Borsa Milano a passo spedito: Ftse Mib +1%

11 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Seduta in territorio positivo per l’azionario europeo, ben impostato a continuare la fase di rimbalzo dai minimi di sei settimane. Aiutano le dichiarazioni della nuova presidente della Fed Janet Yellen, che ha promesso tassi bassi fino a che la disoccupazione non scenderà sotto il 6,5%. Piazza Affari chiude in rialzo con il Ftse Mib che ha guadagnato l’1,04% a 19.887 punti.

Per quanto riguarda le altre piazze europee: Madrid sale del +1,09%, Londra guadagna l’1,23%. Più Forte Francoforte che archivia la seduta con guadagni pari al 2%.

Da punto di vista prettamente tecnico i vari indici però si mantengono al di sotto dei recenti massimi storici o di periodo, basti pensare al Nikkei 225 che è ben lontano dalla soglia dei 16.000 punti sfiorata nelle scorse settimana, mentre in America l’S&P500 è ancora distante poco più di una cinquantina di punti dall’area dei 1.850 punti raggiunta a metà gennaio. Per il Ftse Mib si prospetta una seduta chiave.

Tra i singoli nomi, fari su Mediaset che allunga lo sprint dopo essersi aggiudicata in esclusiva tutti i diritti per la competizione calcistica “Champions League” nel triennio dal 2015 al 2018. Secondo quanto riportato dalla stampa l’operazione ammonterebbe ad un totale di 700Mln€ circa.

Forti i bancari, con il paniere italiano in rialzo del 2,7% circa a fronte di un +1,3% del settore europeo. Spiccano in particolare i progressi superiori al 7% di Banco Popolare e Pop Emilia Romagna seguite da Pop Milano (+4%). Pop Emilia è partita forte fin dalla prima mattinata sulle indiscrezioni di stampa che la indicano vicina all’acquisizione della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio (+2,9%).

In coda al Ftse Mib, il titolo Saipem che lascia sul terreno il 3,4% dopo i risultati. In particolare al mercato non sono piaciuti l’ebit 2013, sotto le attese, e le prospettive 2014. Fiacca Telecom Italia, in ribasso dello 0,2% dopo che la stampa è tornata a parlare della fusione tra la controllata Tim Participacoes (Tim Brasil) e Gvt, del gruppo Vivendi, ipotesi che aveva già indebolito il titolo la scorsa settimana. Tim Brasil oggi ha smentito l’esistenza di trattative con Gvt.

In Francia c’è il ‘rischio reale’ che il deficit pubblico superi l’obiettivo del governo del 4,1% del Pil nel 2013.

In Asia l’indice Hang Seng ha guadagnato lo 0,8%, Singapore lo 0,5%, il Kospi sudcoreano lo 0,1%, mentre l’indice PSE delle Filippine lo 0,3%.

In una giornata in cui Tokyo è rimasta chiusa, per celebrare l’anniversario della Fondazione della Nazione, gli occhi degli investitori sono puntati sulla testimonianza di Yellen davanti a un agguerrito Congresso.

Secondo Gary Dugan, chief investment officer per l’Asia e il Medioriente presso Coutts con i dati sull’occupazione in deterioramento, si può anche prevedere che la Fed potrebbe anche allentare le condizioni di stretta monetaria. Ma difficilmente Yellen cambierà la rotta della politica monetaria alla sua prima uscita ufficiale nella bocca del leone al Congresso.

Un’altra questione calda rimane il tetto del debito, che deve ancora essere innalzato e il Tesoro Usa sta implementando delle misure speciali per prorogare la scadenza dei pagamenti delle agenzie federali.

Attenzione rivolta anche alle trimestrali in Europa e a Piazza Affari. Lunedi l’indice Nikkei ha messo a segno un progresso dell’1,77% e ha terminato gli scambi a 14718,34 punti, proseguendo il rimbalzo avviato da area 14000. La

Sugli altri mercati, nel valutario euro in salita. La moneta unica passa di mano a 1,37 dollari (contro 1,3644 di ieri sera a New York) e 139,78 yen.

Tra le materie prime, petrolio stabile sopra i 100 dollari. Il greggio con consegna a marzo, spinto al rialzo dalla previsione di consumi in crescita a causa dell’inverno rigido, è scambiato a 100,08 dollari (100,06 ieri sera a New York), vicino ai massimi da sei settimane.

L’incremento dell’1.8% del prezzo dell’oro della scorsa settimana si è esteso anche al martedì mattina con un’ulteriore crescita dello 0.6%. Il prezzo dell’oro è salito a 1.275$/oz mentre i futures dei mercati azionari americani tendevano al ribasso.

“La riapertura del mercato in Cina, dopo le festività relative al nuovo anno, ha probabilmente influito sulla crescita del prezzo dell’oro”, dice una nota della banca tedesca Commerzbank.