Borsa Milano -1%, più lontana resistenza a 21.000. Supereuro dopo la Bce

7 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano in calo di quasi un punto percentuale, sconta il nulla di fatto della Bce ieri, che si è tradotto in forti acquisti sull’euro, solido oltre quota $1,39.

Il rifiuto della Banca centrale europea di lanciare misure di politica monetaria ulteriormente espansive ha portato il cambio eur/usd a balzare fino a $1,3906 dollari, al record in più di due anni. Ma il report occupazionale lavorativo Usa ha poi spinto il dollaro, che ha recuperato qualcosa nei confronti della moneta unica.

L’indice Ftse Mib ha chiuso in ribasso dello 0,98% a quota 20.634 punti.

Tra i singoli in evidenza le forti oscillazioni di Telecom Italia che si è confermato maglia nera del Ftse Mib con un ribasso oltre -3% dopo la comunicazione del bilancio e l’annuncio sulla mancata distribuzione del dividendo nel 2014. Le quotazioni hanno recuperato poi terreno e a metà giornata registrano un rialzo +1,61%.

L’amministratore delegato Patuano ha rassicurato gli azionisti affermando che, “alla luce dei segnali di recupero che già cogliamo sul mercato, torneremo a remunerare tutti i soci nel prossimo esercizio”.

Altro titolo protagonista da diverse sedute a Piazza Affari è Mps, sulla scia delle indiscrezioni relative alle prossime mosse della Fondazione. Titolo +0,65%.

Tra altri bancari Intesa SanPaolo -0,43%, Ubi Banca -0,45%, Unicredit -0,08%, sotto pressione soprattutto Bper con -3,38%. BPM -1,14%,

Analisi tecnica Ftse Mib: gli analisti di Teleborsa scrivono che “le implicazioni di breve periodo del FTSE MIB sottolineano l’evoluzione della fase positiva al test dell’area di resistenza 21.197,5. Possibile una discesa fino al bottom 20.119,1. Ci si attende un rafforzamento della curva al test di nuovi target 22.275,9”.

Sul mercato dei titoli di stato, spread Italia-Germania a 10 anni -1,06% a 177,22 punti base, a fronte di tassi sui BTP a 10 anni -0,71% al 3,42%.

In rialzo in generale l’azionario asiatico, che ha concluso in positivo la sua quarta settimana di contrattazioni; l’indice di riferimento MSCI Asia Pacific ha esteso il rally globale che si è tradotto in una crescita dell’azionario di $523 miliardi da lunedì alla giornata di ieri.

Borsa Tokyo su, con il Nikkei 225 che ha guadagnato +0,92% salendo al nuovo massimo in cinque settimane a 15.312 punti sulla scia dell’indebolimento dello yen, Hong Kong piatta, indice australiano S&P/ASX 200 +0,30%, Shanghai piatta così come il Kospi coreano.

I rendimenti sui bond australiani sono saliti al ritmo più alto in due settimane e la rupia si è rafforzata al record da novembre.

I cds per assicurarsi contro il rischio di default sui bond corporate e sovrani dell’Asia sono scesi al livello più basso dallo scorso 20 dicembre e si avviano a chiudere la quinta settimana consecutiva di flessioni.

Sugli altri mercati, sul valutario l’euro piatto a $1,3864. Euro franco svizzero -0,16% a 1,2184, mentre il cambio dollaro yen +0,27% a 103,35. Euro/yen +0,29% a JPY 143,27.

Sul fronte delle materie prime, i futures sul petrolio +0,99% a $102,57, oro -1,21% a $1.335,50.