Borsa Milano: perso -5% dal 6 giugno. Processo contro l’euro

11 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Chiusura molto negativa per i listini europei. La paura che hanno i mercati e’ qualcuno possa mettere la paorla fine davvero all’avventura dell’euro. A essere messo in discussione e’ il famoso “scudo salva spread” della Bce. Borsa Milano perde quasi due punti percentuali, sui minimi di seduta, nel giorno in cui la Corte Costituzionale tedesca inizierà l’udienza di due giorni dando il via, di fatto, al processo contro l’euro e la Bce.

Il tribunale deciderà se pronunciarsi a favore della costituzionalità degli acquisti illimitati di bond italiani e spagnoli da parte dell’Eurotower – acquisti che hanno fatto rientrare la speculazione sui mercati -, o se dare ragione a un gruppo di professori tedeschi e rappresentanti di un partito di sinistra euroscettico della Germania, che hanno deciso di ricorrere alle vie legali per impedire alla Bce di continuare a portare avanti il suo impegno di acquistare debiti sovrani in quantità illimitata. Sin qui Mario Draghi, secondo quanto riferito dal membro del consiglio Bce Jorg Asmussen, ha rinenuto non ci fosse bisogno di fornire documenti legali circa i termini del programma cosiddetto OMT.

Il listino Ftse Mib, che ha lasciato sul campo il 4,8% negli ultimi 5 giorni, accusa un ribasso dell’1,63% sotto i 16.300 punti: il saldo da inizio 2013 diventa negativo. La borsa milanese è anche appesantita dall’allargamento del differenziale Btp/Bund, in un contesto di accresciuta volatilità del mercato obbligazionario e che zavorra i titoli bancari. “Si tratta di una correzione dopo i massimi raggiunti di recente. A livello grafico per l’indice Ftsemib i livelli di 16.200 e 15.800 sono buoni supporti grafici e ritengo che l’indice si possa stabilizzare su questi livelli, difficilmente cederà quota 16.000 punti”, osserva a Reutes un trader della Norsa italiana.

Nelle ultime ore Mario Draghi ha assicurato che l’Eurotower non salverà gli stati insolventi. Ma il timore di quello che viene considerato un forte rischio per l’Eurozona e che, secondo alcuni, potrebbe portare anche all’uscita della Germania dell’euro, viene scontato dai mercati azionari.

Tra gli altri listini in Europa, Londra -0,92%, Francoforte -0,97%, Parigi -1,2%, Madrid -1,57%. Male anche i mercati emergenti, con l’indice MSCI Emerging Markets Index -1,4%, al minimo in nove mesi; vendite generalizzate sui titoli di stato. I tassi sui Treasuries Usa a 10 anni sono saliti fino al 2,26%, tassi decennali greci al 10,33%, al massimo dallo scorso 3 marzo; rendimenti Portogallo, sempre a 10 anni, al 6,6%, al valore più alto dallo scorso 26 febbraio; tassi irlandesi al 4,22%, al massimo in due mesi. Sotto pressione anche i bond italiani e spagnoli.

Scrivono gli analisti di IG: “La settimana vedrà il Tesoro italiano andare in asta mercoledì con Bot a 12 mesi fino a 7 miliardi di euro, mentre giovedì saranno emessi titoli a medio lungo termine. La perfomance a un mese è stata negativa e questo ci fa presumere un aumento dei tassi nelle prossime aste. Potenziale impatto negativo potrebbe arrivare anche dalle decisioni della Corte costituzionale di Karlsruhe, che si pronuncerà sul piano Omt nei prossimi giorni. Ciò potrebbe portare a tensioni sui titoli della periferia dell’eurozona. Tutto sommato crediamo che finché lo spread si mantiene al di sotto dei 300 punti base, possiamo scongiurare il pericolo di un ritorno delle tensioni sul debito italiano”.

Sul fronte macro, Barclays ha rivisto al ribasso le stime sul Pil italiano a -1,7% da -1,5% nel primo trimestre.

Azionario asiatico in ribasso, sulla scia della performance negativa della Borsa di Tokyo. L’indice allargato Topix è sceso dello 0,9%, Nikkei -1%, ma durante la sessione ha perso fino a -1,5%. A pesare, la delusione degli investitori sulla Bank of Japan, che ha mantenuto invariata la sua politica monetaria, provocando così il rialzo dello yen. Indice asiatico MSCI Asia Pacific in calo -0,5%, dopo che alla vigilia era salito +1,1%, segnando il guadagno maggiore dallo scorso 20 maggio. Tra i titoli Samsung Electronics, -2,5% sul mercato di Seoul, dopo la decisione di Morgan Stanley di tagliare il target price sul titolo.

