MILANO (WSI) – Seduta negativa per i listini azionari europei che non solo non sono riusciti ad allungare dopo i guadagni moderati registrati la vigilia, ma hanno chiuso la settimana soffrendo il calo più marcato dai giorni post Brexit. A Piazza Affari focus su Unicredit, molto pesante con cali fino a -7%, e sui titoli Mps dopo che i due ex AD Alessandro Profumo e e Fabrizio Viola sono finiti nel registro degli indagati con l’accusa di corruzione.
Intanto tra le materie prime, dopo un calo sorprendente delle scorte settimanali di greggio Usa il petrolio è tornato in una fase di mercato rialzista con il contratto sul Brent salito fino a $51 al barile, intorno ai massimi di otto settimane.
Il petrolio ha poi mostrato una certa debolezza, ma sia il future sul petrolio relativo ai barili del mare del Nord sia quello sul Wti americano sono in progresso di oltre il 20% dai minimi di agosto. E nella settimana hanno guadagnato rispettivamente +7,5% e oltre +8%.
Aiutano anche le voci insistenti da giorni sulla possibilità che l’Opec trovi un’intesa sul congelamento della produzione. Gli analisti temono sia tuttavia un deja-vu dei guadagni visti a inizio anno e poi evaporati.
In Asia la Borsa di Tokyo ha chiuso in marginale rialzo (Nikkei +0,36%) una seduta volatile, caratterizzata ancora dalla cautela degli operatori per la forza dello yen, che ha pesato in questi giorni sugli esportatori. Meglio dell’indice generale hanno fatto i titoli ciclici, con guadagni per il settore dei produttori di auto ed elettronica. A Hong Kong e Shanghai le variazioni sono state modeste.
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