Borsa Milano giù, male le popolari. Mps -3,1%

21 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – La Borsa Milano rimane schiacciata in territorio negativo, seppur di poco, anche nel finale, frenata dai timori sulla Grecia ma anche dal nervosismo post verbali della Federal Reserve. L’indice Ftse Mib chiude in flessione del -0,09% a quota 23.747,90 punti.

Le ‘minute’ Usa hanno mostrato che le autorità monetarie Usa non prevedono un rialzo dei tassi sui fed funds a giugno, ma che allo stesso tempo non lo escludono neanche. La Fed è spaccata, visto che altri membri si chiedono invece se le misure accomodanti attuali dell’istituto siano sufficienti. Nel frattempo sono uscite anche le ‘minute’ della Bce, relative alla riunione del 15 aprile, che però non contengono grandi novità.

Sul mercato dei titoli di stato, lo spread tra i tassi sui BTP e sui Bund a 10 anni cala -0,26% a 121,30 punti base; rendimenti decennali pressocché piatti all’1,8424%. In lieve rialzo i tassi sui titoli tedeschi, che salgono allo 0,62%.

L’azionario europeo sconta in generale la pubblicazione dei dati relativi alle condizioni di salute dell’attività manifatturiera in Eurozona. La Francia ha fatto meglio delle attese, mentre la Germania ha deluso. L’indice Pmi dell’intera Eurozona è salito a maggio a 52,3 punti, facendo meglio delle attese. In generale, la periferia ha fatto meglio dei paesi core.

L’indice di riferimento dell’azionario europeo, lo Stoxx 600, ha segnato un rialzo +2,4% nel corso di questa settimana, favorita dalle rivelazioni della Bce circa l’accelerazione del programma di quantitative easing a maggio e giugno. L’istituto è pronto a fare più compere. L’indice azionario ha chiuso al massimo in tre settimane nella sessione di ieri, anche se rimane -1,9% rispetto al record di aprile.

Sul fronte della Grecia, sarà cruciale l’incontro a Riga tra il primo ministro greco Alexis Tsipras e gli altri leader europei, nell’ambito del summit Ue. Non rimane molto tempo. Atene ha infatti confessato di non avere i soldi per ripagare il prossimo prestito in scadenza all’Fmi, il 5 giugno.

Il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung riporta indiscrezioni secondo cui l’Unione europea potrebbe decidere di estendere l’attuale piano di bailout fino all’autunno. Stando al piano, Atene riceverebbe quasi 4 miliardi di euro di aiuti, in cambio di riforma dell’Iva, ma potrebbe posticipare le richieste dell’Europa sull’avviare riforme sulle pensioni e sul mercato del lavoro. Ma ci pensa il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ad affossare il sentiment, affermando che non ci sono ragioni per essere ottimisti e che un default non può essere escluso.

Tra i titoli scambiati sul Ftse Mib, focus su Mps e Telecom Italia, in lieve flessione dopo aver annunciato l’Ipo di Inwit fino al 40% del capitale.

Mps cede -3,10% dopo aver reso noto che la Consob ha dato il via libera all’operazione di aumento di capitale da tre miliardi di euro. Male in generale le banche, e sopratutto le popolari con Bper e BPM che sfiorano un ribasso del -2%. Mediobanca chiude a -1,79%. La maglia rosa va a Tenaris (+2% circa). Seconda forza Azimut (+1,61% a 27,76 euro), che risale la china dopo che ieri era tornata sui livelli di prezzo del 12 maggio.

Sul valutario, l’euro +0,24% a $1,1118. Dollaro/yen -0,20%, a JPY 121,10. Euro/franco svizzero +0,11% a CHF 1,0404. Contro la sterlina -0,55% a GBP 0,7099.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio +1,42% a $59,82 al barile, Brent +1,11% a $65,75. Oro -0,34% a $1.204,60, argento +0,04% a $17,12.

In Asia Nikkei piatto sulla borsa di Tokyo, dopo aver testato un nuovo massimo in 15 anni a 20.289 punti durante il massimo intraday. Sotto pressione Hong Kong -0,19%. Dopo uno sbandamento Shanghai chiude in forte rialzo, +1,89%, con gli investitori che, dopo la pubblicazione dell’indice Pmi manifatturiero, in contrazione per il terzo mese consecutivo, scommettono sull’arrivo di nuovi stimoli monetari. L’indice di Shanghai ha testato il record dal 28 aprile. Seul -0,78%, Sidney +0,93%.

(Lna-DaC)