“Gli investitori si aspettavano di più (dalla Bank of Japan), ha commentato in una intervista a Bloomberg Koichi Kurose, responsabile economista a Tokyo presso Resona Bank – visto che temono che l’economia nipponica sarà danneggiata a causa dell’aumento dei rendimenti dei bond e delle aspettative sull’inflazione”. La Banca centrale si è trattenuta dal lanciare misure per contrastare la volatilità dei mercati dei bond.
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BTP ITALIA – Spread Italia-Germania a 10 anni +0,97% a 276,60, a fronte di rendimenti sui BTP decennali +1,12% al 4,33%.

PIAZZA AFFARI – Molto male le banche (in Europa il settore cede l’1,5% circa): tra i singoli titoli MPS perdono piu’ degli altri Banco Popolare e le big Intesa Sanpaolo, Unicredit e MPS. Il Gip di Siena Ugo Bellini ha disposto il giudizio immediato nei confronti degli ex amministratori della banca Mps Giuseppe Mussari e Antonio Vigni e per Gian Luca Baldassarri, ex capo della Finanza del Monte, con l’imputazione di ostacolo all’attività di vigilanza.

Prese di profitto su Mediaset, male anche Luxottica che perde il 3,42%, così come Safilo in ribasso del 4% circa nonostante l’annuncio ieri dell’accordo di licenza con Fendi fino al 2022. In forte ribasso gli industriali, come Finmeccanica e Fiat Industrial.

Giù anche l’energia, con Enel che accusa cali giornalieri di anche oltre il 2%, pagando un giudizio negativo di Credit Suisse. Venduta anche A2A. La vittoria del centrosinistra alle elezioni del comune di Brescia potrebbe riaprire i giochi nella governance della utility, cone l’eliminazione del duale. Per gli analisti di Icbpi, la notizia potrebbe essere positiva in un’ottica di maggiore efficienza. La pensano in modo analogo anche gli strategist di Equita.

ALTRI MERCATI – Sugli altri mercati, in ambito valutario euro +0,12% a $1,3272; dollaro/yen in netto calo a JPY 96,92, -1,86%, euro/franco svizzero -0,76% a CHF 1,2280.

Gli analisti di Mps Capital strategist sottolineano che “per questa settimana il livello di resistenza da monitorare si colloca presso 1,3010, mentre il supporto principale passa da 1,30 con livello intermedio presso 1,31.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio -1,44% a quota $94,39 al barile, oro -0,94% a $1.373.20.

APPROFONDIMENTO PIAZZA AFFARI DI ROBERTO MAGGI, UNICREDIT

Piazza Affari viaggia in deciso ribasso stamane, con l’indice FTSE/MIB tornato a testare l’importante supporto statico dei 16.400 pts. Negativi i titoli bancari, male anche Eni, Eni, Lyxottica, Tenaris e Tod’s. In controtendenza invece Pirelli e Autogrill. Il presidente della Cassa Depositi e Prestiti Bassanini ritiene che Telecom Italia possa avere la maggioranza del Cda della società in cui verrebbe scorporata la rete di accesso fissa, ma con alcuni limiti. Secondo La Repubblica, proprio la CDP starebbe accelerando sul progetto Rete Spa, la ‘scatola’ che al momento contiente soltanto la partecipazone in Snam, ma che è destinata ad accogliere anche la partecipazione di Terna e la rete Telecom. Intanto JP Morgan ha tagliato il giudizio sul titolo da Neutral a Underweight.

In agenda oggi il Cda sui risultati del primo trimestre di Prada.

Eni (EUR17,23): secondo MF, il governo kazako vorebbe imporre l’inaugurazione del giacimento del Kashagan il 6 luglio, mentre gli operatori insistono sul prossimo settembre.

Fiat (EUR5,815): Chrysler sta richiamando 14.800 modelli della nuova auto compatta Dodge Dart a causa di alcuni problemi che possono causare un arresto del motore subito dopo l’avvio.

Safilo (EUR15,60): ha siglato con Fendi un accordo di licenza per il design, la produzione e la distribuzione worldwide di occhiali da sole e montature da vista Fendi, valido fino al 31 dicembre 2022-

Stm (EUR7,275): Citigroup alza target price a EUR7,2 da EUR6,3, giudizio Neutral.

