BORSA MILANO: MA DAVVERO AL PEGGIO NON C’E’ FINE?

13 Luglio 2008, di Redazione Wall Street Italia

Occhi puntati sull’apertura dei mercati azionari di lunedì. Più in basso di così, si potrebbe pensare, c’é solo spazio per un rimbalzo. Ma gli operatori non azzardano previsioni perché la volatilità sui mercati è ancora altissima e aspettano indicazioni dall’apertura di Tokyo e delle altre piazze asiatiche.

Venerdì gli indici di Piazza Affari sono tornati ai livelli del 2004, i listini europei hanno bruciato 178 miliardi di dollari e Wall Street ha chiuso in rosso con il panico scatenatosi intorno a Fannie Mae e Freddie Mac, le due agenzie semipubbliche specializzate nel prestito ipotecario. Il nervosismo continua a dominare: i timori sull’affidabilità del mondo del credito che non sono stati cancellati e la corsa dei prezzi che porta il greggio dritto dritto verso i 150 dollari al barile alla base delle recenti ondate di ordini in vendita.

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A Milano l’attenzione sarà puntata in particolare su Fiat nuovamente scivolata sotto la soglia dei 10 euro. Il titolo del Lingotto da inizio anno ha perso il 44,6% ma non è stata la peggiore performance del listino. In assoluto la maglia nera va a Cell Therapeutics che ha lasciato sul terreno il 79,38% mentre tra i titoli dello S&P/Mib le peggiori perfomance sono state quelle si Seat Pagine Gialle (-74,94% da inizio anno), Mediaset (-41,18%) e Telecom (-38,51%). Tra i pochi che sono riusciti a contenere le perdite Prysmian (-5,35%) e Snam Rete Gas (-2,1%). In questa debacle ancora più eclatante il caso Tenaris che da inizio anno guadagna il 40,3 per cento.