Borsa Milano debole, vola l’euro. Tonfo Bund porta tassi a salire +25% a record 2015

3 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano volatile, tassi sui Bund decennali superano la soglia dello 0,80% e si avvicinano allo 0,90%, con un rally +25% circa, attestandosi al record del 2015. Attenzione alle parole del numero uno della Bce, Mario Draghi che, nella conferenza stampa successiva all’annuncio sui tassi di rifinanziamento, lasciati invariati allo 0,05%, parla anche di volatilità, invitando gli investitori ad abituarcisi.

Tale volatilità, afferma, è inevitabile in tempi di prezzi di asset più elevati, e con la ripresa sia dell’inflazione che della crescita. I commenti di Draghi si riferiscono alla recente correzione dei bond; correzione che viene alimentata proprio dalle sue dichiarazioni, con i tassi decennali sui Bund tedeschi che schizzano verso l’alto.

Tonfo dello spread tra BTP e Bund a 10 anni; il calo è -9,03% a 127,52 punti, proprio a causa del rally dei rendimenti dei Bund +24% allo 0,87%. Nel finale salgono anche i tassi sui BTP decennali in rialzo, +2,27% al 2,15%.

Forti movimenti anche sul valutario, con l’euro che nel finale balza +1,05% a $1,1269, avvicinandosi a quota $1,13. L’euro vola sulla scia delle speranze su un accordo sulla Grecia, nonostante lo scetticismo espresso dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. Per Padoan e De Guindos, i due ministri delle Finanze di Italia e Spagna, invece, un accordo tra creditori e governo greco è “vicino” e “sicuro”. E lo stesso quotidiano tedesco Bild riporta che Merkel ha deciso di salvare Atene “a qualsiasi costo”.

La Bce rivede al rialzo le stime sull’inflazione per quest’anno, dallo zero allo 0,3%. Per il 2016 e il 2017 attesi tassi di inflazione rispettivamente dell’1,5% e dell’1,8%. Riguardo al Pil, la crescita reale su base annua sarà +1,5% nel 2015, +1,9% nel 2016 e +2% nel 2017. (riviste al ribasso le stime sul Pil del 2017, atteso a marzo a +2,1%).

Nonostante le rassicurazioni di Draghi sul QE, gli analisti di Goldman Sachs, le cui opinioni sono state rese note stamattina a Bloomberg Tv dal numero uno della divisione macro and markets research Francesco Garzarelli, vedono un rialzo dei tassi e un irripidimento della curva dei Bond europei quando l’inflazione si riavvicinerà al target della Bce, pari al 2%.

Tornando all’azionario europeo, a livello settoriale i gruppi di costruzione inglesi sono stati favoriti dai giudizi positivi di JP Morgan, che è convinta nelle potenzialità al rialzo del comparto.

Tra i titoli scambiati sul Ftse focus su Enel dopo che gli analisti di Banca Akros hanno reso noto di considerare il titolo con raing “accumulate”, a fronte di un target price di 4,75 euro, citando la riorganizzazione delle attività in Sud America. Ma il titolo cede -0,55%.

Telecom riduce i guadagni, dopo aver segnato un massimo intraday a 1,205 euro, salendo più del 3,5%. Secondo gli analisti di Banca Akros si punta sulle potenziali mosse di Vivendi – che di avvia a detenere una partecipazione dell’8,3% del capitale – che potrebbe puntare ad un 15% di Telecom Italia. Banca Akros consiglia di accumulare il titolo, con target price 1,13 euro, che è stato già superato.

Tra le banche Mps +1,22%, con i diritti che cedono -0,58%, Bper +0,82%, BPM -0,26%, BP -1,28%, Intesa +0,54%, Unicredit +1,32%, Ubi Banca +0,80%. Tra i titoli di altri settori Campari -1,13%, Finmeccanica +1,42%.

Chiusura debole per il titolo approdato oggi a Piazza Affari della società Massimo Zanetti Beverage Group, famosa per il caffè Segafredo. Il prezzo, che era stato fissato al minimo della forchetta indicata in fase di collocamento, chiude in rialzo dello 0,26% a 11,63 euro, lontano dai massimi di seduta, scontando il rallentamento di Piazza Affari. MZBG ha raccolto 128 milioni, con una capitalizzazione che sfiora i 400 milioni.

Il balzo dei rendimenti dei bond tedeschi e statunitensi ha ridotto da ieri l’appetito per gli asset più rischiosi, motivo per il quale l’azionario asiatico ha fatto fatica. Il rialzo dei tassi sui Bund di ieri è stato il più marcato da settembre 2012.

In Asia, l’indice di Hong Kong Hang Seng ha guadagnato lo 0,73%, spinto da un rialzo del 56% dei titoli Cheung Kong Property 1113. Da sola l’Ipo del conglomerato immobiliare è bastata a sostenere l’indice.
[ARTICLEIMAGE]
L’indice composito di Shanghai -1,23%. Male anche il Giappone, con il Nikkei che chiude in ribasso dello 0,34% a 20.473,51 punti. Ha pesato l’indebolimento del dollaro sotto quota 124 yen, che ha messo sotto pressione i gruppi esportatori.

In calo anche l’Australia nonostante le cifre macro positive. L’indice di Borsa fa -0,96% dopo che, trascinata dalla forza di spese al consumo ed export, l’economia del paese ha registrato la crescita più sostenuta trimestre su trimestre da un anno.

Tra gli altri mercati, i futures sul petrolio Wti -1,81% a 60,15 dollari al barile, mentre i contratti sul Brent fanno segnare un -1,66% a quota $64,40. L’oro -0,47% a $1.188,80 l’oncia, mentre l’argento fa -1,45% a $16,56.

(DaC-Lna)