ANALISI TASSI, VALUTE DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro ieri si è assistito ad un rialzo dei tassi governativi, movimento che sta continuando anche in mattinata. Il tasso decennale italiano si è portato sopra il 4,3% e quello tedesco sopra l’1,6%, con lo spread tornato oltre i 270 pb.

In Germania oggi e domani si terrà l’udienza alla Corte Costituzionale tedesca sulle misure non convenzionali della BCE, in primo luogo il piano BCE di acquisto di bond denominato OMT. Oggi interverranno Asmussen in qualità di rappresentante della BCE e quindi a difesa del programma ed il capo della Bundesbank, Weidmann, fautore della tesi opposta.

C’è ancora incertezza sulla tempistica di emanazione della sentenza, se cioè arriverà prima o dopo le elezioni del 22 settembre. Draghi, alla vigilia dell’udienza ha rilasciato un’intervista alla televisione pubblica tedesca, ribadendo che la BCE non userà il programma per salvare singoli paesi ma per garantire la stabilità della valuta unica. Draghi ha inoltre ribadito che grazie all’annuncio del programma i rischi per i contribuenti tedeschi sono inferiori rispetto ad un anno fa.

Il governatore della banca centrale spagnola , Linde, non ha smentito le indiscrezioni di El Pais che parlavano di una proroga fino al 31 dicembre del programma a sostegno del sistema bancario spagnolo. A settembre o ottobre ci sarà una nuova visita della Troika ed a quel punto le autorità valuteranno la possibilità di prolungare o meno il piano.

Negli Usa continua la fase di rialzo dei tassi governativi, in un contesto in cui il focus degli operatori rimane sull’evoluzione della politica monetaria della Fed. La notizia della revisione migliorativa dell’outlook sugli Usa da parte di S&P (da negativo a stabile) ha rappresentato un ulteriore motivo di pressioni in vendita sui mercati obbligazionari, nell’ipotesi che il miglioramento delle condizioni economiche possa condurre la Fed almeno a rallentare (cosiddetto tapering) il programma di acquisto di asset.

S&P, a supporto della sua decisione, ha citato proprio la tenuta dell’economia, la credibilità della politica monetaria e lo status del dollaro come valuta di riserva mondiale. In questo contesto si può allora meglio comprendere come mai i tassi sia del Treasury a 10 sia di quello a 30 anni abbiano raggiunto il massimo da oltre un anno. Bullard, membro votante Fed, ha lasciato intendere che le basse condizioni d’inflazione potrebbero garantire la prosecuzione del piano di acquisti aggiungendo però che un rallentamento del piano stesso vi potrebbe essere per tenere conto del miglioramento del mercato del lavoro. L’incertezza sulle prossime mosse Fed, sta contribuendo in generale a mettere sotto pressione ribassista le quotazioni anche del comparto obbligazionario high yield ed emergente. In quest’ultimo caso l’indice Emibi+ spread che misura il differenziale di tasso del comparto emergente rispetto ai Treasury, è arrivato ai massimi dallo scorso agosto.

Valute: l’euro ieri si è apprezzato verso dollaro Usa, con il movimento proseguito nel corso della notte nonostante la revisione migliorativa dell’outlook Usa. Per oggi la resistenza da monitorare si colloca a 1,3310, con il supporto più vicino presso 1,3175. Questa notte lo yen si è apprezzato verso tutte le principali valute dopo il nulla di fatto della BoJ che ha lasciato la politica monetaria invariata senza menzionare eventuali misure per calmierare la volatilità nel mercato obbligazionario. Verso euro la resistenza si colloca presso area 132, con supporto in area 130 e 127,50. E’ proseguita la debolezza del dollaro australiano calato ai minimi dal settembre 2010 verso quello Usa, sotto soglia 0,94.

Sulla valuta hanno pesato i prestiti immobiliari di aprile saliti molto meno delle attese in Australia. Segnaliamo che proseguono le forti vendite sulle valute emergenti: tra le più vendute della notte figurano infatti la rupia indiana, il rand sudafricano, il ringgit malese, il peso messicano, il baht tailandese ed il won sudcoreano, penalizzate dal proseguimento delle vendite dei bond di tali paesi. Nuovo minimo storico per il peso filippino verso dollaro Usa.