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Borsa Milano maglia nera d’Europa, pesano Telecom e Fiat

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MILANO (WSI) – Piazza Affari perde l’1,62% e indossa la maglia nera del Vecchio Continente, paga i forti ribassi di Telecom Italia (-4,6%) e di Fiat (-3,1%), oltre che di buona parte del comparto bancario.

In una seduta sostanzialmente discreta per il Vecchio Continente, il listino di Milano ha accelerato al ribasso dopo l’apertura negativa di Wall Street e non e’ riuscita a invertire rotta nonostante i buoni dati provenienti da Oltreoceano (Ism servizi e ordinativi alle fabbriche).

Nelle sale operative i trader parlano di un sell-off su tutto il mercato a causa di una rinnovata avversione al rischio sull’Italia per i timori di un rallentamento economico. “La situazione si fa pesante. Vendite così diffuse preoccupano; la sensazione è che ci sia un alleggerimento sull’Italia. Contano poco i buoni numeri di società del calibro di Unicredit, doopo quelli, altrettanto positivi, riportati nei giorni scorsi da Intesa e Cnh”, commenta un trader.

Un altro trader cita vendite di un fondo Usa che ha in portafoglio grosse posizioni sull’azionario italiano.
“Si teme un rallentamento dell’economia italiana, chi aveva preso grosse posizioni vende”, aggiunge. Domani sono in agenda i dati sul Pil del secondo trimestre.

Dopo un avvio in calo, lo spread Btp-bund risale a 159 punti base dai 156 della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è anch’esso in rialzo al 2,74%.

A Piazza Affari la peggiore e’ Telecom (-4,6%) dopo l’offerta di Telefonica a Vivendi per la brasiliana Gvt che coinvolge anche il gruppo guidato da Marco Patuano.

Giu’ anche Mps (-4,5%) e Autogrill (-4%). Fiat (-3,1%, ma era arrivata a perdere anche il 7%) paga invece le voci, smentite comunque dal Lingotto, su un possibile aumento dei recessi nella fusione con Chrysler che farebbe superare il tetto dei 500 milioni di euro deciso dalla societa’, mettendo cosi’ a rischio l’operazione. Viaggia al rialzo invece il settore del lusso, con Tod’s (+3%), Moncler (+0,8%) e Luxottica (+0,37%). Sul resto del listino ottimo esordio per Tech-Value (+10,8%). Sul mercato valutario l’euro scivola ancora a 1,336 (da 1,339 di meta’ seduta), mentre il petrolio cede lo 0,68% a 97,6 dollari al barile.

Sul versante macro, la crescita dell’industria dei servizi cinese è ai minimi dal 2005, mentre il terziario spagnolo è risalito a quota 56,2, sui livelli più elevati da fine 2006. In generale i servizi sono la nota positiva del mese di luglio, con il 30% delle aziende dle blocco a 18 che ha riportato un miglioramento dell’attività.

L’indice della produzione in Eurozona è salito ai massimi di tre mesi nonostante il passo falso della Francia.

Segnali positivi dai consumi. A giugno le vendite del commercio al dettaglio hanno registrato il maggior aumento su base annua da oltre sette anni a questa parte. Un più 2,4%, secondo i dati diffusi da Eurostat in parte legato anche a revisioni sui mesi antecedenti. Per trovare un aumento più forte bisogna risalire al marzod el 2007. Il rialzo è stato dell 0,4% su base mensile.

In Asia, i ribassi degli indici di Hong Kong e Shanghai pesano sulle Borse pesanti, mentre le valute emergenti guadagnano terreno. L’indice MSCI della regione Asia Pacifico cede lo 0,7% nonostante la seduta positiva di Wall Street che si è ripresa dopo la peggiore settimana dal 2012.

Spread tra Btp e Bund in calo a 154 punti base. Ieri aveva chiuso a quota 155.

In ambito di notizie societarie, bene i profitti di Toyota e BMW. Robusta crescita dei profitti per la casa tedesca, che archivia il secondo trimestre dell’anno con un utile netto di 1,77 miliardi di euro e una progressione del 27,2% sullo stesso periodo del 2013 a fronte di un risultato operativo a oltre 2,6 miliardi (+26%) mentre i ricavi ammontano a 19,9 miliardi (+1,8%).

Toyota archivia il trimestre aprile-giugno con un utile netto di 587 miliardi di yen (circa 5,7 miliardi di dollari) con una crescita del 4,6% sullo stesso periodo del precedente esercizio grazie ai tagli alle spese e alla debolezza dello yen. I ricavi sono aumentati del 2,2% a 6.390 miliardi di yen.

Credit Agricole ha fatto mea culpa per la perdita registrata a causa della quota di partecipazione nell’istituto in crisi Banco Espirito Santo. Il numero uno della banca francese Jean-Paul Chifflet ha riconosciuto di essere stato all’oscuro dei problemi del gruppo portoghese e della famiglia fondatrice.

Sul valutario, la moneta unica europea passa di mano a 1,3395 contro il dollaro, in flessione dello 0,22% rispetto alle quotazioni di ieri sopra 1,34. Stabile anche il cambio con lo yen che passa di mano a 1,3758 euro.

Tra le materie prime, scendono i prezzi di mais e soia e quotazioni del petrolio invece in rialzo. I contratti sul greggio wti con scadenza a settembre vengono scambiati a 98,32 dollari al barile (+3 centesimi). Le quotazioni del brent londinese salgono a 105,47 dollari.