Borsa Milano chiude in forte rialzo, Ftse Mib +2,6%. Ma venduto il lusso

8 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano accelera al rialzo nel pomeriggio, con il Ftse Mib che chiude in progresso del +2,64% a 21.512,39 punti, risultando il listino migliore tra i grandi d’Europa.

Scommettendo su un’intesa all’ultimo minuto tra creditori e governo greco, il mercato azionario italiano si riprende in fretta dopo le forti perdite di ieri, che avevano portato il listino a chiudere con un ribasso del -3% circa. La Grecia ha presentato un piano concreto di aiuti della durata di tre anni e promette ai creditori di implementare subito le riforme fiscali, sul fronte baby pensioni e Iva.

Come spesso accade sui mercati, di riflesso alle notizie confortanti che arrivano dal fronte greco, i bancari vengono comprati. MPS +5,83%, Pop Emilia +5,46%, Pop Milano +5,42%. Mediaset e Enel Group mettono a referto guadagni del 5-6%. Anche Telecom Italia sprint.

Sottotono invece FCA dopo i rialzi della vigilia. Ferragamo sospesa per eccesso di ribasso, chiude a -2% circa. Ma a essere venduto è tutto il lusso. Tod’s -3,58%.

Positivi anche gli altri principali indici azionari europei, ma con rialzi leggermente inferiori all’1%. Il listino FTSE 100 di Londra fa +0,91%, Parigi fa +0,92% e Francoforte +0,79%. L’indice di riferimento del continente Eurostoxx 50 guadagna l’1,18%.

Sul mercato del reddito fisso, spread BTP-Bund a 10 anni -3,67% a 157,37 punti base, a fronte di tassi sui BTP decennali che calano al 2,22%. Tassi Bund in rialzo dopo lo scivolone di ieri del 16% circa, oggi salgono +0,68%, ma rimangono attorno allo 0,64%.

I mercati asiatici hanno chiuso invece in forte calo: alla Borsa di Tokyo, il Nikkei capitola -3,14%, Hong Kong -5,81%, Sidney -2%, Shanghai -5,78%.

Sul valutario, l’euro si è ripreso dopo il tonfo della vigilia, recuperando oggi +0,57% a $1,1074. Dollaro/yen -1,53% a JPY 120,67; euro/franco svizzero +0,68% a CHF 1,0495. Euro/sterlina +1,32% a GBP 0,7216.

Fuga dal rischio, nelle ultime ore gli investitori si sono rifugiati sia nei Treasuries che nei Bund (che ieri hanno visto scivolare i rendimenti -16%), optando anche per lo yen. Nelle ultime ore la valuta giapponese si è rafforzata scontando il pericolo Grexit, salendo per il quinto giorno nei confronti del dollaro, anche sulla scia del forte panic selling che sta investendo la Cina.

Il dollaro australiano è scivolato al minimo in sei anni, sulla scia degli smobilizzi che stanno colpendo il minerale di ferro, e che vanno ormai avanti da nove giorni. Smobilizzi che sono provocati proprio dalla Cina, in quanto il paese acquista diverse materie prime dall’Australia, e un suo indebolimento avrebbe gravi ripercussioni sull’economia australiana.

“I mercati sono dominati al momento da flussi che vanno verso le valute tradizionali, dollari Usa e yen – ha commentato in un’intervista a Bloomberg Derek Mumford, direttore presso Rochford Capital, società di gestione del rischio valutario a Sidney – Al momento, c’è un enorme senso di incertezza sulla Cina, sull’Europa e anche sugli Stati Uniti”.

Tra le materie prime, da due sessioni in preda alle vendite, futures sul petrolio cedono -1,17% a $51,72 al barile. Brent +0,07% a $56,89. Oro +0,51% a $1.161,10. Argento +0,58% a $15,16.

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