Borsa Milano -0,89%, aumenta rischio default Grecia. FCA, cosa succede?

di Redazione Wall Street Italia
10 Dicembre 2014 18:06

MILANO (WSI) – Le persistenti tensioni in Grecia, nel giorno in cui la Troika arriva ad Atene, mettono Piazza Affari sotto pressione, con il Ftse Mib che nel pomeriggio accelera al ribasso per poi chiudere con -0,89% a 19.218 punti.

Piazza Affari paga anche alcune storie societarie, che vedono protagoniste Saipem e FCA.

Saipem è stata sospesa per eccesso di ribasso, per poi essere riammessa alle contrattazioni con un calo finale -5,20% a 8,655 euro, nel giorno del cda e sulla scia dei dubbi sul suo futuro dopo lo stop russo al progetto South Stream. Ma il titolo sconta anche i ripetuti cali del petrolio, con i futures che ritracciano -5% circa a $60,93% dollari al barile. E’ panic selling. Oro -0,26% a $1.228,80.

Matteo Paganini, Chief Analyst DailyFX (FXCM), così commenta: “Nuova rottura ribassista per il petrolio, che dopo aver stazionato intorno a 62.50 dollari al barile ha rotto i supporti di breve periodo spostandosi verso area 61.00. Questo conferma la pesantezza degli energetici con target che si muovono intorno a 60 dollari, quando fino a poche settimane fa molti analisti pensavano ci si potesse fermare a quota 70, da noi indicata come un target non ultimo. Movimento contrastato del dollaro americano, non direzionale durante la giornata di oggi, con borse nuovamente sotto pressione, una pressione che potrebbe continuare fino a sera ma che non vediamo come una partenza di un movimento strutturale ribassista, sia sul versante europeo che americano”

Su FCA si attendono indicazioni sul prezzo del bond convertendo da 2,5 miliardi di dollari, che sarà probabilmente reso noto dopo la chiusura di Wall Street. Nelle sale operative si parla di “comportamento anomalo” a seguito di un “mega ordine che ha fatto rompere quota 10 euro”. Titolo scivola -6,62% a 9,805 euro.

Sul mercato dei titoli di stato, lo Spread tra Btp e Bund decennali supera i 140 punti base con un balzo superiore a +4%, a fronte di tassi decennali sopra la soglia del 2%. Bond greci in area di pericolo: decennali all’8,85% e rendimenti a tre anni sopra il 9,3%. I tassi a un mese schizzano al 5,15%. L’inversione della curva dei rendimenti sta a segnalare l’aumento del rischio di default.

Tra gli appuntamenti di giornata si segnala l’incontro del vice primo ministro greco, Evangelos Venizelos, e il ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schäuble.

Se la Grecia dovesse tornare alle elezioni e se la sinistra anti austerity di Syriza dovesse fare parte dell’amministrazione, difficilmente il governo rispetterebbe le restrizioni fiscali imposte dal programma di salvataggio della Troika (Fmi, Ue, Bce). È più probabile che la priorità in quel caso sarebbe invece l’uscita dal piano. Il partito di Tsipras, infatti, è accerrimo nemico delle politiche di austerità ed è determinato a ottenere la cancellazione del 70-80% del debito pubblico ellenico.
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Tra i migliori del paniere delle blue chip Prysmian +2,79%, che avanza dopo la promozione di Goldman Sachs a ‘BUY’, e Mediaset +1,10%, favorita dai dati sui ricavi pubblicitari di novembre che hanno visto una crescita del 7%. “Il dato di novembre è positivo perché l’ultima indicazione fornita dal management lasciava presupporre una chiusura del mese sostanzialmente stabile o, al massimo, con un lieve recupero”, scrive Stefano Vulpiani di Icbpi nel daily odierno. Tra le banche Mps piatta, Bper -2,15%, BPM -1,58%, BP -1,59%; Ubi Banca -2,60%, Unicredit -0,62%, Intesa -0,56%.

Sul fronte macro, ha deluso la produzione industriale francese, che conferma come la seconda economia dell’area euro attraversi una fase stagnante.

Seduta negativa per i mercati asiatici, con il benchmark regionale che ha chiuso la peggiore due giorni in un mese. Ha fatto eccezione la Borsa cinese, in rialzo nonostante i deludenti dati sull’inflazione abbiano alimentato i timori riguardanti le prospettive di crescita della seconda potenza al mondo (prima se si guarda al Pil reale, ovvero a parità di potere d’acquisto). I prezzi al consumo sono scesi ai minimi negli ultimi cinque anni mentre uelli alla produzione hanno perso il 2,7% rispetto a un anno prima: per il 33esimo calo mensile consecutivo.

Sell su Tokyo, dove il Nikkei, l’indice dei 225 titoli guida, ha perso il 2,25% scendendo a 17.412,58 punti.

Su valutario, volatilità ai massimi di oltre un anno. Euro in rialzo sul dollaro a 1,2426 (+0,42%). Dollaro/yen -0,99% a JPY 118,51; euro/yen -0,57% a JPY 147,26.

(DaC-Lna)