Borsa Milano vede crisi politica più lontana: +1%

11 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano chiude in rialzo favorita dall’allontanarsi nel tempo di una crisi di governo. Bene i mercati mondiali in generale dopo le parole proferite dal presidente americano Barack Obama, che ha confermato che il voto del Congresso sulla sua richiesta di intervenire in Siria è stato posticipato. In chiusura, il Ftse Mib ha guadagnato l’1,33% a 17.562 punti. Piu’ caute le altre borse europee, in attesa dell’evolversi della situazione siriana: sotto la parita’ Parigi e Londra, in crescita Francoforte e Madrid.

A Milano i riflettori sono sempre puntati sulla situazione politica, con Pd e Pdl che sembrano cercare ora un accordo per tenere in vita il governo: la giunta del Senato che deve decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi e’ stata aggiornata a giovedi’.

Tornado alla Siria, Obama ha però anche avvertito che un attacco militare ci sarà, nel caso in cui la diplomazia dovesse fallire. Detto questo, chiaramente la vittoria della gestione del caso Siria è del presidente russo Vladimir Putin, con la Russia che è riuscita a convincere il regime di Assad a consegnare l’arsenale di armi chimiche.

Confusione e instabilità politica continuano comunque a caratterizzare l’Italia. Quanto alla decadenza di Berlusconi, è slittato il voto della Giunta. Dopo che il comitato di presidenza non ha raggiunto oggi l’unanimità sul calendario, la decisione a maggioranza sull’agenda dei lavori verrà presa domani.

Gli investitori guardano con preoccupazione al destino dell’Italia, come dimostra l’esito dell’asta di Bot a 12 mesi, che mette in evidenza un tasso al record dal dicembre del 2012, e un rallentamento della domanda rispetto all’emissione precedente. In calo lo spread a quota 254 punti base, ma sempre sopra il differenziale bonos-bund (250). Ora vi e’ attesa per l’asta Btp di domani.

Tra i titoli Telecom Italia sale (+1%) su indiscrezioni di mercato. Note positive su Unicredit e Intesa SanPaolo danno la spinta ai due titoli bancari, che avanzano rispettivamente del 3,5% e del 1,7%.

L’incertezza sul destino di Berlusconi questa volta mette le ali a Mediaset, titolo +3%. Sul Ftse Mib la migliore e’ stata Bpm (+7% circa), grazie al buon andamento del comparto e alle dichiarazioni del presidente del consiglio di gestione Andrea Bonomi, che spera di riuscire a trasformare l’istituto in una banca ‘normale’. L’Espresso ha guadagnato oltre l’11%, Rcs il 7%, Cairo quasi il 3%. Per contro, St (-1,5%) ha chiuso in negativo, penalizzata dalle voci secondo cui il gruppo non fornira’ piu’ alcuni chip per i nuovi iPhone Apple, presentati ieri.

Dal fronte economico arriva qualche dato che lascia sperare, ma in misura decisamente contenuta: frena la caduta dei prezzi di vendita degli immobili. L’Italia è comunque molto lontana dall’uscire dal tunnel della recessione. L’Ocse smentisce le previsioni del governo Letta, che avevano parlato di uscita dalla recessione nella seconda metà del 2013, affermando che il paese non crescerà almeno fino al 2014.

Il capo economista Pier Carlo Padoan avverte sul rischio di nuovi incrementi dello spread, mentre il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso parla di una fase di crescita che interessa tutta l’Europa, a parte l’Italia.

Azionario asiatico contrastato. Indice di riferimento MSCI Asia Pacific poco mosso, dopo essere salito +6,2% negli ultimi nove giorni, aiutato anche da dati macro positivi, come quello della produzione cinese, accelerata al massimo in 17 mesi.

Il rally ha portato l’indice della forza relativa a 14 giorni – indicatore del momentum di trading – a quota 66 punti, vicini a 70 punti, segnale che indica che i titoli azionari potrebbero essere saliti troppo.

