Borsa Milano in lieve calo, Sell su Telecom

8 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Chiusura in leggero calo per la Borsa di Milano. L’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,29% a 18.372,75 punti; il Ftse All Share lo 0,24% a 19.404,7891 punti. Poco variato lo spread tra i rendimenti di Btp e Bund decennali, che ha terminato in area 253 punti base (da 252 della vigilia).

Sullo sfondo, è cautela in Europa, con gli investitori globali che continuano a guardare allo shutdown del governo federale degli Stati Uniti, il primo in 17 anni, che non da alcun cenno di essere risolto. Questo, mentre si avvicina la scadenza del 17 ottobre, superata la quale, in assenza di un accordo tra Repubblicani e Democratici del Congresso, sarà default Usa.

L’azionario europeo misurato dallo Stoxx Europe 600 Index scende per la seconda seduta consecutiva ed estende il minimo delle ultime quattro settimane.

Alert nel mondo degli analisti, si teme una calamità economica ben peggiore di quella provocata dal crack Lehman, con conseguenze devastanti in tutto il mondo. E l’azionario vive questa situazione in un momento in cui si continua a parlare della formazione già in atto da tempo di una bolla.

Tra i titoli del Ftse Mib, attenzione a Telecom Italia –1,75%%, che rischia il downgrade a livello “spazzatura” da parte di Standard & Poor’s e a MPS, con il cda che ha varato il maxi aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro, stabilendo anche 8.000 esuberi. Titolo +6,5%, ma poi rallenta la corsa con +1,79%.
Bene Mediaset (+1,79%), Finmeccanica (+1,75%).

Tra le altre storie societarie della giornata, la decisione del colosso di attrezzature per tlc Alcatel-Lucent di ridurre il proprio staff di 10.000 unità con l’obiettivo di risparmiare 1 miliardo di euro.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro -0,05% a $1,3575, dollaro/yen +0,23% a JPY 96,93.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,49% a $84,73 al barile, mentre le quotazioni dell’oro -0,41% a $1.319 l’oncia.
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ANALISI MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area euro tasso decennale tedesco in calo in prossimità dell’1,80% a fronte di tassi sostanzialmente fermi sui Btp di analoga scadenza o in lieve rialzo nel caso di quelli spagnoli. Il governo greco ha ieri presentato la proposta di legge di bilancio che contiene l’ipotesi di ritorno alla crescita nel 2014 (+0,6%), dopo sei anni consecutivi di recessione. Lo stesso governo stima che il 2013 si chiuderà con un piccolo avanzo primario di 340Mln€, atteso arrivare a 2,8Mld€ (pari a +1,6% del Pil) nel 2014. Alla fine di ottobre esponenti dell’Unione europea e del FMI saranno di nuovo ad Atene per analizzare in dettaglio la bozza di legge di bilancio e decidere se le manovre finora implementate sono da ritenersi sufficienti. Nel frattempo, secondo quanto riportato da Bloomberg News, nel consiglio europeo del 24-25 ottobre si discuterà dell’unione bancaria. Negli Usa tassi in lieve rialzo, in attesa di verificare l’evoluzione dei negoziati sul tetto sul debito. Il Wall Street Journal riporta questa mattina l’esito di un incontro tra esponenti repubblicani, Obama ed i rappresentanti delle principali istituzioni finanziarie Usa. Il tema al centro dell’incontro sarebbe stato lo scenario in caso di mancato accordo sul debito entro la data limite del 17 ottobre. Gli esponenti delle istituzioni finanziarie si sarebbero dichiarati contrari all’ipotesi di rendere prioritari i pagamenti sul debito rispetto ad altri quali ad esempio la spesa previdenziale. Gli operatori stanno tenendo in stretta osservazione il rispetto della citata scadenza, come dimostrato dal rialzo dei tassi dei T-bill in scadenza nella seconda parte di ottobre. Oggi è attesa l’emissione di T-bill a 4 settimane per 30Mld$, un’asta che eccezionalmente sarà al centro dell’attenzione molto più di quella sul T-note a 3 anni di pari importo. Su fronte Fed, la rivista Forbes ha ieri riportato l’indiscrezione secondo cui il successore alla Fed potrebbe essere Donald Kohn, ex vicepresidente della Fed durante l’era Greenspan. Sul fronte macro, il credito al consumo di agosto è risultato in rialzo più delle attese, grazie soprattutto ai presiti per l’acquisto di auto e per gli studenti. Oggi è cancellata la pubblicazione dei dati sulla bilancia commerciale

Valute: euro sempre in prossimità di 1,36 verso dollaro. I primi due supporti di breve continuano ad essere posizionati a 1,3540 e 1,35. Lieve deprezzamento per lo yen durante la notte verso euro e dollaro sulla scia del rimbalzo dell’indice azionario giapponese. Il movimento è stato comunque di entità molto limitata. Verso euro il cambio trova un supporto in prossimità di 131 con il livello successivo a 130. La resistenza si colloca a 133,50.

