Borsa Milano, minimi da gennaio. BMW affossa settore auto

24 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Dopo una mattinata all’insegna della calma l’azionario europeo prende la strada dei ribassi, con i listini che fanno fatica a scrollarsi di dosso le turbolenze scaturite dallo scandalo dei test sulle emissioni diesel truccati da Volkswagen. L’indice di riferimento del continente è sceso ai minimi da gennaio.

Pesano le nuove rivelazioni sull’industria automobilistica. Bmw avrebbe fallito alcuni test sulle emissioni diesel. L’azienda ha negato di aver infranto la legge, assicurando di non aver utilizzato gli stessi software truccati della connazionale.

Il tutto pero’ innervosisce i mercati, già preoccupati per il rallentamento dell’economia cinese, entrambi fattori che riducono l’appeal per i titoli e i beni piu’ rischiosi.

Il Ftse MIB cede il 2,31% a 20.581,83 punti sui minimi di giornata. Anche i listini europei perdono un paio di punti percentuali.

A Piazza Affari, focus su MPS, in rialzo del 4,59% dopo che finalmente ha trovato un accordo sui derivati Alexandria che porterà a risparmi per 440 milioni di euro. Il titolo della banca senese conquistando indiscussa la maglia rosa di seduta. Tengono meglio di altri settori anche le altre banche popolari.

Fari puntati ancora su Fca, che come il resto del settore auto è l’osservato speciale dei mercati dopo che lo scoppio dello scandalo dei motori Volkswagen (titoli avanzano 3,5% stamani). I titoli della casa italo americana cedono il 7,3%, ma la maglia nera spetta a Buzzi.

L’autore dei test che hanno inchiodato i modelli Volkswagen truccati, i valori delle cui emissioni non hanno passato i test su strada, ha fatto sapere che in Europa i requisiti sono poco stringenti e che i parametri risultano alti per 11 modelli di sei case diverse.

Tra i market mover di giornata l’intervento della numero uno della Fed, Janet Yellen, che parlerà a mercati europei chiusi.

Sotto le stime l’asta TLtro della Bce: sono stati collocati 15,55 miliardi alle banche dell’area euro. La cifra è decisamente piu’ bassa di quella prevista, che era in media di 70 miliardi.

Nella notte in Asia e Usa i ribassisti hanno avuto la meglio, mentre i guadagni dell’euro nel valutario potrebbero mettere sotto ulteriore pressione i gruppi attivi nell’export, come quelli del settore del lusso e dell’industria automobilistica.

Per la verità in Asia non tutte le Borse hanno subito cali; scivola pero’ Tokyo, che cede -2,8% alla ripresa delle contrattazioni dopo due giorni di stop.

Tra le materie prime i futures sul petrolio Wti risalgono vicino ai 45 dollari al barile dai 44,48 della chiusura americana. Oro in lieve rialzo a 1.136 dollari l’oncia. Il platino paga l’onda lunga del caso Volkswagen: ora il prezzo vale la metà rispetto ai massimi toccati nel 2011.

Ieri la casa automobilistica tedeca ha chiuso con un rialzo superiore al 5% ma da inizio settimana è in calo del 30%.

Sul valutario euro sopra 1,12 dollari.

(DaC)