Borsa Milano +1%, ma tensione in Grecia. Tassi oltre 20%

16 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Chiusura positiva per Piazza Affari, con l’indice Ftse Mib che ha terminato la sessione con un aumento +0,96%, a quota 22.931 punti.

Sostenuto dai commenti di Visco, l’euro ha recuperato terreno dopo aver toccato i minimi di 12 anni a 1,0456 dollari ed è balzato +1,16% a $1,0615.

La moneta unica ha beneficiato dei numeri sulla produzione industriale degli Stati Uniti, che non hanno convinto il mercato. Il cambio dollaro/yen cede -0,10% a JPY 121,26. Euro/franco svizzero +1,06% a CHF 1,0661, euro/yen +1,07% a JPY 128,72.

Focus sulla performance della borsa di Francoforte, con l’indice Dax balzato oltre +2%, oltre i 12.100 punti, a un nuovo record. Il paniere tedesco è in rialzo del 22% da inizio anno. Parigi +1% circa. In generale bene l’Europa, con lo Stoxx 600 +0,94% oltre 400 punti. Molto bene sono andati i titoli legati al settore auto e i finanziari.

Sotto pressione la piazza finanziaria della Grecia, paese ancora al centro delle preoccupazioni per la gestione del suo debito e il piano di riforme da offrire ai creditori internazionali come ‘merce’ di scambio in cambio della proroga del piano di aiuti già sottoscritto. Una fonte del governo ha dichiarato ai media che Atene restituirà al Fondo Monetario Internazionale una tranche da 580 milioni di euro del prestito che scadeva oggi. Si tratta del rimborso di una delle tre tranche su un totale di 1,5 miliardi che Atene deve al Fondo nel mese in corso. Ma i timori su uno scenario Grexit che sembra diventare più concreto e le tensioni tra Atene e Berlino si sono rispecchiate sul mercato dei bond.

In particolare, i tassi sui bond a tre anni sono tornati sopra il 20% per la prima volta dalla metà di febbraio, al 20,26%. Tassi decennali al 10,87%.

A Piazza Affari acquisti sulle popolari dopo che Veneto Banca ha ufficialmente dato il via al processo di consolidamento del settore. Un decreto legge del governo porterà alla trasformazione in Spa di 11 player del comparto. Il cda dell’istituto di Montebelluna, in vista del risiko imminente, ha dato incarico alla banca d’affari Rothschild e deciso di “procedere senza indugio alla trasformazione in società per azioni”.

La notizia ha sostenuto il settore bancario, ma non sono mancati i segni meno. Sul Ftse Mib, BPM +3%, BP +0,71%, Bper invece sotto pressione con -0,19%. Tra altri bancari Mps -1,02%, Intesa SanPaolo +3,08%, Unicredit +1,45%, Ubi Banca +1,48%. Tra i titoli di altri settori, buy su Autogrill +3,96%, Azimut +2,88%, Atlantia +3,10%, Exor +4,61%. Ancora sell su Eni -2,18% e Saipem -4,15% che hanno scontato il tonfo dei prezzi del petrolio. Saipem è stata sospesa anche per eccesso di ribasso, mentre Eni ha sofferto ancora il taglio della cedola del 30% circa, annunciato venerdì. La riduzione è più accentuata delle pevisioni.

Pesanti in tutta Europa gli energetici, complice il nuovo calo del valore del petrolio, che ha testato i minimi da aprile 2009 (scendendo anche sotto la soglia di $43 per barile). A New York, i futures sul petrolio cedono -3,39% a 43,32 dollari al barile, mentre il Brent lascia sul campo -3% a 53,03 dollari. Oro -0,09% a 1.151,40 dollari l’oncia. Argento +0,52% a quota $15,58. Minimo dal 2009 anche per lo zucchero, in scia al deprezzamento del real brasiliano.

Proprio il real brasiliano continua a registrare importanti ribassi, e il suo valore ha perso -35% in meno di un anno. Le vendite si sono intensificate sulla scia del caos politico che sta colpendo il paese.

Sui mercati dei titoli di Stato oscilla sotto la soglia dei 90 punti lo spread tra il tasso del Btp decennale e quello del Bund tedesco, arrivando in mattinata fino a 88 punti con il rendimento del Btp all’1,15%. Il trentennale italiano scende e scambia all’1,90%.

In settimana c’è grande attesa per la riunione di politica monetaria della Federal Reserve. Dopo mesi di dati positivi relativi al mercato del lavoro, almeno sulla carta perché il tasso di partecipazione alla forza lavoro è ai minimi storici, le attese di una stretta montaria sono cresciute. Si fa sempre più probabile un rialzo dei tassi a giugno.

Oggi intanto parla Mario Draghi, ma a mercati chiusi, alle 19.45. La Bce ha annunciato di aver speso 9.751 miliardi di euro in bond nella prima settimana di lancio del programma di quantitative easing.

In ambito societario, Safilo ha pronosticato di registrare un Ebitda raddoppiato dal 2014 al 2020. Il gruppo vede inoltre una crescita del fatturato netto del 6% su base annuale nello stesso periodo: tra 5 anni punta a raggiungere 1,6-1,7 miliardi di euro. I titoli guadagnano il +2,77% a 13,74 euro in avvio.

Il board direttivo della svizzera Holcim ha deciso di respingere i temini di un accordo di fusione delle operazioni da 42 miliardi di euro con la rivale francese del cemento Lafarge.
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In Asia la Borsa di Tokyo ha chiuso sostanzialmente piatta, a -0,04% in attesa delle decisioni della banca centrale. Gli acquisti hanno dominato la seduta alla borsa di Shanghai. L’indice generale al termine degli scambi ha mostrato un progresso del 2,13% raggiungendo i 3.444 punti. Il premier cinese Li Keqiang, nel sottolineare come il pase deve rassegnarsi a tassi di crescita inferiori al passato, ha promesso di intervenire in maniera efficace per ravvivare un’economia stanca e assicurare una crescita del 7%.

(Lna-DaC)