“Siamo ancora cautamente ottimisti – ha commentato in una intervista a Bloomberg Daphne Roth, responsabile della divisione di ricerca sull’azionario asiatico presso Abn Amro Private Banking – l’Asia è molto polarizzata e preferiamo paesi che presentano una bilancia delle partite correnti in surplus, come la Cina. La liquidità sarà ritirata dall’Asia, una volta che il tapering della Fed si concretizzerà. E questo fattore avrà un forte impatto”.

Riguardo alla sessione odierna, Borsa di Tokyo piatta con Nikkei +0,01%; Hong Kong -0,36%, indice australiano S&P/ASX 200 +0,64%, Shanghai Composite Index +0,20%, indice coreano Kospi +0,49%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro +0,01% a $1,3268; dollaro/yen -0,11% a JPY 100,28; euro/franco svizzero -0,05% a CHF 1,2392. Euro/yen -0,11% a JPY 133,04.

Sui mercati delle commodities, i futures petrolio +0,34% a 107,75 dollari al barile; quotazioni oro +0,01% a $1.363,80.

ANALISI MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro forte rialzo dei tassi dei paesi core, in particolare Germania e Francia. Non a caso lo spread tra questi due paesi è rimasto sostanzialmente fermo intorno ai 60pb, a fronte invece di una riduzione dello spread sia per l’Italia sia per la Spagna.

Inoltre, lo spread Italia vs Spagna è tornato nuovamente in negativo, per la prima volta da marzo 2012. La penalizzazione dei paesi core è spiegata da tre ragioni principali: 1) riduzione del rischio di un attacco alla Siria; 2) forte flusso di emissioni pari a circa 8Mld€ sul segmento a lungo termine arrivato da paesi core, di cui la metà da parte del Belgio, che ieri ha collocato 4Mld€ del nuovo titolo a 30 anni; 3) contestuale rialzo dei tassi dei Treasury decennali, penalizzati principalmente dall’attesa dell’arrivo dell’emissione record di bond Verizon.

Nel caso italiano, la perdita di spread vs Spagna è in parte ricollegabile alla persistenza incertezza sul fronte politico, cui si è aggiunto ieri anche la revisione peggiorativa del dato finale del Pil del secondo trimestre.

Inoltre la commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento del governo che aumenta a 98Mld€ (da 80Mld€) l’importo massimo di emissioni nette per il 2013. Oggi è attesa l’emissione del nuovo decennale tedesco fino a 5Mld€, oltre a quella di Bot annuali per 8,5Mld€.

Negli Usa tassi in rialzo sulla scia del venir meno dei “venti di guerra”, confermato questa notte dal discorso alla nazione di Obama, il tutto condizionato al rispetto da parte della Siria dell’impegno a mettere l’arsenale di armi chimiche sotto il controllo Onu. A tal proposito, la proposta di risoluzione Usa-Francia per raggiungere tale finalità, è al momento oggetto di divergenze con la Russia, in particolare sul punto inerente alle conseguenze nel caso di mancato rispetto degli impegni da parte della Siria. Domani a Ginevra ci sarà un incontro tra Kerry ed esponenti del governo russo su questo tema.

A pesare sui Treasury anche l’arrivo della più elevata emissione di bond corporate della storia, ossia quella di Verizon, per un totale atteso nel range 45-49Mld$, finalizzata al finanziamento del deal di acquisizione di Vodafone per un importo complessivo di 130Mld$. I bond emessi avranno scadenza compresa tra i 3 ed i 30 anni.

L’emissione attesa per oggi supera abbondantemente quella di Apple di 17Mld$ dello scorso aprile. Inoltre questa sera saranno anche emessi Treasury decennali pari a 21Mld$, oltre a 13Mld$ di bond a 30 anni domani.

Valute: euro sostanzialmente stabile vs dollaro. Per oggi ribadiamo le prime due principali resistenze collocate ad 1,33 e 1,3360.

Prosegue la debolezza generalizzata dello yen favorito dal clima disteso degli ultimi giorni sui mercati azionari globali. Verso dollaro il cross si è portato sui massimi da 7 settimane oltre quota 100, con la resistenza significativa per i prossimi giorni collocata a 101,50. Verso euro il cambio ha superato la resistenza 132,50 (oggi nuovo supporto) con i livelli successivi di resistenza collocati a 133,50-80.

