Borsa Milano +1%, dietrofront popolari. Dax da record. Rally petrolio, fino a +3,5%

13 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Seconda seduta di rialzi consecutiva per le Borse europee, che salgono ai massimi di sette anni favorite dal contesto geopolitico in miglioramento e dalle notizie macro provenienti dalla Germania. Ieri a Minsk Russia e Ucraina hanno stretto un accordo per un cessate il fuoco da domenica. Oggi il Pil dell’area euro ha mostrato una crescita più ampia del previsto a fine 2014 (+0,3% e non +0,2% come atteso).

Il listino Ftse MIB accelera al rialzo, per poi smorzare i guadagni nel finale, chiudendo a +0,96%, a quota 21.204 punti. Il Dax tedesco viola la soglia dei 11 mila punti, per poi scendere anch’esso dai massimi e sotto l’importante livello psicologico. La Borsa di Atene rallenta nel finale ma chiude con un rally +5,6% con le banche elleniche che durante la sessione sono salite + 20% circa.

In allentamento le tensioni sui bond della periferia. Lo spread tra Btp e Bund scende fino a -3,73% a 131 punti base, a fronte di rendimenti sotto l’1,6%, all’1,59%. Il decennale greco rende l’8,78%, in netto calo dal più dell’11% testato due giorni prima.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio Usa +3,50% a $53. Boom del Brent, +3,69% a $61,47. Oro +0,93% a $1.232,10. Argento +3,55% a $17,39.

Tra le singole blue chip, banche fanno dietrofront nel finale. In ribasso Mps (-0,78%), sempre al centro dei riflettori, Bper -1,25%, BPM -1,38%, BP -0,86%, Intesa SanPaolo rimane decisamente positiva con +2,93%, Unicredit +3,75%, Ubi Banca +1,38%. Sotto pressione Mediobanca (-0,63%) dopo che Groupama ha lasciato il capitale di piazzetta Cuccia. Il titolo Mediaset perde terreno fino a -6,52% dopo il collocamento sul mercato della partecipazione in mano a Fininvest.

Sempre in ambito di notizie societario, Pirelli +2,95% ha chiuso il 2014 in crescita. Il quarto trimestre evidenzia una crescita dei ricavi dell’1,0%, pari a 1.489 milioni di euro (1.474,6 milioni di euro nel corrispondente periodo 2013), con un incremento a livello organico del 4,1%. Tra altri titoli Eni +2,33%, FCA +0,16%

Il clima è ottimista dopo che il Pil tedesco è cresciuto dello 0,7%, più del previsto, nell’ultimo trimestre del 2014. La Francia ha invece registrato un aumento del prodotto interno lordo molto più modesto, del +0,1%. In Italia pil stagnante ma si ferma la contrazione

Tutto potrebbe cambiare in poco tempo, tuttavia, con l’Italia che aspetta che Moody’s si esprima sul credito, giudicato dall’agenzia di rating Baa2.

A sostenere l’ottimismo degli operatori ieri è stata l’intesa raggiunta sulla crisi Ucraina.

Minsk 2.0, in realtà, è solo un accordo sul cessate il fuoco e sul mantenimento della territorialità e sovranità dell’Ucraina. Nel lungo termine non si è raggiunto ancora un vero accordo, tanto è vero che gli stessi leader mondiali coinvolti hanno invitato alla cautela.

Nonostanti i problemi della Grecia, l’azionario europeo si dirige verso i massimi di oltre sette anni dopo aver avuto il gennaio migliore dal 1989. Lo Stoxx 600 è in rialzo del 9,1% da inizio anno, favorito dalle misure straordinarie di sostegno monetario della Bce, che vanno sotto il nome di quantitative easing.
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In Asia la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta con l’indice Nikkei-225 in calo dello 0,37%.

Sul valutario, l’euro l’euro risale, +0,11% a 1,1415 dollari, favorito dall’incremnto della liquidità offerta alle banche greche da parte della Bce. La moneta arretra invece sullo yen a 135,54 (-0,16%); il cross dollaro-yen si attesta a 118,74, mentre l’euro sale dello 0,15% sul franco a 1,0631. Gli effetti della tregua raggiunta in Ucraina si ripercuotono anche oggi sul crosso rublo/dollaro. La moneta russa ha segnato un balzo +3%, a 63,45 rubli.

(DaC-Lna)