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Borsa Milano su. Spread scende: sell sui Bund

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MILANO (WSI) – Borsa Milano chiude un’altra seduta estiva in territorio positivo, con il Ftse Mib che riconquista la soglia dei 17.400 punti forte di un rialzo dello 0,48%. L’All-share ha fatto +0,39%. Domani i mercati sono fermi per la pausa di Ferragosto. Gli acquisti si sono concentrati sulle banche. Record per il gruppo del cachmere Cucinelli, vola Seat spinta dalle indiscrezioni stampa. Bene anche gli altri listini europei.

Gli investitori tornano a scommettere sul miglioramento dell’economia in Europa, dopo il dato relativo al Pil dell’Eurozona, che ha confermato, su base trimestrale, l’uscita dell’area dalla recessione. Nel secondo trimestre dell’anno il Pil è salito infatti +0,3% su base trimestrale, anche se è sceso -0,7% su base annua. Si tratta di una crescita senza occupazione, che vede l’Italia arrancare ancora, con una contrazione -0,2%.

Decisamente migliore il dato sull’economia francese che, con una crescita del prodotto interno lordo +0,5% su base trimestrale – sopra le attese +0,2% – è uscita ufficialmente dalla recessione. Ha battuto le previsioni anche il pil tedesco, +0,7%, contro il +0,6% atteso.

I mercati hanno scommesso nei giorni scorsi sul miglioramento dei fondamentali in Europa, per cui i numeri odierni erano in qualche modo scontati.

“Gli ultimi dati hanno alimentato le speculazioni secondo cui l’Eurozona tornerà a crescere per la prima volta in sei trimestri – ha commentato in una intervista a Cnbc Michael Hewson, senior analista dei mercati presso CMC Markets – La crescita sarà alimentata dall’economia numero uno dell’Europa, la Germania”.

Tuttavia, il tasso di disoccupazione dell’Eurozona rimane a livelli record, pari al 12,1% e la Bundesbank prevede un rallentamento dell’economia tedesca verso la fine di quest’anno.

Occhio ancora allo spread, che riparte da quota 240, al minimo in due anni, ovvero dal luglio del 2011. In generale, i bond periferici hanno segnato un rialzo in 10 delle ultime 11 sedute. A 269 punti circa, lo spread Spagna-Germania è anch’esso al minimo in due anni, mentre lo spread portoghese viaggia al valore più basso in due mesi circa. Dalla metà di luglio, fanno notare i grafici, è evidente che i flussi degli investimenti si sono diretti più sui bond periferici europei che non sull’azionario americano. Tant’è che si parla di grande rotazione. (vedi primo grafico)

Azionario asiatico in rialzo, con il Nikkei della Borsa di Tokyo che con +1,32% supera quota 14.000 punti, al massimo in una settimana; l’indice Shanghai Composite testa il record in quasi due mesi ma chiude poi a -0,29%, mentre l’indice coreano Kospi +0,57%, avanza al valore più alto in una settimana e mezza. Il mercato australiano S&P ASX 200 piatto, con -0,01%, si aggira sui massimi in tre mesi. Hong Kong chiusa per l’arrivo di un tifone.

In generale, i mercati globali hanno beneficiato del dato relativo alle vendite al dettaglio rese note alla vigilia negli Stati Uniti, cresciute a luglio al ritmo più veloce in sette mesi.

PIAZZA AFFARI – Gli acquisti si sono concentrati sulle banche. Mps ha viaggiato al rialzo spinta da ricperture, che prendono spunto dalla discesa dello spread Btp/bund – oggi intorno a 236 punti – e dall’effetto positivo che ha sui conti della banca. Volumi peri a 2,5 volte la media. Rialzi consistenti anche per Banco Popolare, Pop Milano e Ubi banca, tutte e tre con volumi pressoché in linea alla media mensile. Più tranquille le big Intesa e Unicredit.

Con un listino principale che procede in ordine sparso con spunti in denaro su qualche assicurativo come Fonsai e Generali. Su Saipem, Buzzi e Exor spicca il rialzo con volumi di Brunello Cucinelli (+3,75% a 23,5 euro, prezzo pari a circa tre volte quello fissato per il debutto in borsa di aprile 2012) che ha segnato un nuovo massimo storico.

Bel balzo di Seat, di due cifre percentuali, favorita da indiscrezioni stampa.

BTP ITALIA – Spread Btp-Bund stabile alla chiusura dei mercati finanziari europei. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e quelli tedeschi è a 238 punti, mentre in apertura era a 239, sui livelli più bassi degli ultimi due anni. Nel primo pomeriggio lo spread è sceso fino a toccare quota 235, per poi risalire leggermente.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro -0,11% a $1,3247, dollaro/yen +0,07% a JPY 98,28; euro/franco svizzero +0,28% a CHF 1,2408. Euro/yen -0,08% a JPY 130,16.

