Borsa Milano in calo, in 7 anni Ftse Mib -55%

25 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Borsa Milano chiude la giornata di contrattazioni in negativo, dopo una buona partenza sostenuta dall’accordo raggiunto a Ginevra sul nucleare iraniano. Nel finale, il Ftse Mib ha ceduto lo 0,20% a 18.784 punti. Bene il resto d’Europa: Francoforte +0,88%, Londra +0,30%, Parigi +0,55%, Madrid +0,12%.

Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco chiude a 236 punti base, col tasso sul decennale al 4,08%. Il differenziale della Spagna si attesta a 243 punti base col rendimento dei Bonos al 4,15%.

A soffrire sul listino Ftse Mib sono soprattutto i bancari, dopo le dichiarazioni del membro del Comitato Esecutivo della Bce Ardo Hansson, che ha affermato che l’Eurotower sta valutando tutte le opzioni che ha a disposizione, tra cui anche quella di portare interessi sui depositi in negativo. Un’opzione, questa, che spaventa le stesse banche americane, nel caso in cui anche la Fed dovesse considerare l’ipotesi o tagliare i tassi sulle riserve bancarie. In quel caso, hanno avvertito gli istituti, le banche potrebbero essere costrette a far pagare i clienti per i depositi che detengono presso di esse.

Tra i bancari scambiati sul Ftse Mib, si segnala il tonfo di Mps alla vigilia del Cda sull’aumento di capitale che dovrebbe attestarsi a 3 miliardi di euro. Il titolo è andato più volte in asta di volatilità e ha concluso in calo del 7,52% a 0,19 euro tra scambi per 451 milioni, pari al 3,8% del capitale. Sull’andamento hanno pesato le attese di un aumento a forte sconto. Equita ricorda che ipotesi di stampa di uno sconto del 40% sul Terp (prezzo teorico ex-diritto) ”che implicherebbe un prezzo di emissione di circa 5 centesimi”. Male gli altri bancari: Banco Popolare cede il 4,19%, Bpm il 2,21% e Ubi Banca il 3,10%. Ha chiuso invariata invece Intesa Sanpaolo mentre Unicredit ha contenuto la perdita a un modesto 0,38%. A controbilanciare la performance del settore bancario ci hanno pensato i titoli del lusso, in particolare con il balzo dell’8% messo a segno da Geox che venerdi’ scorso aveva scavalcato un’importante soglia tecnica scavalcando i massimi recenti di 2,1160 euro. Bene nel comparto anche Ferragamo (+3,9%) che oggi ha annunciato la riapertura del punto vendita di Hong Kong dopo lavori di rinnovo e Tod’s,s salita del 3,92%.

Italia osservata speciale, con un articolo del Wall Street Journal che parla di stabilità politica da cimitero e che riporta le preoccupazioni degli imprenditori; intanto, il governo ha deciso di porre la fiducia sulla legge di stabilità, il cui contenuto sta creando non poche frizioni tra i partiti.

Il presidente dell’Abi Antonio Patuelli parla del problema delle sofferenze bancarie e lancia anche un alert sull’Unione bancaria, affermando che per l’Italia essa può essere una opportunità ma può presentare anche rischi fortissimi, rendendo il paese il “Mezzogiorno d’Europa”.

Nota positiva, con il ritorno dell’interesse da parte dei fondi di private equity.

In generale, guardando alla performance di Piazza Affari, da segnalare che il Ftse Mib è salito di oltre il 15% nel 2013. Tuttavia, è anche vero che si teme che l’indice stia perdendo momentum.

Il trend del 2013, inoltre, è buono ma decisamente peggiore “rispetto a quello della maggior parte dei mercati principali come il mercato giapponese che si è apprezzato del 48% da inizio anno, il Nasdaq del 32% e il Dax tedesco che si avvia a chiudere con un bilancio del +21% il quarto anno positivo negli ultimi 5 (mentre la borsa italiana ha perso il 55% del suo valore negli ultimi 7 anni)”.

Focus però sull’azionario Usa, e sull’alta probabilità di perdite nei prossimi 12 mesi, basandosi sul modello di Panico/euforia stilato da Citi.

Calo dei futures sul petrolio dopo l’accordo sul nucleare iraniano, con il contratto WTI che perde -1,58% a $93,34. Le quotazioni del petrolio Brent hanno segnato il ribasso più forte in tre settimane, scivolando nelle contrattazioni asiatiche -2,6% fino a $108,15 al barile.

Sell anche sull’oro, che viaggia ai minimi da 4 mesi, con -0,78% a $1.234,40. Con la propensione al rischio presente sui mercati, sta guadagnando chi scommette contro il metallo prezioso.

Tra i listini asiatici, l’indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha segnato un rialzo +1,54%, testando il nuovo massimo in sei mesi. Altri indici asiatici: Hong Kong +0,17%, indice australiano S&P/ASX 200 +0,32%, indice di Shanghai in calo con -0,47%, indice coreano Kospi +0,49%.

ALTRI MERCATI – Sul valutario, l’euro -0,40% a $1,3504, dollaro/yen +0,50% a JPY 101,78; euro/franco svizzero +0,16% a CHF 1,2310 euro/yen +0,14% a JPY 137,42.