Borsa Milano in lieve calo, ma non teme Grexit. Mps vola +5,9%

16 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Trepidazione sui mercati per la nuova riunione dell’Eurogruppo, in calendario a inizio pomeriggio, per tentare di risolvere l’impasse del debito greco.

Il listino Ftse MIB ha perso lo 0,18% a 21.165,84 punti. MPS accelera del 5,88% sulle indiscrezioni circa un blitz di un gruppo cinese, Hanwha Asset Management. Forti acquisti anche su Buzzi Unicem. Bene anche Telecom. In rosso Mediaset (-2,76%), che ha perso -9% da collocamento quota Fininvest.

Secondo il commissario Ue, Pierre Moscovici, un accordo nella riunione dell’Eurogruppo è ancora possibile. Ma il tedesco Wolfgang Schauble e altri ministri dei paesi più virtuosi sono molto più scettici. Da parte sua il rappresentante delle Finanze greco Yanis Varoufakis ha detto che è pronto a negoziare fino a mezzanotte se ce ne sarà bisogno e che “ci sono linee rosse che non possiamo valicare”.

Il premier ellenico Alexis Tsipras è ben consapevole del fatto che i negoziati sono difficili, ma si è mostrato fiducioso sull’esito della riunione. Scettico invece il ministro delle finanze tedesco Schaeuble, che attacca Atene, affermando che il governo greco si sta mostrando piuttosto irresponsabile. La Borsa di Atene è sotto pressione, con l’indice di riferimento che cede più del -4; venduti i bond ellenici e le banche. La Bundesbank intima inoltre alle banche commerciali greche di smettere di acquistare titoli di debito greci a breve termine.

Detto questo Harmut Issel, responsabile della divisione Equity e Macro APAC presso UBS, ha riferito alla rete televisiva CNBC che “gli investitori stanno iniziando a scommettere sul fatto che la Grecia non uscirà dall’Euro. Forse oggi non sarà l’ultimo giorno di trattative, ma entrambe le controparti hanno molto da perdere in caso di Grexit, e i mercati ne sono ben consapevoli”.

Lo Stoxx Europe 600 Index scende ma non si allontana di molto dal record in sette anni testato lo scorso venerdì, in una seduta che è orfana di Wall Street: i mercati azionari Usa saranno chiusi in occasione del President’s Day.

Il Ftse Mib ha segnato un calo nei primi minuti di seduta -0,50% circa per poi azzerare le perdite e oscillare attorno alla parità. Nel primo pomeriggio il recupero si è poi vanificato sul finale.

Sul mercato dei titoli di stato, spread BTP-Bund a 10 anni in calo a 130, a fronte di rendimenti decennali all’1,60%.

Dal fronye economico europeo, si amplica l’avanzo della bilancia commerciale

Bene l’azionario asiatico, già reduce dal record degli ultimi quattro anni e mezzo a cui ha chiuso lo scorso venerdì. Si guarda al dato che conferma l’uscita del Giappone dalla recessione. Indice Nikkei 225 +0,7%, chiude al di sopra della soglia di 18.000 punti, al massimo dal luglio del 2007. Hong Kong +0,18%, Sidney +0,19%, Shanghai +0,60%, Seoul piatta.

Sul fronte delle materie prime, i futures sul petrolio Usa +0,53% a $53,06 al barile. Brent +0,63% a $61,91. Oro +0,42% a $1.232,30. Argento -0,08% a $17,28.

Sul valutario, l’euro l’euro +0,18% a $1,1402; dollaro/yen -0,15% a JPY 118,54. Euro/franco svizzero -0,03% a CHF 1,0619. Euro/yen +0,01% a JPY 135,19.
(DaC-Lna)