BORSA: VOLATILITA’ ESTREMA COLPO DI RENI SUL FINALE

18 Novembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street e’ riuscita ad avanzare in un’altra giornata turbolenta per gli indici americani, caratterizzata dalla forte incertezza sulle prospettive economiche dopo che gli ultimi dati macro avevano frenato gli investitori dal costruire nuove posizioni sull’azionario. Il Dow Jones ha guadagnato l’1.83% a 8424, l’S&P500 lo 0.98% a 859, il Nasdaq ha chiuso in progresso dello 0.08% a 1483. Spunti positivi sono emersi dal colosso informatico Hewlett-Packard che ha dimostrato come i profitti di alcune aziende continuino a crescere nonostante la minaccia della recessione. Il clima resta comunque incerto, il rialzo odierno non convince molti operatori.

Gli operatori continuano ad interrogarsi sulla durata del rallentamento economico, molti preferiscono limitare gli investimenti in attesa di segnali incoraggianti che possano indicare il raggiungimento di un punto di bottom da cui ripartire, altri, quelli istituzionali come gli hedge funds, continuano a produrre una volatilita’ estrema nei listini.

In chiaroscuro l’aggiornamento sui prezzi alla produzione di ottobre: il dato e’ sceso del 2.8% (nuovo record assoluto) ma la versione ‘core’ e’ risultata in progresso dello 0.4% ad un livello superiore a quello stimato dagli analisti. Il crollo dei prezzi e’ stato definito da alcuni analisti “preoccupante” perche’ indice dell’inizio di un fenomeno di deflazione. A peggiorare il clima e’ stato l’ultimo rapporto sulla fiducia dei costruttori rilasciato dalla National Association of Home Builders, crollato ad un nuovo minimo storico, con buona pace di quanti ritenevano gia’ iniziata la fase di recupero dell’industria. Sandy Dunn, presidente della NAHB ha dichiarato che “il rapporto evidenzia che ci troviamo a vivere una situazione di crisi”

Nervosismo tra gli investitori anche in attesa della decisione di Washington sugli aiuti finanziari a sostegno dell’industria dell’auto. Intervenuto davanti alla Commissione Servizi Finanziari della Camera il segretario al Tesoro Usa Henry Paulson ha difeso quanto attuato fino ad ora in merito al piano di salvataggio. Paulson ha affermato che il programma TARP non e’ una panacea per l’economia e che non sono previsti finanziamenti per il rilancio delle aziende automobilistiche in difficolta’.

Gli strategist di HSBC fanno notare che il cambio di strategia del Dipartimento al Tesoro (il mancato acquisto degli asset “tossici” delle banche) ha gia’ messo fine ad uno dei pochi trend positivi che si erano creati di recente, ovvero il calo del tasso LIBOR a tre mesi. “Riteniamo ancora che un rally di fine anno sia possibile, ma il valore aggiunto sara’ comunque contenuto date le attuali condizioni di mercato”.

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Sul fronte societario, il colosso informatico Hewlett-Packard e’ avanzato di quasi il 15% dopo aver offerto un outlook incoraggiante per i prossimi risultati fiscali. L’azienda prevede un utile per azione per il quarto trimestre pari ad $1.03 (consensus $1.00), i ricavi dovrebbero attestarsi a $33.6 miliardi. In buon progresso anche Home Depot, dopo aver riportato un calo dei profitti piu’ contenuto del previsto.

Acquisti (+8%) sul colosso media online Yahoo!: il CEO e co-fondatore Jerry Yang si e’ dimesso (restera’ comunque in carica finche’ non sara’ nominato un successore). “Le dimissioni di Yang sono da considerarsi positivi per due ragioni: in primo luogo e’ evidente che il Board e’ frustrato dalla recente performance del titolo e soprattutto appare chiara la disponibilita’ a valutare nuovi accordi, su tutti quello con Microsoft” hanno dichiarato gli analisti di Bernstein.

Tra i titoli in rosso, deboli General Motors e Citigroup. Dopo aver annunciato un taglio di 50 mila posti di lavoro nella giornata di ieri, il colosso bancario continua a muoversi al ribasso, vittima dei commenti negativi di Deutsche Bank. Pepsi Bottling ha annunciato unna riduzione della forza lavoro e lanciato un profit warning.

Sugli altri mercati, in ribasso il petrolio. I futures con consegna dicembre sono arretrati a nuovi minimi di 22 mesi a quota $54.39 al barile, in ribasso di $0.56. Sul valutario, in ritracciamento l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2600. Vendite sull’oro: i futures con consegna dicembre sul metallo prezioso hanno ceduto $9.30 a $732.70 l’oncia. In progresso i Titoli di Stato Usa. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.5350% dal 3.6840% di lunedi’.

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