BORSA: E’ FATTA, SE TIENE IL SUPPORTO DI QUOTA 1275

7 Agosto 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono rimasti pressoché invariati sul breve, mentre sono lievemente saliti sul lungo con lo spread 2-10 anni aumentato da 6 a 10pb. Nel corso della giornata i tassi di mercato erano temporaneamente calati dopo l’inattesa contrazione degli ordinativi industriali tedeschi di giugno. Oggi l’attenzione dei mercati obbligazionari sarà focalizzata sulla riunione della Bce, in modo particolare sulla successiva conferenza stampa di Trichet.

Il governatore potrebbe prendere atto del rallentamento della crescita in atto all’interno dell’area, ma presumibilmente continuerà a richiamare la necessità di combattere l’inflazione. In modo particolare potrebbe ribadire la necessità di evitare gli aumenti dei salari che provocano gli effetti c.d. di secondo livello. In Germania è ancora attesa la conclusione delle contrattazioni per diverse categorie del comparto dei metalmeccanici. Sul decennale restano validi i livelli segnalati nei report precedenti: supporto collocato al 4,30% e la resistenza a 4,45%. Nel breve aumentano i segnali tecnici di possibile correzione al rialzo dei tassi di mercato in area Euro.

Negli Usa tassi di mercato in rialzo sulla scia della continuazione del rialzo dei listini azionari che ha interessato principalmente il comparto tecnologico e quello dell’energia, in particolare i raffinatori. Nel primo caso ha aiutato la favorevole trimestrale di Cisco che ha anche confermato le aspettative di crescita del fatturato per il trimestre in corso. Complessivamente il mercato azionario è anche supportato dal contestuale ridimensionamento del prezzo del greggio. I gestori internazionali verosimilmente stanno ancora riducendo il forte sottopeso di azionario, come emerso nei sondaggi di metà luglio.

Segnaliamo anche come Ambac, la seconda principale compagnia di assicurazione di bond Usa, abbia quasi triplicato il prezzo nel mese di agosto, evidenziando ieri un utile trimestrale di 2,80$ per azione a fronte di una perdita di 0,61$ attesa dagli analisti, grazie principalmente all’adozione di una nuova metodologia contabile. La conferma della tenuta del supporto a quota 1275 dell’indice S&P 500, rende possibile nel breve la continuazione del recupero dei corsi azionari. Di conseguenza è attesa una fase di rialzo dei tassi di mercato che nel breve potrebbero riportare il decennale verso la resistenza in area 4,08-4,15%.

Valute: Dollaro in lieve apprezzamento verso Euro raggiungendo il supporto in area 1,54. Il tenore delle parole di Trichet saranno oggi molto importanti per decidere la direzione del cross. Il supporto successivo è a 1,53. La tenuta di tali livelli confermerebbe la conformazione di un triplo minimo rispetto agli analoghi livelli raggiunti a metà maggio e metà giugno. Prima resistenza in corrispondenza di 1,5520.

Complici i rialzi dei listini azionari Usa ed Europei, lo Yen si è avvicinato al minimo da inizio anno verso Dollaro, con il cross che ha superato la resistenza 108,60 per sfiorare la successiva collocata a 110-110,10. Lo Yen si è deprezzato anche verso Euro, con il cross che si sta riavvicinando ai massimi storici in area 170 circa. La recente bassa volatilità dei listini azionari sta probabilmente favorendo il ritorno delle strategie di carry trading che potrebbero essersi nuovamente spostate dalle commodity al mercato azionario.

Materie Prime: prosegue il ribasso del greggio Wti che ha sfiorato i 117$/barili dopo l’aumento superiore alle attese delle scorte Usa ed all’apprezzamento del Dollaro vs Euro. La correzione del prezzo dai livelli massimi di 147,27$ è stata del 20%. Tra i comparti maggiormente penalizzati figura ancora una volta quello agricolo, in particolare spiccano i cali di soia (-3,3%) e mais (-3,2%). Continua però a muoversi in controtendenza lo zucchero (+1,9%). Il movimento del Dollaro ha penalizzato i metalli preziosi meno del previsto, con l’oro che ha perso solamente lo 0,3%. In rialzo i metalli industriali guidati dal piombo (+2,6%) che in questo periodo si conferma il più volatile del comparto.

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