Tra le migliori valute del giorno troviamo la corona norvegese favorita dall’esito delle elezioni e dall’inflazione che ad agosto è salita oltre le attese raggiungendo il target della banca centrale per la prima volta dal 2009.

Il rialzo dell’inflazione, qualora confermato nei prossimi mesi, potrebbe aumentare le probabilità di un aumento dei tassi da parte dell’istituto in futuro, pertanto la corona potrebbe star beneficiando di tale aspettativa.

Bene anche il dollaro australiano. Sul fronte emergente in apprezzamento la rupia indiana ed il rublo, mentre il real brasiliano si è deprezzato dopo 4 giornate consecutive di guadagni. In deprezzamento anche il won sudcoreano su timori di intervento delle autorità locali per frenarne l’apprezzamento.

Infine segnaliamo che la volatilità sta calando sui mercati valutari in base all’indice di JP Morgan relativo alle valute del G7 sceso ai minimi dal 12 agosto.

INFORMAZIONE DI STAMPA SUI TITOLI

CAMPARI – La società comunica di aver aperto un impianto di imbottigliamento, dal valore di 43Mln$, nel Kentucky (USA). L’investimento riguarderebbe un progetto di spesa di 100Mln$ in tre anni.

CARIGE – Il piano da 800Mln€ della società previsto per il rafforzamento patrimoniale potrebbe, secondo Bankitalia, non essere sufficiente dato lo sfavorevole contesto economico e l’insoddisfacente situazione tecnica del gruppo.

ENI – Con l’avvio della produzione nel giacimento in Kashagan (Kazakistan), la società otterrà un rimborso di 234Mln$ dopo che il gruppo aveva investito nel giacimento 5,7Mld€ circa.

FIAT – Il Presidente della controllata Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, ha annunciato che la società investirà 2Mld€ nei prossimi cinque anni.

FINMECCANICA – La controllata della società, Selex Es, ha concluso un accordo di 40Mln€ circa per fornire in un paese del Medio Oriente il sistema tattico “Falco”.

INTESA SAN PAOLO – JP Morgan aumenta il rating della società a “neutral” dal precedente “underweight”. Inoltre, la controllata del gruppo nel ramo assicurativo Intesa Sanpaolo Vita, ha collocato un bond subordinato Tier2 di durata quinquennale dell’importo di 500Mln€; l’obbligazione è stata prezzata alla pari con rendimento finale uguale alla cedola del 5,35%.

TELECOM ITALIA – Secondo quanto riportato da Il Sole24Ore, Telefonica potrebbe aver operato sul mercato delle opzioni della società per tutelarsi in caso di scioglimento del Patto Telco per evitare l’entrata di un socio non gradito.

UNICREDIT GROUP – JP Morgan aumenta il rating della società a “overweight” dal precedente “neutral”.

APPLE – Credit Suisse riduce il rating della società a “neutral” dal precedente “outperform”.

GOLDMAN SACHS, VISA e NIKE – Le società entreranno nel Dow Jones a partire dal 23 settembre e subentreranno rispettivamente al posto di Bank of America, Hewlett-packard ed Alcoa. Le modifiche sono dettate dalla volontà di diversificare i comparti e la rappresentatività settoriale dell’indice.

MC DONALD’S – La società annuncia che le vendite relative ai ristoranti aperti da almeno un anno (same-store) sono in aumento nel mese di agosto del 1,9% e superiori alle attese soprattutto grazie alla crescita di quelle in Europa (+3,3%).

VERIZON – La società venderà obbligazioni di varie scadenze (da tre a trent’anni) per un totale nel range 45-49Mld$, superando il massimo storico di Apple fermo a 17Mld$. Il collocamento rientra nella strategia del gruppo atta a finanziare l’acquisto del 45% della quota Vodafone in Verizon Wireless per un valore complessivo di 130Mld$.