Sui mercati delle commodities, i futures sul petrolio -0,48% a $106,32 al barile, oro +0,33% a $1.322,50 l’oncia.

ANALISI SPREAD DI FILIPPO DIODOVICH, MARKET STRATEGIST DI IG

Sul fronte governativo, continua la flessione dello spread btp/bund al di sotto dei 240 pb, sui minimi da luglio 2011. Il ribasso è legato soprattutto alla crescita del rendimento del bund decennale salito al di sopra dell’1,80%.

Nelle ultime settimane le tensioni sul debito italiano sono scese sulla scia dell’aumento delle attese sulla ripresa economica in Italia nel quarto trimestre e sull’avanzato stato del programma di finanziamento del Tesoro del Bel Paese (80% circa).

Il Tesoro italiano non seguirà, tuttavia, l’esempio dell’agenzia spagnola che ha deciso di diminuire le emissioni nei prossimi mesi (-30%) perché dovrà finanziare i debiti delle PA e recuperare i fondi per una possibile abolizione/revisione dell’IMU.

Riteniamo che il calo dello spread possa continuare nelle prossime due settimane fino a raggiungere dei target ipotizzabili a 220-200 punti base.

Da settembre potrebbero ritornare le tensioni sul debito italiano legate soprattutto da elementi esogeni (sentenza della Corte costituzionale tedesca di Karlsruhe sulla legittimità del fondo ESM e del piano OMT, elezioni in Germania, possibile secondo bailout in Portogallo, aumento delle aspettative su un tapering più vicino da parte della Federal Reserve).

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ANALISI MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: la sessione di ieri in area Euro è stata caratterizzata da forti vendite sul bund future con volumi in marcato rialzo oltre gli 800.000 contratti. Il movimento ha determinato un ulteriore calo dello spread di Italia e Spagna, ai minimi da poco più di due anni.

Da evidenziare come anche lo spread tra Italia e Spagna si sia ristretto portandosi a soli 26 pb. La sessione odierna si apre con la pubblicazione dei Pil preliminari del 2° trimestre tedesco e francese che hanno registrato per entrambi i paesi un rialzo superiore alle attese (0,7% t/t e 0,5% t/t rispettivamente).

In particolare il dato trimestrale francese è tornato positivo dopo due trimestri in negativo. Il miglioramento tedesco, secondo l’ufficio statistico, è da attribuire principalmente al rialzo dei consumi pubblici e privati, con una ripresa degli investimenti rimasti fermi in precedenza anche a causa di uno degli inverni più freddi degli ultimi 25 anni.

Secondo l’ufficio statistico positivo è stato anche il contributo delle esportazioni nette. I dettagli verranno però resi noti in occasione della pubblicazione della seconda lettura. Per la Francia il contributo maggiore è giunto dalla spesa per consumi.

In rialzo anche le esportazioni sebbene il contributo complessivo al netto delle importazioni sia stato pressoché nullo, mentre restano negativi gli investimenti fissi. In mattinata ci sarà anche la pubblicazione del dato relativo all’intera area Euro che, considerati i dati migliori delle attese di Italia, Francia e Germania, potrebbe risultare a sua volta oltre le aspettative.

Dopo la pubblicazione dei dati si sta assistendo ad un ulteriore calo degli spread con quello italiano sceso fin sotto i 240 pb. Secondo quanto dichiarato dal segretario al tesoro spagnolo al quotidiano Expansiòn, a partire da settembre le emissioni mensili saranno ridotte del 30%, grazie al fatto che il piano di emissioni 2013 al momento è già stato ultimato per il 76%, a fronte del 57% dello stesso periodo del 2012.

Secondo quanto riportato da Reuters che a sua volta cita una fonte governativa, il Tesoro italiano non sarebbe invece intenzionato a ridurre le emissioni in autunno, per far fronte ai pagamenti dei debiti verso la pubblica amministrazione e per le incertezze sul fronte IMU.

Negli Usa rialzo generalizzato dei tassi governativi, concentrato soprattutto sul comparto decennale tornato sopra al 2,70%, avvicinandosi cosi al livello massimo del 2013 del 2,75% toccato ad inizio luglio.

L’andamento è stato favorito da dati macro Usa ed europei che hanno supportato l’ipotesi di economie sviluppate in recupero. Dal lato Usa, le vendite al dettaglio di luglio sono risultate in rialzo per il quarto mese consecutivo. La parte di tale dato utilizzata per il computo del Pil ha evidenziato inoltre una crescita mensile superiore alle attese.

