BORSA: IMPROVVISO CROLLO DEI MERCATI IN MEDIO ORIENTE

9 Marzo 2006, di Redazione Wall Street Italia

L’improvviso crollo delle Borse in Kuwait e nella vicina Arabia Saudita, che ha spinto centinaia di piccoli investitori kuwaitiani a scendere ieri in piazza per chiedere al governo d’intervenire a protezione delle loro azioni in caduta libera, è stato “l’inevitabile conclusione” di un diffuso fenomeno speculativo in corso da mesi. Lo scrive stamani il quotidiano libanese Daily Star, mentre nel Golfo c’é attesa per quanto accadrà sabato alla riapertura delle Borse.

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“Negli ultimi mesi, il valore medio delle azioni è diminuito dal 12 per cento del Bahrain al colossale 35 per cento di Palestina e Dubai. E soltanto ieri, il mercato kuwaitiano ha perso a un certo punto circa il 4 per cento, prima di un tardivo recupero, e quello saudita si dice sia crollato del 4,7 per cento”, ha ricordato il quotidiano in un editoriale.

“Sono dati amari, perché sembrano aver colto di sorpresa tanti piccoli investitori. Il boom del mercato borsistico regionale negli ultimi 18 mesi era stato in parte occasionato dal fenomeno di troppo denaro a caccia di troppi pochi titoli. La meteorica ascesa del valore dei titoli aveva allettato molti piccoli e inesperti investitori che avevano visto nell’acquisto di azioni la licenza garantita a far soldi”, ha commentato il Daily Star.

Per questo motivo, ha proseguito il quotidiano, i governi del Golfo hanno ora il “dovere di assicurare due salvaguardie agli investitori, soprattutto a quelli che giocano d’azzardo con i risparmi della loro vita in un ambiente di cui possono avere scarsa conoscenza”.

La prima salvaguardia deve essere “la totale trasparenza sui titoli offerti e sulle basi economiche” delle imprese, mentre la seconda deve consistere in “chiari ammonimenti a tutti gli investitori che il valore delle azioni può crollare allo stesso mondo in cui crescé.

“Ovviamente, gli investitori di professione lo sanno già, ma visto che comprare azioni è diventato popolare deve essere protetto anche l’uomo della strada. In ultima analisi, niente può impedire che uno stolto, soprattutto se avido, e il suo denaro vengano separati. I governi hanno nondimeno il dovere di proteggere lo stolto al pari del saggio”, ha concluso il Daily Star.