Borsa Milano cauta nel finale. Sell scatenati sull’euro

6 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano positiva, Ftse Mib in rialzo +0,16% circa a quota 22.436 punti, lontana dai massimi testati durante la seduta.

All’indomani dei dettagli sul quantitative Easing che sono stati resi noti dal presidente della Bce Mario Draghi, sono stati soprattutto i movimenti dei mercati valutari al centro dell’attenzione degli operatori. Il bazooka monetario lanciato a fine gennaio dalla Bce, unito al taglio delle stime sull’inflazione in Eurozona, scatena forti smobilizzi sull’ euro, che torna a scendere, aggiornando i minimi di 12 anni sul dollaro e bucando 1,09 dollari. È il terzo calo settimanale per la moneta unica. Nel finale delle contrattazioni a Piazza Affari, euro/dollaro -1,48% a $1,0865. Dollaro/yen +0,65% a JPY 120,91. Euro/franco svizzero -0,52% a CHF 1,0688. Euro/yen -0,84% a JPY 131,33.

Sempre più vicina la parità con il dollaro, non solo per il QE, ma anche per la prospettiva di un rialzo dei tassi in Usa, considerato in queste ore più probabile dopo la pubblicazione di un buon report occupazionale, con il tasso di disoccupazione che è sceso al 5,5%, ai minimi di quasi sette anni. “Il mercato del lavoro Usa rimane in gran salute”, dice a Reuters Jacob Oubina, economista di RBC Capital Markets.

Certo, non è un buon segnale il fatto che il tasso di partecipazione sia sceso dello 0,1% al 62,8%, e che i salari orari siano cresciuti solo dello 0,1%. Gli stipendi sono comunque in crescita del 2% negli ultimi 12 mesi.

Il biglietto verde sale così anche sullo yen, testando i massimi di tre mesi. Il Dollar index – che misura l’andamento del biglietto verde contro un basket di sei valute rivali – si appresta a chiudere la settimana con i rialzi maggiori da gennaio.

Il QE – che inizierà ufficialmente il prossimo 9 marzo – ha effetti considerevoli anche sul mercato dei titoli di stato con i tassi che crollano in Eurozona.

I tassi portoghesi sono scesi fino all’1,7%, quelli spagnolo all’1,24% e quelli italiani all’1,26%, per poi risalire nel finale all’1,31%. Lo spread con il Bund decennale è sceso fino a 90 punti base, cedendo oltre -5%. Il tasso sul Btp quinquennale è sceso allo 0,51%, quello sul Btp triennale allo 0,21%. La fase di cali coinvolge tutti i titoli dei debiti sovrani dell’Eurozona. “Il mercato continua ad anticipare la raffica di acquisti di titoli di Stato da parte della Bce. Shopping che inizierà il prossimo lunedì”, ha osservato alle agenzie stampa un trader dell’obbligazionario.

I futures sul petrolio cedono -1,28% a quota $50,11 per barile. Brent -0,84% a $59,97. Oro -1,81% a $1.174,60. Argento -1,72% a $15,88.

A sostenere la Borsa italiana il buon andamento delle popolari e del settore del lusso, incoraggiato dagli ultimi risultati fiscali. MPS oltre +4%, Yoox +4,26%. Tra gli altri bancari sul Ftse Mib, Bper +1,86%, BPM +2%, BP +1,10%, Unicredit +0,82%. Tra i titoli di altri settori, Enel -1,21%, Eni -1,10%, Snam -2,21%, Tenaris +1%, Moncler +3,51%.

Focus, fuori dal listino principale, su Brembo, in solido rialzo dopo i risultati e il dividendo straordinario. Secondo Icbpi, si tratta di un trimestre “ancora una volta in solida crescita, meglio delle stime”. Exane ha aumentato il prezzo obiettivo a 33 da 29 euro.

Dal fronte macro, la produzione industriale tedesca è salita per il quinto mese consecutivo in gennaio. In Francia i dati hanno evidenziato una crescita dello 0,4% dell’attività.

In Asia l’azionario avanza. La Borsa di Tokyo ha guadagnato l’1,17% a 18.971 punti, livello equivalente ai massimi di 15 anni.

Ammutinamento alla Banca del Giappone, dove un membro del comitato di politica monetaria si è opposto alle continue manovre di allentamento monetario. Takahide Kiuchi ha avvertito che le conseguenze saranno nefaste se la banca centrale continua a ignorare gli effetti collaterali del QE. Kiuchi ha inoltre espresso scetticismo circca la capacità delle misure di alimentare l’inflazione, arrivando a dire che le previsioni per prezzi al consumo al 2% entro metà 2016 non sono “nient’altro che una favola”.

(DaC-Lna)