Di conseguenza si consolida tra gli operatori l’ipotesi di partenza a settembre della riduzione del piano Fed: un recente sondaggio di Bloomberg News ha evidenziato che il 65% degli analisti interpellati è di questo avviso.

Valute: euro in deprezzamento sulla scia dei buoni dati Usa che complessivamente stanno sempre più rafforzando l’ipotesi di riduzione del piano Fed. Tecnicamente l’area 1,3250 ha ben funzionato da supporto. Nel breve tale area rimane ancora valida, in attesa dei dati su produzione industriale ed inflazione in pubblicazione domani.

Ieri il dollaro Usa si è apprezzato in generale verso quasi tutte le valute emergenti, in particolare real brasiliano, rand sudafricano e peso messicano.

Stanotte lo yen si è deprezzato verso la maggior parte delle principali valute sulla scia del rialzo del listino nipponico. In particolare il cambio verso euro è tornato al di sopra di soglia 130; la resistenza oggi si colloca a 131, mentre il supporto più vicino a 129,70.

Tra le valute più forti della notte troviamo il dollaro neozelandese che si è apprezzato verso tutte le principali valute in seguito al rialzo delle vendite al dettaglio core nel secondo trimestre sui massimi dal 2006. Il dato positivo aumenta tra gli operatori le attese di un possibile rialzo del tasso di riferimento da parte della banca centrale. Piuttosto debole invece il dollaro australiano dopo che la crescita dei salari nel secondo trimestre è stata confermata sui valori minori da oltre 3 anni.

INFORMAZIONI DI STAMPA SUI TITOLI DI MPS CAPITAL SERVICES

ENEL GREEN POWER – La società dichiara un nuovo investimento per la costruzione di un nuovo parco eolico in Cile per un valore complessivo di 190Mln$.

ENI – La società ha annunciato di aver raggiunto un accordo fiscale con le autorità mozambicane per la cessione del 28,57% di Eni East Africa per 400Mln$ alla China National Petroleum Corporation. L’operazione prevede inoltre l’impegno del gruppo per la costruzione di una centrale (da 75MW) nella provincia di Cabo Delgado.
FONDIARIA-SAI – Il gruppo avrebbe già deciso di fare ricorso per le 5 strutture alberghiere appartenenti alla controllata (100%) della società Atahotel, nell’ambito del sequestro cautelare di beni (per un valore complessivo di 250Mln€ circa) riferibili alla famiglia Ligresti.

GENERALI – L’agenzia di rating Fich ha confermato il giudizio A- ( con out look negativo) del gruppo e rimosso il titolo dalla credit watch per un eventuale downgrade. Confermati anche i giudizi sul debito senior (BBB+) e su quello subordinato (BBB-). Fich ha inoltre evidenziato la buona performance operativa della società nei primi sei mesi dell’anno e valutato in maniera positiva il processo di semplificazione e la focalizzazione sui suoi mercati core.

INTESA SANPAOLO – Credit Suisse alza il target della società a 1,8€ da 1,7€ con rating “outperform”.

TELECOM ITALIA – Sulla questione relativa ad un possibile ingresso della Cassa depositi e prestiti nella società, il presidente di Asati (associazione dei piccoli azionisti del gruppo) Franco Lombardi ha dichiarato, in una lettera inviata al presidente del Consiglio Enrico Letta, che la cdp è “l’ unico azionista nazionale che al momento potrebbe intervenire per il bene anche dell’intero Paese. In assenza di tale intervento e in mancanza di una significativa azione degli attuali azionisti di controllo, l’unica alternativa è quella di un ingresso di un azionista estero”.

VOLKSWAGEN – Le vendite della società nel mese di luglio sono leggermente calate (-0,5%) a 466 mila unità circa. Al contrario, nel primo semestre le vendite si sono attestate a 3,38Mln di unità, in crescita del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2012. Da evidenziare il dato sulle vendite in Europa occidentale (esclusa la Germania), in calo del 6,8% nei primi sei mesi dell’anno.

US AIRWAYS/AMERICAN AIRLINES – Il progetto di fusione tra le due società è stato contestato dal Dipartimento di giustizia americano che ha avviato una causa antitrust. La fusione, secondo il Dipartimento, causerebbe la creazione della più grande compagnia aerea a livello globale, con implicazioni negative sulla concorrenza del trasporto aereo in alcuni mercati locali USA che si riverserebbero direttamente sulle tariffe e sulla qualità del servizio offerto.