Borsa Milano sprint dopo Cina. Si guarda di nuovo alla Grecia

13 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano in rally, si allinea alla performance positiva dell’azionario globale. Il Ftse Mib ha guadagnato +1,56% a 23.356,01 punti, dopo aver toccato punte al rialzo di oltre il +2% sopra 23.470 punti nel primo pomeriggio.

Tra i singoli titoli, acquisti consistenti sulle banche. Recuperano soprattutto i titoli delle società di esportazioni e il settore industriale, che sono stati zavorrati nelle ultime sessioni dalle ripetute svalutazioni dello yuan da parte della Cina: Buzzi Unicem e FCA tra i migliori, Finmeccanica +3% circa. I titoli del lusso come Prysmian, Luxottica, Moncler e Yoox non sono da meno. Sotto pressione invece gli energetici. Saipem, con -1,02%.

Sul mercato dei titoli di stato, spread BTP Bund a 10 anni -3,19% a 113,92 punti base; tassi sui BTP decennali -0,19% all’1,77%, tassi sui Bund +6,50% allo 0,64%.

Mercati azionari apparentemente rassicurati dopo la conferenza stampa della Banca centrale cinese che, successivamente alla terza svalutazione dello yuan nei confronti del dollaro, ha tentato di calmare i mercati, affermando che non esistono i presupposti per un continuo deprezzamento della valuta.

A livello globale, salgono le valute asiatiche, mentre perdono terreno i Bund, lo yen e l’oro. “E’ stata una reazione esagerata – ha commentato in un’intervista rilasciata a Bloomberg Sean Darby, responsabile strategist dell’azionario globale presso Jefferies Group – La mossa (della Cina) è probabilmente un aggiustamento molto positivo per il paese, nel lungo termine”.

La People’s Bank of China (appunto, la banca centrale cinese), ha affermato che le solide condizioni economiche del contesto cinese, il surplus commerciale, la stabile situazione fiscale e le notevoli riserve di valute estere sono un “forte sostegno” per il tasso di cambio e che le indiscrezioni secondo cui lo yuan potrebbe crollare del 10% sono “senza fondamento”.

Detto questo, il Giappone è pronto a combattere la nuova guerra valutaria, con alcuni esponenti del governo che hanno detto chiaramente che esiste ancora spazio per un allentamento della politica monetaria.

Nella seduta odierna, gli investitori tirano comunque un sospiro di sollievo. I mercati emergenti sono risaliti dal livello minimo dal 2011 in cui erano precipitati nei giorni scorsi, e le loro valute, anche, hanno recuperato terreno.

L’indice di riferimento MSCI Emerging Markets Index è salito, dopo due giorni consecutive di perdite, che lo hanno portato a versare in una condizione di mercato orso all’inizio della settimana, sulla scia di cali superiori a -20% rispetto al massimo di settembre.

L’indice dei mercati emergenti MSCI è sceso -9,4% dall’inizio di quest’anno ed è scambiato a un valore pari a 11 volte gli utili a 12 mesi attesi, stando ai dati di Bloomberg. L’indice di riferimento dell’azionario globale MSCI World Index è dunque più a premio, visto che è salito +1,8% quest’anno ed è scambiato a un valore multiplo di 16,2.

Dal fronte economico, resa nota l’inflazione armonizzata della Spagna, che è rimasta a zero a luglio, mentre il tasso di inflazione della Germania si è attestato allo 0,1%, al minimo in cinque mesi. I due paesi sono riusciti comunque a sventare lo spettro della deflazione.

Rimane il nodo della Grecia, sempre sotto i riflettori in Eurozona. Il Parlamento greco è riunito in sessione di emergenza per ratificare l’accordo di bailout siglato con i greci. Ma non mancano gli ostacoli, visto che ci sono forti dubbi sul via libera da parte del parlamento tedesco, il Bundestag.

La cancelliera Angela Merkel non ha fatto nulla per nascondere il proprio scetticismo, e lo stesso ex ministro delle finanze Yanis Varoufakis ha affermato che l’accordo di bailout “non funzionerà”

Positiva la performance dei mercati asiatici, con Tokyo +0,99%, Hong Kong +0,43%, Sidney +0,11%, Shanghai +1,76%, Seoul +0,40%.

Sul valutario, l’euro ritraccia dopo il balzo di ieri nei confronti del dollaro, che lo aveva portato a un soffio da $1,12 e arretra -0,46% a $1,1198. Dollaro/yen +0,19% a JPY 124,45. Euro/yen -0,26% a JPY 138,24, euro/sterlina -0,57% a GBP 0,71, euro/franco svizzero -0,20% a CHF 1,0863.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio Usa -0,18% a $43,22 al barile; Brent +0,77% a $50,04. Oro -0,70% a $1.115,70. Argento -1,17% a $15,30.

Tra le materie prime, i futures +0,72% a $43,61. Brent +1,33% a $50,32. Oro -0,56% a $1.117,30. Argento -0,85% a $15,35.

(DaC-Lna)