BORSA & MERCATI: BALLE, E’ IL MOMENTO DI COMPRARE

30 Aprile 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Non tutti considerano Wall Street terra bruciata o un cumulo di macerie che sovrasta i subprime. «Io sto comprando, e il Dow Jones mi convince di più: tutte blue chip sicure e meno volatili». Parola di Victor Sperandeo, speculatore di professione fin dal lontano 1968.

«Trader Vic», così soprannominato, praticava il day-trading quando non esistevano ancora i computer «e i grafici – ricorda – si compilavano a matita su carta millimetrata». Ma aveva già le idee chiare. Poco più che ventenne, era il maggior intermediario al mondo di opzioni fuori Borsa. Sono passati molti anni, ma il pallino degli investimenti è rimasto. «Il mio portafoglio è investito al 50% sul Dow e al 20% su S&P500. Poi non trascuro la tecnologia del Nasdaq, dove ci ho messo il rimanente 30 per cento».

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B&F lo ha incontrato in occasione della presentazione, organizzata da Hsbc, del nuovo indice S&P Cti dedicato alle commodity, su cui la banca inglese ha strutturato un proprio fondo.

Mr. Sperandeo, ci sono comparti specifici da privilegiare in questo momento?
Non mi reputo un grande analista, quindi in generale compro l’intero indice, non i singoli settori. In questo modo mi assumo il rischio sistematico dell’investimento in titoli azionari, ma almeno evito quello specifico fornito dai singoli comparti.

A parte Wall Street cosa pensa dell’azionario europeo?
Ci sono tre indici che mi sembrano più interessanti di altri, il Cac francese, il Ftse inglese e l’Ibex spagnolo. Anche il Dax mi piace, ma per entrare su questo mercato aspetterei un segnale preciso.

Un segnale tecnico?
No, una mossa del «tedesco» Jean-Claude Trichet.

Ma se è francese…
Lo so, ma visto l’atteggiamento che ha in tema di tassi e inflazione direi che è molto più tedesco della Bundesbank. Un dollaro sotto 1,60 nei confronti dell’euro è insostenibile nell’Eurozona e minaccia di mandare in stallo l’economia. E così Trichet prima o poi, ma io credo abbastanza a breve, sarà costretto ad abbassare i tassi di interesse. A quel punto anche il Dax tornerà interessante: la Germania ha il maggior export al mondo e non potrà che trarre beneficio da un riallineamento verso il basso dell’euro.

Cosa pensa, invece, di quanto sta facendo la Fed?
Negli Stati Uniti è un anno elettorale, non va dimenticato. E quindi tutto quello che si vuole lo si chiede alla politica e in genere lo si ottiene senza particolari problemi (???). Bernanke, da parte sua, non ha lesinato. La politica del denaro facile della Federal reserve sta comunque ottenendo i propri effetti. E i primi risultati si vedono proprio a Wall Street. Certo, l’altra faccia della medaglia è rappresentata dall’obbligazionario: con questi tassi e la liquidità che la Fed ha immesso nel sistema, preferisco tenermi ben lontano da Treasury e T-Bond.

La recessione a suo giudizio, sarà breve o prolungata?
Propendo per un periodo breve. Motivo per cui le commodity rimangono un asset class assolutamente da tenere. Il petrolio lo vedo già a 135 dollari al barile. Più in generale rimango convinto che anche sui metalli preziosi e industriali, sia in atto un bull market di lungo periodo. E che le prese di profitto recenti, che giudico semplici correzioni, siano interessanti occasioni per accumulare.

Per quali motivi è così bullish?
L’abbondante liquidità immessa nel sistema e l’inflazione in crescita sono un cocktail ideale per le materie di base. E l’offerta stagnante, combinata a una domanda crescente, gettano solo altra benzina sul fuoco, pe restare in tema.

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