Mercati

Borsa Milano giù, Mps cede oltre -3%. Balzo Saipem, oltre +4%

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

MILANO (WSI) – Fallisce nel finale il timido tentativo di ripresa del Ftse Mib. Il listino chiude la seduta in calo -0,40%, a quota 18.984 punti. Ha pesato la performance poco convincente delle banche, che hanno pagato il declassamento di S&P.

Mps sotto i riflettori per via delle indiscrezioni stampa circa possibili nuovi accantonamenti. Il titolo ha ceduto -3,43%.

Sotto pressione anche Bper -2,91%, BPM -0,45%, Banco Popolare -2,82%, Intesa -2,48%, Unicredit -1,85%, Ubi Banca -1,75%. Rialzi consistenti invece per alcuni titoli, come Exor +2,22%, Eni +2,41%, Saipem +4,64%, World Duty Free +2,96%.

Dopo il rally di tre giorni maggiore degli ultimi due anni, l’azionario europeo misurato dall’indice di riferimento Stoxx Europe 600 ha oscillato nervosamente: era salito fino a +0,8% nel massimo intraday e aveva perso -0,6% nei minimi di giornata.

A livello settoriale in Europa hanno inciso negativamente soprattutto i cali dei titoli farmaceutici, che hanno visto protagoniste le perdite di Roche Holding. Roche ha perso oltre -5%, dopo che il colosso farmaceutico ha comunicato risultati deludenti di un esperimento che ha combinato due dei suoi farmaci più nuovi per il trattamento del tumore al seno. Tra le storie negative, anche Air France KLM, scivolata di quasi -9%, dopo che la compagnia aerea ha deciso di respingere la consegna di alcuni aerei nel tentativo di contenere i costi.

Lo Stoxx 600 ha comunque guadagnato su base settimanale +2,3%, recuperando la metà circa dei cali di dicembre; il listino ha segnato un forte rally alla vigilia, balzando al ritmo più forte dal novembre del 2011.

Bene i petroliferi grazie al recupero dei prezzi del petrolio. I futures sul contratto WTI sono balzati +2,81% a $55,63, mentre il Brent è salito +2,01% a $60,46. In crescita anche le quotazioni dell’oro, +0,25% a $1.197,80.

Si è esaurita tuttavia l’euforia per le prospettive di politiche monetarie accomodanti e la fiducia dei consumatori tedeschi. Ampia la volatilità, visto che in occasione del giorno delle quattro streghe, diversi futures e opzioni sulle azioni sono scaduti oggi. Stando ai dati di Bloomberg, il numero delle azioni dello Stoxx 600 passate di mano è stato superiore +32% rispetto alla media degli ultimi 30 giorni.

L’azionario ha limitato comunque le perdite, grazie alle banche centrali e per la precisione alle promesse della Federal Reserve, alla politica monetaria ultra-accomodante della Bank of Japan e alle attese per un Quantitative Easing della Bce. Il quale, secondo alcuni osservatori, non è affatto detto che funzionerà. La banca centrale Usa porterà pazienza e non avrà fretta di alzare i tassi di interesse di riferimento.

Sul mercato dei titoli di Stato lo spread tra Btp e Bund decennali ha chiuso stabile a 138 punti base, a fronte di rendimenti decennali in ribasso all’1,95%.

Sul versante macro è stata pubblicata la nuova lettura della fiducia consumatori in Germania. L’indice è cresciuto ai massimi di otto anni in dicembre, attestandosi a 9 punti dagli 8,7 di novembre. Gli ordinativi dell’industria italiana a ottobre hanno segnato un aumento su settembre, anche se solo dello 0,1%. A pesare sono stati i mercati esteri.

Buone notizie dalla Cina, che ha deciso di rivedere al rialzo le cifre sul Pil nel 2013. L’indice di riferimento della regione Asia Pacifico realizza la due giorni migliore in 13 mesi. L’indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha guadagnato +2,39% in chiusura.

Gli analisti in Asia hanno parlato di un “rally di sollievo”. Koichi Kurose, chief market strategist di Resona Bank a Tokyo, ha spiegato a Bloomberg che le rassicurazioni della Fed sulla politica monetaria accomodante e le parole di Putin che ha garantito che la Russia riuscirà a evitare turbolenze finanziarie hanno allievato i timori principali sui mercati mondiali.

Sullo sfondo rimangono ancora diverse preoccupazioni, in primis sulla Grecia e sul greggio: “Non si sa bene quanto ancora potranno scendere le quotazioni (dell’oro nero), ma per ora il fatto che l’oro nero riesca a rimbalzare è buono per il morale”, ha detto Kurose.

Sul valutario l’euro sui minimi di due anni sul dollaro, -0,44% a $1,2232. Dollaro/yen +0,63% a JPY 119,57. Euro/yen +0,20% a JOY 146,26.

(DaC-Lna)