BORSA A UN BIVIO: ANALISTI TORI, ECONOMISTI ORSI

9 Settembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Mai prima d’ora le opinioni degli analisti di Wall Street hanno differito cosi’ tanto da quelle degli economisti (delle stesse banche) sull’outlook degli utili delle societa’ americane e quindi sull’andamento della borsa e del pil. Stando alla media delle previsioni degli oltre 1500 analisti interpellati da Bloomberg, che pubblica questi dati, i profitti delle aziende dello Standard & Poor’s 500 sono prevista in crescita del 25% l’anno prossimo. Si tratta di uno sviluppo di 10.9 volte piu’ rapido rispetto all’espansione prevista del Prodotto Interno Lordo da 53 economisti interpellati sempre da Bloomberg il mese scorso.

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Il differenziale tra gli utili e la crescita dell’economia e’ il piu’ alto in assoluto e si confronta con il valore medio di 6.1 registrato negli ultimi 60 anni. Le preoccupazioni secondo cui gli utili non siano all’altezza delle stime potrebbe porre un freno alla corsa dei listini, dopo che l’indice S&P 500 ha accumulato guadagni superiori al 50% da inizio marzo, la prova migliore da settant’anni a questa parte.

Stando alle proiezioni degli analisti per il prossimo anno, se confrontate con gli utili, le azioni scambiano in prossimita’ dei livelli piu’ bassi dal 1989, mentre le previsioni per l’economia, fornite da Jan Hatzius di Goldman Sachs, Richard Berner di Morgan Stanley e Drew Matus di Bank of America, mostrano che ai livelli attuali i titoli NON sono certo un buon affare.

Insomma, non e’ affatto detto che l’economia reale segua la ripresa delle borse. “Gli utili dipenderanno dalla crescita economica globale”, ha detto a Bloomberg Barry James di James Investment Research Inc. “Se da un lato nessuno mette in dubbio che la situazione non e’ cosi’ grave come lo era in precedenza, dall’altro non ci aspettiamo neppure che il 2010 sara’ un anno di baldoria”.

Secondo le previsioni degli economisti intervistati da Bloomberg, l’economia americana crescera’ del 2.3% (tasso annuale) il prossimo anno, mettendo la parola fine alla recessione piu’ grave dagli anni ’30. Le aziende degli Stati Uniti dovrebbero tornare a registrare utili dal prossimo trimestre, dopo due anni di cali, la serie negativa piu’ lunga dalla Grande Depressione.

Se da un lato le previsioni individuali potrebbero rivelarsi accurate, nel complesso sono troppo ottimistiche se confrontate con le attese per la crescita dell’economia. Le spese al consumo, ad esempio, saranno certamente piu’ deboli rispetto alla fine della recessione precedente, ha sottolineato in una nota Hatzius. Stando alle stime di Matus, la domanda dovra’ sicuramente crescere, in sintonia con l’espansione del 2.5% dell’economia.