Borse Asia giu’: segnali incerti dalla Fed e rischi Cina

18 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici contrastati dopo che Ben Bernanke, chairman della Federal Reserve, non ha indicato alcuna contromisura concreta per contrastare il periodo di debolezza attraversato dalla crescita economica Usa, ma semplicemente ricordato che se necessario la banca centrale è pronta ad agire. Euro a $1,2279.

L’outlook delineato al momento comunque è poco incoraggiante e fa intendere che più avanti potrebbe essere necessario dare una nuova spinta alla ripresa, o si rischia di rimanere bloccati in un vortice negativo.

Situazione poco incoraggiante anche per il mercato del lavoro in Cina. Ad esprimere i timori sulla situazione creatasi è lo stesso Premier Wen Jiabao, ricordando che il governo implementerà misure “proattive” in merito.

Dichiarazioni che rispecchiano quelle di pochi giorni fa sullo stato di salute dell’economia cinese in generale, dove si parlava di diversi rischi che continuavano a minare il mantenimento di elevati trend di crescita.

Il settore immobiliare in Cina sembra stabilizzarsi, con prezzi piatti nel mese di giugno, interrompono una fase di cali durata 8 mesi. Segnale che le misure pro-crescita implementate dal governo stanno portando i primi risultati.

Le notizie in arrivo dalla Corea del Nord vengono lette in maniera contrastata da Seul. Se da un parte Pyongyang non sembra intenzionata, per il momento, ad effettuare alcun test nucleare, d’altra parte Kim Jong-un è stato nominato a capo dello stato e dell’esercito.

Tra i settori, in calo i giganti nel minerario BHP Billiton e Rio Tinto, a causa del rischio di una minore richiesta globale di materie prime. Male anche i titoli asiatici nel settore hi-tech, dopo che Intel ha annunciato di aver rivisto le stime di crescita: il rallentamento economico porta a una minore domanda di personal computer.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in rialzo (-0,37%). Nikkei (-0,32%), Seul (-1,48%), Sydney (-0,42%), Hong Kong (-1,48%), Shanghai (-0,64%), Singapore (-0,28%).

Commodities: Wti ($88,75, -0,53%), Brent ($103,39, -0,59%), oro ($1.578,60, -0,69%), argento ($27,145, -0,63%), rame ($3,4675, +0,42%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,2279 (-0,11%), contro lo yen giapponese a ¥96,98 (-0,23%), contro il franco svizzero a CHF 1,2007 (-0,05%), contro la sterlina a GBP 0,7850 (-0,03%). Dollaro/yen a ¥78,99 (-0,06%).

Futures sull’indice S&P500 in calo di 4,75 punti (-0,35%) a 1.353,75. Rendimenti dei Treasury a 10 anni all’1,489%.

Bernanke “continua a indicare che la Fed potrebbe introdurre misure monetarie accomodanti se necessario”, ha detto a Bloomberg Stephen Halmarick, capo ricerca investimenti a Sydney per Colonial First State Global Asset Management. “Le autorità cinesi hanno dimostrato di poter contrastare il problema di bassa crescita se necessario, ma è ancora presto per farsi trascinare dall’entusiasmo perché sembra che le cose dovranno peggiorare prima di migliorare”.