Sul fronte emergente, prosegue la stabilizzazione della rupia indiana con la banca centrale che ieri ha effettuato una nuova misura di politica monetaria. Il neogovernatore Rajan Raghuram ha ridotto il tasso d’interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale dal 9,5% al 9% nel tentativo di fornire maggiore liquidità alle banche locali. Il tasso di riferimento benchmark (quello sui pronti contro termine) è stato lasciato invariato al 7,5% dopo l’aumento del mese scorso per combattere l’inflazione. Verso euro la rupia indiana si è leggermente deprezzata ieri ma comunque si colloca sui massimi da circa metà agosto anche se storicamente è su livelli di elevato deprezzamento verso la moneta unica. Finora questa settimana vede una volatilità contenuta tra le altre principali valute emergenti. Yuan cinese in apprezzamento verso dollaro nel giorno di ritorno sui mercati degli operatori cinesi dopo la settimana di festività.

Azionario: apertura di settimana in tono piuttosto negativo per i listini azionari europei con le contrattazioni che continuano ad essere guidate dalle vicende politiche statunitensi vista l’assenza di dati macro di rilievo. Tutti i principali listini hanno chiuso in calo, anche se in deciso recupero dai minimi di inizio giornata, mentre si è nuovamente contraddistinto il listino italiano salito di oltre lo 0,5%. Il movimento di ieri ha evidenziato ancora come gli operatori stiano riscoprendo i listini periferici ed in particolare i titoli del settore bancario. Con il rialzo di ieri il Ftsemib è riuscito inoltre a superare in termini di performance da inizio anno l’indice tedesco Dax, che risulta al momento superiore al 13%.

Guardando ai settori all’interno dello Stoxx 600, la seduta di ieri ha visto un calo generalizzato con le vendite maggiori che hanno colpito i titoli del comparto tecnologico e telecomunicazioni. In controtendenza si sono mosse le utility, con quelle tedesche maggiormente in luce, su voci che la Commissione Europea potrebbe imporre dei limiti al sistema degli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

In mattinata apertura leggermente positiva per i listini europei. Negli Usa seduta negativa per i listini azionari con l’indice Dow Jones sceso ai minimi da un mese sotto la soglia dei 15.000 punti. L’impasse politica continua a pesare sull’umore degli investitori anche se i movimenti dei listini sono rimasti sinora piuttosto contenuti, a sottolineare l’attesa tra gli operatori di un accordo imminente. Il nervosismo sul mercato si è riflesso ieri in un forte rialzo della volatilità con l’indice Vix tornato ai livelli massimi da fine giugno in prossimità di quota 19%.

A livello settoriale, tutti i comparti all’interno dell’indice S&P 500 hanno chiuso in negativo, ad eccezione di quello telecomunicazioni. Oggi attesa la pubblicazione a mercati chiusi della trimestrale di Alcoa, che ha perso però valenza dopo l’uscita della società dall’indice Dow Jones. Sul fronte emergente, apertura di settimana leggermente negativa per l’indice MSCI EM con vendite generalizzate su tutti i listini, in particolare quelli dell’area latino americana. In controtendenza il listino russo favorito da lieve rialzo del Brent. Durante la notte andamento positivo per i listini asiatici con il listino cinese in rialzo di oltre l’1% dopo una settimana di chiusura per festività. In lieve calo la borsa australiana.

INFORMAZIONE DI STAMPA SUI TITOLI

ALITALIA – L’A.D. di Eni, Paolo Scaroni, ha dichiarato che la società riceverà carburante fino al 12 ottobre, aggiungendo che è impossibile aumentare il fido ad una compagnia il cui futuro è estremamente incerto.

BRUNELLO CUCINELLI – Il Cda della società ha deliberato la fusione per incorporazione delle due controllate Brunello Cucinelli Capri e Brunello Cucinelli Marittima, aziende di piccole dimensioni, operanti nel settore del retail locale (in Campania ed Emilia-Romagna rispettivamente).

FINMECCANICA – Bank of America Merrill Lynch ha alzato il rating sulla società a “neutral” dal precedente “undeperform”.

INTESA SANPAOLO – La banca ha dichiarato che sarà avviato domani un programma di buyback che si concluderà entro il prossimo 11 ottobre a servizio di un piano di assegnazione gratuita ai dipendenti. L’operazione era stata autorizzata dall’Assemblea dello scorso 22 aprile.

TELECOM ITALIA – L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha posto il giudizio di lungo termine “BBB-” e quello di breve “A-3” della società in “CreditWatch” con implicazioni negative. La decisione scaturisce dalle dimissioni del presidente ed A.D. del gruppo Franco Bernabè; Standard & Poor’s ha inoltre dichiarato che “un downgrade a BB+ rappresenta lo scenario più probabile”.

TELECOM ITALIA MEDIA – La società ha firmato un accordo non vincolante con il gruppo editoriale L’Espresso per un’eventuale integrazione delle attività di operatore di rete delle rispettive controllate Rete A e Telecom Italia Media Broadcasting.

UBI – Il covered bond lanciato dalla società a sette anni da 1,25Mld€ (cedola 3,12% circa), è stato prezzato a 99.864 reoffer per un rendimento di 148 pb sul tasso midswap.

ALCATEL-LUCENT –La società francese ha programmato un taglio di 10mila unità lavorative come parte della riduzione dei costi stabilita al fine di risparmiare, entro il 2015, un ammontare di 1Mld€ circa.

BLACKBERRY – Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, Sap, Cisco e Google avrebbero avviato le trattative per acquisire parte o tutte le attività della società; altri potenziali acquirenti potrebbero essere anche Intel, Lg Electronics e Samsung Electronics.