Borsa e mercati: troppa incertezza, mai stare lunghi, solo strategie di “toccata e fuga”

7 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – I mercati iniziano questa settimana in ottica più modesta, con il Dow Jones di nuovo sotto quota 10,000 e l’euro (che oramai è un indice di fiducia sulla sostenibilità delle finanze pubbliche) ad un minimo da quattro anni a questa parte. Gli investitori stanno affrontando un momento molto più che “tumultuoso”: la volatilità e le difficoltà emergenti hanno quasi resettato i guadagni dell’azionario del 2010.

L’azionario come asset class in effetti sta perdendo la sua appetibilità, a fronte di oro, obbligazioni e qualche franco svizzero. Inoltre, i Payrolls di venerdì non hanno giovato la situazione: nonostante una riduzione al 9,7% del tasso di disoccupazione, i payrolls sono usciti peggiori del previsto, a quota 431k. Il mercato aspettava con ansia questo dato e quindi anche se il tasso di disoccupazione è effettivamente migliorato, la quota 500k nei payrolls non è stata raggiunta ed il mercato ha manifestato il suo disappunto.

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Vogliamo parlare poi delle novità che giungono dalla scena internazionale? Il sentimento di mercato è stato assediato anche da nuove voci – ben fondate – dal portavoce del Primo Ministro ungherese Viktor Orban secondo cui “la speculazione su una nostra insolvenza non è una esagerazione”.

Da un punto di vista macro, i disastri ambientali, le vicende politiche, le vicende creditizie ed europee alimentano questo periodo di massima incertezza dove ovviamente dobbiamo cercare di operare a favore di trend ma stare poco esposti sul mercato, con una logica più da “toccata e fuga” piuttosto che da strategia scacchistica di posizionamento lento. Speriamo almeno che il dato sulle vendite al dettaglio USA, in uscita questa settimana, possa alleviare qualche sofferenza.

Passando ai primi market mover della settimana, abbiamo oggi gli ordini industriali della Germania alle 12.00 pm, e prima l’indice di fiducia dell’area euro, con diversi dati nipponici in uscita stanotte. A proposito del Giappone, lo Yen si è ripreso bene venerdì (come spesso accade in momenti di panico: liquidazione di carry trade e quindi riacquisti di Usd, Yen e Chf) ma le incertezze politiche che circondano la seconda economia più grande del mondo potrebbero pesare sullo Yen nel breve termine in quanto il nuovo Primo Ministro Naoto Kan potrebbe spingere la BoJ verso qualche intervento valutario. Comunque, il rischio continua a comandare il trading operativo, quindi occhi ed orecchie spalancate, caffè decaffeinato (perché in questi momenti c’è già tanta eccitazione sul mercato in sé) e mano pronta a colpire: la volatilità è l’ingrediente segreto del buon trading, sempre con tanta prudenza.

Vediamo ora un po’ di analisi tecnica per cercare un orientamento in questo mercato molto complicato.

Iniziamo dall’eurodollaro che, rotto il supporto a 1.21, ha mollato i freni e sembra davvero intenzionato a giungere, neanche troppo in futuro, al punto di partenza della tendenza rialzista di cinque anni fa a 1.1640. È presente, a dire il vero, un intermedio livello di supporto a 1.1820 che potrebbe essere utilizzato già nelle prossime. 1.21, o poco più (dove transita la media mobile esponenziale a 100 periodi su un grafico orario) è il livello di resistenza successivo ad una ripresa di orgoglio della moneta unica. Consideriamo però che, mai come in questo periodo, il concetto di posizionarsi contro tendenza appare un rischio da correre solamente se consapevoli dei rischi che si corrono, operando con piccole quantità e soprattutto tutelandosi con stop.

Il cambio UsdJpy, seppure con una forza minore, ha invertito la propria rincorsa per arrivare a 95 figura arretrando di poco più di 120 punti. Per trovare spunti interessanti in questo caso non dobbiamo prendere la macchina del tempo, come con l’euro dove siamo ritornati a 5 anni fa, ma è sufficiente un minimo di memoria dell’ultimo mese e messo di trading. Sicuramente il più importante livello di supporto si trova a 89 figura, ma per la giornata di oggi crediamo che i prezzi possano iniziare a fermarsi a quel 90.60 che tanto abbiamo utilizzato nelle ultime tre settimane di operatività. Solamente un ritorno al di sopra di 93 figura potrà riaprire la strada all’obiettivo precedentemente indicato.

Con le premesse sopra descritte è facile intuire come il cambio EurJpy sia giunto ad un nuovo minimo, rompendo il precedente a 108.80. Abbiamo già visto i giorni scorsi come questi livelli siano stati visti l’ultima volta nel lontano 2001: proprio a quel periodo guardiamo con attenzione per ricercare eventuali livelli importanti di supporto. Otteniamo così un primo livello a 106.90 ed un più importante 105: uniti sono l’ultima chance di tenuta delle moneta unica prima di un ritorno a 100 figura.

Passiamo al cable per notare come, prima di giungere all’importante area di supporto a 1.4240 il cambio potrebbe trovare nuovamente supporto oggi a 1.44 figura, già visto nella notte. 1.4550 è invece la nuova resistenza ad un tentativo di risalita.

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