BORSA: VENDITE SU DOLLARO, WALL STREET E GREGGIO

15 Luglio 2008, di Redazione Wall Street Italia

Gli indici americani continuano a trattare in ribasso a Wall Street (controlla la performance in tempo reale), ma comunque lontani dai peggiori livelli giornalieri toccati subito dopo l’inizio della testimonianza di Bernanke al Congresso da cui e’ emerso uno scenario preoccupante per l’economia americana. In evidenza anche la conferenza stampa straordinaria del presidente Bush che ha chiesto al Congresso di agire in fretta per arginare la crisi dei mutui.

Intervenuto di fronte al Senato per la presentazione del rapporto semiannuale, il capo della Fed si e’ detto preoccupato per le prospettive di crescita dell’economia, a causa della forte incertezza originata dal continuo aumento dell’inflazione. Bernanke ha annunciato che sono aumentati i rischi al ribasso per la crescita economica e che sia le aziende che le famiglie americane ridurranno la spesa nei prossimi mesi.

Il clima a Wall Street resta dunque pessimista, con gli operatori gia’ preoccupati sul futuro del sistema bancario dopo il recente collasso di IndyMac (IMB), il crollo di Bear Stearns a marzo e le difficolta’ dei giganti dei mutui ipotecari Fannie Mae e Freddie Mac che hanno costretto governo e Fed ad un intervento d’emergenza.

I due titoli cedono terreno anche oggi, in ribasso di oltre il 20%, dopo essere stati oggetto di un downgrade da parte dell’agenzia di rating Moody’s. A trattare in rosso e’ anche il colosso Citigroup (C) scivolato ai minimi storici. Commenti negativi sono stati espressi su Wachovia (WB) il cui titolo arretra dell’11.50% in questo momento: il rating sull’azienda e’ stato ridotto ad Underperform dagli analisti di Oppenheimer. Riflettori puntati ancora su Lehman Brothers (LEH): stando ad un articolo pubblicato dal New York Post, il CEO della banca sarebbe seriamente intenzionato a privatizzare la banca con un delisting.

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Importanti sviluppi all’interno del mercato valutario, con il dollaro scivolato ad un nuovo minimo assoluto nei confronti dell’euro di 1.6038, violando la barriera di 1.60 per la prima volta da aprile. Hans-Guenter Redeker di BNP Paribas ha affermato che “l’euro non sta avanzando perche’ una valuta gloriosa, ma semplicemente perche’ gli investitori sono disperati nel liberarsi del dollaro”.

Nel comparto energetico, improvvisa inversione di rotta per il greggio, arrivato a toccare un minimo intraday di $135.92 dopo aver tratatto sopra i $146 in mattinata. Al momento i futures con consegna agosto segnano un ribasso di $6.37 a $138.81. L’OPEC ha rivisto al ribasso le stime sulla domanda globale
per il 2008 e il 2009.

Tra le altre news societarie, cattive notizie da Detroit: il colosso dell’auto General Motors (GM) ha annunciato un nuovo piano di ristrutturazione che prevede la sospensione del dividendo (per risparmiare $800 milioni) e il taglio del 20% dei salari. Tra le aziende che hanno diffuso i risultati trimestrali in giornata si distingue in positivo il colosso dei prodotti di largo consumo Johnson & Johnson (JNJ) che ha riportato utili per azione di 6 centesimi superiori alle stime degli analisti. Subito sopo la chiusura delle borse sara’ il gigante dei semiconduttori Intel (INTC) a diffondere i numeri fiscali.

Sugli altri mercati, ritraccia l’oro a $971.00 (-$2.70) l’oncia. Salgono i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.8150%.

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