Borsa Milano in ripresa, ma nessun balzo pro-Letta

24 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Oggi mercati giocoforza condizionati dalle ultime notizie di politica. Borsa Milano in rialzo, ma senza grandi entusiasmi, dopo aver messo a segno in due sessioni un balzo +5% circa, sulla scia dell’ottimismo degli operatori verso la creazione imminente di un governo in Italia. Al momento, è Enrico Letta l’incaricato. Il vice segretario del PD ha accettato con riserva come da formula di rito.

Il nome del 46enne europeista convinto non ha però entusiasmato i mercati, con lo spread risalito fino all’area di 275 punti base. Tra i singoli titoli Mediaset risente positivamente del fatto che Silvio Berlusconi abbia avuto un ruolo nella formazione del nuovo governo.

Rispetto a inizio settimana il trend e’ cambiato nella giornata di oggi, con il Ftse Mib che, durante i minimi intraday, è virato in rosso, complice anche la pubblicazione dell’indice Ifo tedesco, che è calato di quasi due punti in aprile, sotto le attese, attestandosi a 104,4 da 106,2. I mercati scommettono a questo punto su un intervento di allentamento monetario da parte della Bce. I tassi di interesse di riferimento sono da un anno ai minimi assoluti di 0,75%. Nel finale Ftse Mib +0,44% oltre 16.500 punti.

Notizie macro no anche dall’Italia, con il netto calo delle vendite al dettaglio italiane, l’ottava flessione tendenziale consecutiva e la piu’ consistente da aprile 2012. Nessun effetto particolare dall’esito positivo dell’asta dei Ctz, che ha visto i tassi ai minimi dall’introduzione dell’euro.

I tassi a 10 anni riagguantano nel finale la soglia del 4% dopo averla bucata nella giornata di ieri, quando hanno testato minimi di due anni e mezzo.

Alla base dei guadagni degli ultimi giorni sui mercati azionari globali, spiegano gli analisti, è stata anche la maxi iniezione di liquidità che è stata operata dalla Bank of Japan e la convinzione che le banche centrali continueranno a sostenere le rispettive economie. Il mercato è praticamente inondato di liquidità, fattore che di per sè alimenta i buy.

“Ci sono ancora attese molto elevate sulle manovre delle banche centrali – ha commentato in una intervista a Bloomberg Stan Shamu, strategist dei mercati presso IG Markets a Melbourne – L’economia americana si trova in prossimità di quel livello che non è negativo ma neanche positivo al punto da portare la Fed a ritirare le politiche di stimolo”.

Nella giornata di ieri, l’indice Stoxx Europe 600 ha segnato un balzo +2,4%, il rialzo più sostenuto in più di otto mesi. Tra i titoli europei, nella sessione odierna, Peugeout +8% dopo che la casa automobilistica francese ha comunicato di aver riportato un fatturato nel primo trimestre a un livello superiore alle stime.

Sui mercati asiatici, nuovi rialzi per l’indice Nikkei, che ha testato di nuovo il record dal 2008, beneficiando del rallentamento dello yen, facendo +2,3%. I volumi scambiati sulla Borsa di Tokyo sono stati superiori del 20% rispetto alla media intraday degli ultimi 30 giorni. Il Topix Index è salito +1,8%. Il Topix è balzato +58% dalla metà di novembre, complice l’impegno del primo ministro Shinzo Abe e del governatore della Banca centrale Haruhiko Kuroda di combattere 15 anni di deflazione.

BTP – Spread Italia-Germania a 10 anni +2,41% oltre quota 275 punti base, a fronte di tassi sui BTP decennali che balzano +1,40% circa al 4%.

ALL’INTERNO DEL FTSE MIB – Dopo i poderosi rialzi delle ultime sessioni, prese di beneficio sui bancari, con Mps -0,25%, Bper -2,20%, BPM -3,46%, Banco Popolare -1,07%, Mediobanca -2,88%, Intesa SanPaolo -0,74%, Ubi Banca -1,20%, Unicredit -0,26%; tra gli altri titoli male anche Ansaldo -2,17%, Finmeccanica -4,43%, Snam -2,80%. Bene Parmalat +3,68%, Mediaset +3%, Azimut +2,32%, Eni +2,71%, Fiat +2,44%, Tenaris +2,79%, Stm +2,45%, Prysmian +3%.

TRA GLI ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro piatto con -0,01% a $1,2997; dollaro/yen -0,08% a JPY 99,38 e euro/franco svizzero +0,28% a CHF 1,2324.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio +1,08% a $90,14 al barile, oro +1,15% a $1.425.

Analisi Uptrend Advisory Srl (Pietro Paciello

FIAT – BUY su eventuale pullback in area 4.40

TELECOM – BUY su violazione di area 0.63 [ARTICLEIMAGE]

Il Bund inizia a mostrare segnali di debolezza, portandosi verso la soglia dei 145.50 punti che riteniamo fondamentale per ripristinare un deflusso di capitali dai beni rifugio verso i mercati rappresentativi del rischio, come azioni e commodities.

Il Dax ha violato al rialzo con decisione la fase di congestione in area 7.500 e, supportato da una evidentissima divergenza rialzista, sta mettendo a segno un allungo decisamente degno di nota.

Il cambio AUDUSD, una delle commodity currencies più importanti, recupera con decisione (anche in questo caso supportato da una divergenza rialzista…) e si prepara a testare area 1.03 che, se superata, confermerebbe un ritrovato clima di RISK ON sui mercati.

Il petrolio dopo una prolungata fase di stabilizzazione si prepara ad attaccare con decisioone la soglia tecnica e psicologica dei 90$ al barile.

A giudicare da quanto sopra, gli ultimi dubbi sull’anomalo andamento di Piazza Affari nelle passate sedute, con il listino milanese che saliva in totale autonomia, sembrano destinati a dissolversi e ci portano a rivedere con attenzione il settore delle blus chips italiane alla ricerca di opportunità caratterizzate da un accettabile rapporto rischio/rendimento.

LE NEWS ESSENZIALI DAL DESK

Germania: delude l’indice Ifo in aprile

Spread Btp Bund scende fino a 265 punti base

Eni e Snam pagano operazione di deconsolidamento

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Euro punta a calare fino a $1,2750 in settimana