Borsa Milano: guadagni dimezzati, spread giu’ a 413

31 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Le borse europee chiudono la seduta all’insegna degli acquisti, che pero’ risultano decisamente ridimensionati rispetto ai massimi di giornata. Sui mercati si é guardato con favore ai risultati del summit dei leader europei che si è svolto a Bruxelles. Il vertice, il primo del 2012, si è concluso con un accordo a 25 per la creazione del Fiscal Compact. Rimangono fuori solo Regno Unito e Repubblica Ceca, che ha citato ragioni costituzionali.

Le tensioni di ieri vengono dimenticate anche grazie alle dichiarazioni rilasciate dal primo ministro greco, Lucas Papademos, che ha affermato che le controparti (dunque Grecia da un lato e creditori privati dall’altro) hanno fatto “progressi significativi” nelle trattative volte a lanciare un processo di ristrutturazione sul debito ellenico.

A Piazza Affari, il Ftse Mib abbandona quota 16.000 punti raggiunta nel corso della seduta, chiudendo con guadagni dello 0,48%. Bene anche gli altri listini Ue, anche se nettamente sotto i massimi, come Londra +0,35%, Francoforte +0,29%, Parigi +1,04%, Amsterdam +0,75%. L’indice di riferimento Eurostoxx 50 è in crescita dello 0,53%.

All’interno del Ftse Mib, spiccano i forti rialzi delle banche, come quelli di MPS, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, BPM, Banco Popolare, Intesa SanPaolo, Ubi Banca e Unicredit. Bene anche titoli di altri settori, come Ferragamo in forte rialzo e Finmeccanica ben comprata. In denaro anche la galassia Fiat.

In questo contesto di ritrovato ottimismo, sul mercato dei titoli di stato italiani si allenta la tensione. Lo spread Italia-Germania cala infatti di quasi il 4% e si attesta a quota 415 punti base, a fronte di un rendimento sui BTP decennali che torna a scendere, anche se di poco, sotto la soglia del 6%, attestandosi al 5,98%, in flessione dell’1,85%.

Tornando all’accordo Ue a 25, l’intesa sarà formalizzata il prossimo primo marzo. L’intesa, da cui si sono tenuti fuori sia la Gran Bretagna che la Repubblica Ceca, rafforza la disciplina fiscale, attraverso l’imposizione di regole di rigore comuni sui conti. “L’accordo a 25 è un grande risultato, considerando che la Ue è composta da 27 stati membri”, ha commentato soddisfatto il presidente Ue Herman van Rompuy. Soddisfatto anche il presidente della Bce, Mario Draghi: “Il fiscal compact è un primo passo verso l’Unione fiscale”, ha commentato. Reazione positiva da parte del premier Mario Monti che, nel corso di una conferenza stampa con i giornalisti, ha anche assicurato che l’Italia non avrà bisogno di attingere alle risorse del Fondo salva-stati.

Sullo sfondo, rimane la questione Grecia. I leader europeo hanno infatti concluso il summit senza un accordo su come risolvere l’annoso problema. Evidente è stata la frustrazione della cancelliera tedesca Angela Merkel. “La sostenibilità del debito della Grecia è particolarmente preoccupante – ha detto Merkel ai giornalisti – E’ necessario che ci siano una maggiore azione da parte del governo greco, più contributi da parte dei creditori privati”. Ma ora si parla di progressi, ed è a questo che i mercati guardano. Altra nota stonata, il Portogallo che rivede i propri rendimenti puntare verso l’alto, anche nella giornata di oggi.

Dal fronte economico, reso noto il rapporto di disoccupazione in Italia, che ha messo in evidenza nel paese la presenza di 2,24 milioni di senza lavoro: il paese torna praticamente ai livelli di 10 anni fa.

Buone notizie invece per la disoccupazione della Germania, che a gennaio è scesa al 6,7%, ovvero ai nuovi minimi dagli inizi delle serie storiche. In generale, guardando al blocco dell’Eurozona, il tasso di disoccupazione relativo al mese di dicembre è rimasto invatiato su base mensile al 10,4%. Anche nella Ue-27 il tasso e’ rimasto invariato a dicembre rispetto al mese precedente, al 9,9%.

Reso noto il rapporto dell’ Ocse, secondo cui nel mese di dicembre l’inflazione dell’area è scesa al 2,9% dal +3,1% di dicembre. Stabile al 3,3% il tasso di inflazione sull’Italia.

Immediate le ripercussioni sul fronte valutario, in particolare sull’euro, che è anche un indicatore della propensione al rischio. Dopo aver puntato verso quota $1,32, valore che è stato anche superato nei massimi intraday, la moneta unica perde ora lo 0,24% nei confronti del dollaro e si attesta a quota $1,3103. Contro il franco svizzero cede lo 0,12% a CHF 1,2038, mentre verso lo yen perde lo 0,30%, a JPY 99,93.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono in rialzo dell’1% circa a quota $99,88 al barile, mentre le quotazioni dell’oro scambiano a $1.739 l’oncia (+0,25%). Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scendono dopo i dati economici negativi all’1,821%.

RAPPORTO UNICREDIT: FOCUS SU TITOLI PIAZZA AFFARI

Sul fronte corporate, occhi puntati su Seat Pagine Gialle alla luce del balzo di oltre il 24% messo a segno ieri: in serata la società ha emesso una nota per annunciare che il Cda non ha ancora ultimato i lavori per definire i contenuti della proposta finale per la ristrutturazione finanziaria consensuale e quindi il Consiglio stesso proseguirà i lavori nella giornata di oggi.

Da monitorare Cell Therapeutics dopo il crollo a Piazza Affari (-17,91%) e a Wall Street a causa del ritiro della domanda per l’autorizzazione alla commercializzazione di un farmaco.

Finmeccanica (EUR3,39) : Avio, il gruppo aerospaziale partecipato da Finmeccanica, stima per il 2011 ricavi e margini in crescita, e inquadra il progetto di quotazione in borsa in un orizzonte di medio termine.

Olidata (EUR0,3050): ha reso noto di essersi aggiudicata in via definitiva la gara a procedura aperta per la stipula di una Convenzione con l’Agenzia Regionale per lo sviluppo dei mercati telematici Intercent-ER per la fornitura di massimi 8.000 PC Desktop. Nelle prossime settimane Olidata stipulerà la Convenzione della durata di 9 mesi per un valore effettivo di EUR3,0 mln.

Sopaf (EUR0,0276):: ha annunciato che le negoziazioni con le principali banche creditrici proseguono al fine di addivenire auspicabilmente ad un accordo di ristrutturazione del debito, previo ottenimento di un prolungamento congruo dello stand still sui finanziamenti in essere.