BORSA: LA STRATEGIA GIUSTA? CAVALCARE IL RALLY

27 Luglio 2009, di Redazione Wall Street Italia
*Questo documento e’ stato preparato da Maurizio Milano, resp. Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella, ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come definiti nell’art. 31 del Regolamento Consob n° 11522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

WSI) – Prosegue il rally dell’azionario. Dopo gli strappi dell’ottava precedente – seguiti al test dei minimi di metà maggio – le Borse salgono ancora, con gli indici principali che mettono a segno nuovi massimi per il 2009. Tra tutti si distingue il Nasdaq Composite, che rimane uno degli indici più performanti. La salita ha portato l’indice sopra i massimi dell’11.06 a 1880, con un allungo in direzione della soglia psicologica di resistenza a quota 2000, con un rialzo di circa il 56% dai minimi a 1266 del 9 marzo. L’indice tecnologico è l’unico che sia già risalito sui livelli di inizio ottobre 2008, precedenti al crash di ottobre-novembre. La tenuta di 1850/80 manterrebbe un’impostazione decisamente tonica, con prossimo obiettivo 2000 e quindi (prematuro) 2070. L’obiettivo del bear market rally in essere è confermato nella resistenza chiave a 2200, dove sono attese forti vendite. Debolezza sotto 1800/25 (poco probabile) e rinnovata negatività sotto il supporto critico a 1750 (improbabile).

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Nuovi massimi 2009 anche per il Dow Jones Industrial, che ha raggiunto la forte resistenza a 9100, con un rialzo di circa il 41% dai minimi a 6470 del 6 marzo. La tenuta di 8600/800 (estensioni non al di sotto di 8500) manterrebbe un’impostazione molto tonica: il superamento di 9100 (in fase di test) porterebbe al test dei picchi dell’ottobre 2008 in area 9650/800. L’obiettivo del bear market rally in essere è confermato a 10350 con estensioni verso la resistenza chiave ad 11000, dove sono attese forti vendite. Debolezza sotto 8500 (poco probabile) e rinnovata negatività sotto il supporto critico in area 8150/250 (improbabile). Nuovo massimo 2009 anche per l’S&P500, che si spinge oltre i precedenti massimi in area 945/55 e sale verso 980, con un rialzo di circa il 47% rispetto ai minimi a 667 del 6 marzo. La tenuta di 930/40 manterrebbe un’impostazione molto tonica, con prossimo obiettivo i picchi di metà ottobre a ridosso di 1010/45 e quindi (prematuro) la resistenza critica a 1100. L’obiettivo del bear market rally in essere è confermato nella resistenza chiave a 1200, dove sono attese forti vendite. Debolezza sotto 910/20 (poco probabile) e rinnovata negatività sotto il supporto critico a 875 (improbabile).

Dopo i forti rialzi degli ultimi quindici giorni è possibile che il mercato prenda un po’ fiato. Correzioni significative, tuttavia, non sembrano probabili: il mercato, infatti, è tutto proteso verso il desiderio di toccare nuovi massimi, ed ogni piccola correzione incontra nuovi acquirenti disponibili ad alimentarne la forza. I nuovi minimi per l’anno della volatilità implicita (Vix a ridosso di quota 23, ormai sceso di circa il 74% rispetto ai massimi storici a ridosso di 89,50 dell’ottobre 2008) confermano il sentiment positivo degli operatori. Segnale distensivo anche dai CDS (credit default swaps) – che misurano il rischio di default (fallimento) di società quotate o addirittura di Stati nazionali –, ridiscesi sui livelli di inizio settembre 2008, precedenti al fallimento di Lehman. Siccome gli indici azionari rimangono un 15% sotto i valori di inizio ottobre 2008 (quando è iniziato il crash) mentre altri indicatori – come appunto la volatilità ed i CDS – sono tornati su quei livelli, è verosimile pensare che il recupero delle Borse non sia ancora terminato.

Fino ad un segnale di esaurimento rimane quindi valida la strategia di “cavalcare” il rally, con l’obiettivo però di ridurre l’esposizione e portare a casa gli utili all’avvicinarsi degli obiettivi indicati, per il progressivo deterioramento delle prospettive di risk-reward. Quando finirà la festa? Gli investitori retail non hanno finora creduto fino in fondo alla forza del rialzo in corso – o non hanno comunque osato seguirla – e sono rimasti sottoinvestiti; lo stesso hanno fatto molti gestori, ancora decisamente sottopesati rispetto ai benchmark di riferimento. Questa liquidità “parcheggiata” potrebbe essere il combustibile che alimenterà l’ultima ondata del rally in corso, in un crescendo di euforia auto-alimentantesi.

A quel punto, scacciate le paure dei mesi passati come un brutto ricordo ed attirati da previsioni di bull market stabili all’orizzonte, anche i più restii potrebbero finalmente cedere alle lusinghe del mercato. In ottica contrarian, quello sarà forse il momento migliore per vendere.

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