasdaq ha lasciato sul terreno il 15,5%, l’S&P 500 il 9,2%, il Dow Jones ha perso oltre il 6%. In Europa la maglia rosa è andata a Londra (Ftse 100 -0,8%), l’indice Eurostoxx 600 ha ceduto il 6,2%, il Ftse Mib il 5,21%.